Roma, 21 mar – “La richiesta dell’Onu di pensare oltre i modelli prevalenti e di vivere entro limiti sostenibili, è un messaggio che deve risuonare all’interno del business del tessile nel suo complesso, chiamato come gli altri settori a riformare se stesso: metodi di produzione più sostenibili, come l’uso di tinture che sprecano meno acqua, l’uso di rifiuti come materia prima e lo sviluppo di soluzioni innovative al problema dei rifiuti tessili. Le testimonianze di oggi, le buone pratiche rappresentate da agricoltori e artigiani, sono esempi che promuovono la necessità di sviluppare nuovi sistemi di produzione agricola e zootecnica che possano avere un ruolo positivo nello sviluppo di processi di riduzione dell’inquinamento e di degrado ambientale, di riciclo delle risorse e di mitigazione dei cambiamenti climatici”. Lo ha sottolineato Lorenzo Ciccarese, responsabile dell’Area per la protezione della biodiversità terrestre e per la gestione sostenibile dei sistemi agro-forestali dell’Ispra, partecipando all’evento dedicato ai tessuti ecosostenibili ed all’Agenda 2030, che si sta svolgendo a Roma, all’Auditorium “Giuseppe Avorio”, organizzato da Ispra e Donne In Campo Cia-Agricoltori Italiani, per presentare il volume “Filare, tessere, colorare, creare. Storie di sostenibilità, passione ed eccellenza”. Il testo è il risultato di un’indagine sulla produzione eco-compatibile di fibra da fonti naturali e/o di recupero, filati da tessitura, artigianiale, tintura e confezioni naturali presenti in Italia, condotta da ISPRA e Donne In Campo Cia-Agricoltori Italiani. (BIG ITALY / Pep)
