Roma, 6 lug – L’Italia ha il maggiore prelievo di acqua per uso potabile pro capite tra i 28 Paesi dell’Unione europea, 156 metri cubi per abitante, per un totale pari, nel 2015, a 9,5 miliardi di m3 d’acqua per uso potabile.
Degli 8,3 miliardi di m3 d’acqua immessi nelle reti comunali di distribuzione dell’acqua potabile soltanto 4,9 miliardi di m3 d’acqua sono stati erogati agli utenti, corrispondenti a 220 litri per abitante al giorno.
L’indicatore relativo all’efficienza della rete di distribuzione è in peggioramento, dal 62,6% del 2012 al 58,6% del 2015.
Una famiglia su dieci (10,1%) lamenta irregolarità nel servizio di erogazione dell’acqua nelle loro abitazioni, quota in aumento nel 2017 rispetto agli anni precedenti.
Le famiglie che dichiarano di non fidarsi a bere l’acqua di rubinetto sono il 29,1%, percentuale in diminuzione di circa quattro punti percentuali rispetto al 2010.
Nel 2015 in Italia sono in esercizio 17.897 impianti di depurazione delle acque reflue urbane. La quota percentuale di carichi inquinanti di origine civile (in termini di abitanti equivalenti) confluiti in impianti di tipo secondario o avanzato (che rappresentano il 44,2% del parco depuratori), è pari al 59,6% dei carichi inquinanti potenziali generati sul territorio, con un aumento di due punti percentuali rispetto al 2012 e di sei punti percentuali rispetto al 2005. (red)