Perugia, 26 mar – Buoni risultati per il made in Umbria che va meglio dell’export nazionale. L’Istat, riferisce il Corriere dell’Umbria, ha reso noti i dati dell’interscambio commerciale del 2018, che registra a livello Italia un export di 462,9 miliardi, con un aumento del 3,1 per cento sul 2017, ma a causa dell’aumento dell’ import del 5,6% il, saldo attivo della bilancia commerciale b sceso del 18,3 per cento, passando da 47, 6 a 32,9 miliardi. Nello stesso periodo il Cuore verde ha avuto una performance nettamente migliore, con le esportazioni salite a 4,2 miliardi, con un incremento dell’8,7 per cento, l’import cresciuto del 5,9, registrando un saldo attivo dell’interscambio regionale pari a 1,44 miliardi, con un aumento del 14,6 per cento. Il peso dell’export umbro su quello nazionale, rimane tuttavia fermo allo 0,9%, mentre il saldo attivo regionale, in conseguenza del peggioramento del dato Italia, si impenna fino a raggiungere il 3,7% del surplus nazionale, ottimo risultato anche se rapportato al peso del Pil umbro che oscilla intorno all’ 1,4%. La provincia di Terni, sostenuta Ci sono tanti nuovi sistemi di pagamento elettronici e digitali – nelle vendite online o tramite i social, con le carte contactless e con i cellulari – che le aziende devono conoscere e che possono utilizzare per rendere più facile ed agevole il pagamento di prodotti e servizi da parte dei cliente. A questo argomento è dedicato il workshop promosso da Confcommercio Giovani Umbria che si svolgerà a Perugia giovedì nella sede di Confcommercio. Il comparto dell’ acciaio ha registrato il risultato più brillante, con un +10,9 per cento di export e un aumento del surplus del 17,4 per cento, mentre gli incrementi della provincia di Perugia sono stati rispettivamente del 7,7 per cento e del 14,1 per cento, comunque nettamente superiori a quelli registrati a livello nazionale e a livello Italia centrale. Resta importante l’apporto dei distretti del mobile e del tessile e dell’ abbigliamento che tirano il made in Umbria. Ugualmente il comparto dell’ agroalimentare che, dopo una battuta d’ arresto, b tornato a crescere. (red)
Pereugia, 26 mar -Buoni risultati per il made in Umbria che va meglio dell’export nazionale. L’Istat, riferisce il Corriere dell’Umbria, ha reso noti i dati dell’interscambio commerciale del 2018, che registra a livello Italia un export di 462,9 miliardi, con un aumento del 3,1 per cento sul 2017, ma a causa dell’aumento dell’ import del 5,6% il, saldo attivo della bilancia commerciale b sceso del 18,3 per cento, passando da 47, 6 a 32,9 miliardi. Nello stesso periodo il Cuore verde ha avuto una performance nettamente migliore, con le esportazioni salite a 4,2 miliardi, con un incremento dell’8,7 per cento, l’import cresciuto del 5,9, registrando un saldo attivo dell’interscambio regionale pari a 1,44 miliardi, con un aumento del 14,6 per cento. Il peso dell’export umbro su quello nazionale, rimane tuttavia fermo allo 0,9%, mentre il saldo attivo regionale, in conseguenza del peggioramento del dato Italia, si impenna fino a raggiungere il 3,7% del surplus nazionale, ottimo risultato anche se rapportato al peso del Pil umbro che oscilla intorno all’ 1,4%. La provincia di Terni, sostenuta Ci sono tanti nuovi sistemi di pagamento elettronici e digitali – nelle vendite online o tramite i social, con le carte contactless e con i cellulari – che le aziende devono conoscere e che possono utilizzare per rendere più facile ed agevole il pagamento di prodotti e servizi da parte dei cliente. A questo argomento è dedicato il workshop promosso da Confcommercio Giovani Umbria che si svolgerà a Perugia giovedì nella sede di Confcommercio. Il comparto dell’ acciaio ha registrato il risultato più brillante, con un +10,9 per cento di export e un aumento del surplus del 17,4 per cento, mentre gli incrementi della provincia di Perugia sono stati rispettivamente del 7,7 per cento e del 14,1 per cento, comunque nettamente superiori a quelli registrati a livello nazionale e a livello Italia centrale. Resta importante l’apporto dei distretti del mobile e del tessile e dell’ abbigliamento che tirano il made in Umbria. Ugualmente il comparto dell’ agroalimentare che, dopo una battuta d’ arresto, b tornato a crescere. (red)