Roma, 22 mar – Brevissimo ritorno davanti alle Commissioni Lavoro e Affari sociali per il decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza. Un’ora appena di seduta che però non ha impedito momenti di tensione tra maggioranza e opposizioni, in particolare sugli emendamenti presentati dalle relatrici Nesci (M5S) e Murelli (Lega) per recepire le condizioni contenute nel parere della Commissione Bilancio. Prima Fi, poi Pd e Fdi hanno infatti abbandonato i lavori, protestando contro l’indisponibilità delle relatrici stesse a illustrare e spiegare nel dettaglio i loro emendamenti, senza rimandare, cioè, semplicemente a quanto affermato dalla Quinta. Anche perché, a giudizio delle minoranze, si sarebbe trattato di proposte di carattere non solo tecnico, come la precisazione che i patronati e i Caf dovranno svolgere i compiti loro attribuiti dal decreto solo con le risorse disponibili a legislazione vigente (ma il sottosegretario al Lavoro Cominardi ha ricordato che su questo punto ci sarebbe comunque la disponibilità degli enti interessati, senza escludere la possibilità di finanziamenti specifici in futuro). Tra le novità contenute negli emendamenti delle relatrici, quella secondo cui i Comuni potranno contare per l’adempimento degli obblighi previsti dal decreto sulle risorse del Fondo per la lotta alla povertà ad eccezione però di quelle destinate al rafforzamento degli interventi e dei servizi sociali; e ulteriori finanziamenti all’Anpal (10 milioni per il 2019 e il 2020 e 5 a regime). La Commissione Bilancio ha avviato l’esame della leggina che istituisce i corsi sperimentali di formazione in ambito militare per i giovani tra i 18 e i 22 anni (chiesti chiarimenti al Governo), provvedimento sul quale è già arrivato l’ok della Lavoro. La Commissione Affari sociali ha invece iniziato il dibattito sul ddl sul codice rosso contro le violenze domestiche e di genere. (Bep)