Beira, 25 marzo – Putoto ricorda poi l’impegno del Cuamm, che “si sta attivando su due versanti: l’aiuto umanitario, da una parte, portando cibo, acqua, protezione e riparo agli sfollati. Dall’altra parte abbiamo cominciato anche ad aiutare i servizi sanitari, mantenendo la nostra presenza con dei medici nel Berçario, cioè nella neonatologia dell’ospedale, dove i piccoli bambini appena nati sono stati trasferiti d’urgenza dal reparto che è a cielo aperto, dove piove, in pediatria. Allo stesso tempo ci stiamo dando da fare per recuperare i pazienti malati di Hiv che devono essere trattati e non possono sospendere la terapia. È una corsa contro il tempo”. “Ad oggi – fa sapere l’ONG – sono 447 i morti confermati solo in Mozambico, ma si prevede che il numero sia destinato a crescere oltre il migliaio. Rimane alto il rischio di epidemie come il colera, endemico nella zona di Beira, che potrebbe facilmente propagarsi nei territori allagati”. (Lgs)