Roma, 21 mar – In una intervista al Messaggero, il sindaco di Roma Virginia Raggi, dopo l’arresto per corruzione di Marcello De Vito, si dice “furiosa”. “Da due anni e mezzo stiamo riportando legalità e trasparenza nel governo di Roma per poi scoprire che qualcuno, invece di giocare in squadra con noi, pensava ai suoi interessi personali e non al bene della città” afferma. E riferisce che in un colloquio con Di Maio è stato ribadito che “il Movimento 5 Stelle ha gli anticorpi vivi e che a Roma bisogna andare avanti per portare a termine ciò che è stato iniziato nell’interesse dei cittadini. Sono sempre stata garante della legalità e continuerò ad esserlo”, “io e la mia maggioranza andiamo avanti determinati e compatti. C’è un programma da portare a termine. L’ho detto anche ai consiglieri: abbiamo un progetto comune”. Sostiene inoltre che andrà avanti “a testa alta. E con la consapevolezza che non si devono mai abbassare le barriere nei confronti della corruzione. In questi anni c’è stato un continuo tentativo di infiltrazione da parte del vecchio sistema. Con il contributo determinante della magistratura siamo riusciti a respingere ogni attacco. Se c’è qualcuno che ha sbagliato, è giusto che paghi. Non faccio sconti”. Nelle carte dell’inchiesta, pere, ci sono altri progetti nel mirino: gli ex Mercati Generali, l’hotel a Trastevere, l’ex Fiera di Roma… “Ho chiesto agli uffici di avviare una nuova due diligence, un’ulteriore verifica su tutta la procedura che riguarda gli altri progetti attenzionati dall’inchiesta” e “se qualcuno pensa di poterci infettare sappia che non ci riuscirà. Siamo stati eletti per scardinare l’intreccio perverso tra politica e affari in questa città e lo stiamo facendo”. E ribadisce: “Rispetto agli altri partiti, M5S ha reagito immediatamente con l’espulsione di De Vito, già poche ore dopo la notizia dell’arresto. Questa è la differenza. Chi sbaglia paga. Non c’è spazio per chi sfrutta la politica per perseguire interessi personali”. Interrogata sul garantismo riservato al direttore generale del Comune, indagato perla vicenda Ama, risponde: “Sono due situazioni non paragonabili”. De Vito era un suo avversario politico? “Be’, è noto che lui e Roberta Lombardi non mi amavano. I nostri erano rapporti d’aula”. Ha mai conosciuto l’avvocato Camillo Mezzacapo, l’amico di De Vito? “Gli ho fatto un colloquio, insieme ad altri, per il Cda di una socieà partecipata della Città Metropolitana. L’ho scartato perché non mi convinceva”. (PO / red)
