Roma, 21 mar – “Tutto nasce dall’intento di trovare una via sostenibile riguardo al futuro dei tessuti, prima erano le risorse grandi del nostro Paese, che, invece, ora sono relegate a piccole attività, come la lana italiana non più eccellente, a causa della difficoltà nello smaltire e gli alti costi. Come richiede anche l’Onu nell’Agenda 2030, la nostra proposta che oggi rivolgiamo al sottosegretario Alessandra Pesce, è che questo evento possa essere un punto di partenza per istituire la possibilità di tavoli, dove interagire con il Ministero e le altre istituzioni ed aziende per creare un discorso concreto. Siamo donne, quindi, amiamo la concretezza: chiediamo perciò che questi tessuti avessero un riconoscimento che aiuti allevatori e produttori per avere un reddito decente. Nella sostenibilità, come anche nel rispetto dell’ambiente, tutti, nel nostro piccolo, ci dobbiamo impegnare”. L’ha affermato Pina Terenzi, Presidente nazionale Donne In Campo Cia-Agricoltori Italiani, durante l’evento dedicato ai tessuti ecosostenibili ed all’Agenda 2030, che si sta svolgendo a Roma, all’Auditorium “Giuseppe Avorio”, organizzato da ISPRA e Donne In Campo Cia-Agricoltori Italiani, per presentare il volume “Filare, tessere, colorare, creare. Storie di sostenibilità, passione ed eccellenza”. Il libro è risultato di un’indagine sulla produzione eco-compatibile di fibra da fonti naturali e/o di recupero, filati da tessitura, artigianiale, tintura e confezioni naturali presenti in Italia, condotta da ISPRA e Donne In Campo Cia-Agricoltori Italiani. (PO / BIG ITALY / Pep)
