Roma, 22 mar – Nel 2018 si attesta al 10,4% la quota di famiglie italiane che lamentano irregolarità nel servizio di erogazione dell’acqua nelle loro abitazioni. Tale valore, stabile rispetto al 2017, è ancora distante dai picchi rilevati a partire dal 2002, soprattutto da quello del 2003 (17,0%). Il disservizio investe in misura diversa tutte le regioni e interessa quasi 2 milioni 700 mila famiglie. Di queste, poco meno di 1 milione 800 mila, pari al 65,4%, vive nelle regioni del Mezzogiorno (Figura 2).
La regione più disagiata è la Calabria, dove il 39,6% delle famiglie lamenta questa inefficienza. Grave anche la situazione in Sicilia (29,3%), ma in sensibile miglioramento rispetto all’anno precedente. Viceversa, quote esigue si registrano al Nord-ovest e Nord-est (3,3% e 2,5%) mentre al Centro soltanto una famiglia su dieci dichiara che il servizio di erogazione è irregolare.
Il 39,2% delle famiglie che lamentano irregolarità nell’erogazione dell’acqua dichiara che il problema si presenta durante tutto l’anno. Per il 33,8% si verifica solo nel periodo estivo mentre per il 22,0% l’irregolarità è un problema sporadico.
Rispetto alla spesa sostenuta per l’erogazione dell’acqua, il 49,0% delle famiglie ritiene che il costo del servizio sia adeguato, il 43,1% lo giudica elevato. In quest’ultimo caso la percentuale raggiunge il 61,2% nelle Isole, è intorno al 50% al Centro e al Sud e si attesta su livelli molto più bassi nel Nord-ovest e nel Nord-est (33,4% e 34,6%, rispettivamente). (red)