Roma, 20 mar – L’atteggiamento di condanna per chi copia è più diffuso tra chi ha livelli di istruzione elevati (74,3% dei laureati contro 67,7% di chi ha al massimo la licenza media). Tuttavia giovani e giovanissimi si mostrano più indulgenti rispetto ai più anziani anche a parità di titolo di studio. Un quinto delle persone che hanno meno di 24 anni ritiene che il copiare a scuola non danneggi alcuno. Su questa affermazione si registra il divario di genere più marcato. Anche a parità di età, gli uomini sono meno intransigenti delle donne, specie se hanno meno di 34 anni. Nella percezione di giustificabilità e gravità di alcuni comportamenti ciò che emerge è quindi il gap tra giovani e adulti, con i primi più permissivi, quasi disincantati, e i secondi più intransigenti. Ciò sembra riflettere dinamiche classiche – giovani trasgressori e anziani conformisti – e verosimilmente qualche difficoltà nella trasmissione inter-generazionale dei valori. In tal senso, anche la scuola sembra faticare ad adempiere pienamente al ruolo istituzionale di volano della cultura civica tra le giovani generazioni. (PO / red)