Roma, 22 mar – Prima e durante l’incontro, l’ex premier Massimo D’Alema, particolarmente legato alla Cina, ha spiegato come sia necessario “costruire un rapporto economico che possa essere reciprocamente vantaggioso”, e per fare questo serva una negoziazione con la Cina, storicamente “abile negoziatrice”. Secondo D’Alema, la chiave per stabilire una parità negoziale con la Cina potrebbe essere una maggiore apertura del mercato dei servizi, dove l’Europa è più competitiva rispetto alla Cina. Il tema delle smart city è strettamente connesso a quello dei big data che le alimentato, e la presenza all’incontro del presidente di Huawei, Liang Hua, è stata l’occasione per parlare della loro integrità. “La protezione e la sicurezza dei dati è molto importante – ha detto il presidente del colosso cinese delle telecomunicazioni – Vediamo la protezione dei dati come il pilastro più importante”. Frasi che di fatto hanno risposto alle accuse mosse a Huawei proprio ieri a Roma da Steve Bannon, ex capo stratega della Casa Bianca versione Trump e guru del movimento populista, che aveva definito la compagnia “uno strumento in mano al governo cinese con la funzione di cavallo di Troia nella fortezza europea”. Hua ha sottolineato nel suo intervento come il settore della telefonia in breve tempo “sarà fondamentale come l’acqua”, chiarendo senza mezzi termini la portata del tema, e definendo la visita del presidente Xi Jinping un “momento storico di collaborazione tra Italia e Cina”. (BIG ITALY / SEGUE)