Roma, 26 mar – Nel merito inoltre, secondo Vincenzo Carbone (FI) “il reddito di cittadinanza è un insulto a chi lavora per 40 ore a settimana a poco più di quell’importo: penso a militari e insegnanti. Per uscire da questa situazione bisogna fare esattamente l’opposto, nell’ultimo anno sono usciti 118 miliardi di euro, che erano i soldi che erano stati messi dai risparmiatori in imprese e titoli di stato. Doveva essere l’anno bellissimo, del boom economico, sta diventando una barzelletta”. Secondo Mauro Antonio Donato Laus (Pd), invece si tratta di “una misura ibrida e confusa che sovrappone finalità di contrasto alla povertà e di inclusione sociale con finalità di reinserimento lavorativo, nel fallimentare tentativo di dar vita a una misura di sostegno al reddito e al lavoro che, di fatto, finirà per consistere esclusivamente nell’erogazione di un beneficio economico”. Il governo però non si cura delle critiche e tira dritto, anche perché di fatto la macchina del reddito di cittadinanza e di quota 100 è già partita: per il ministro dei rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro questa settimana approveremo in via definitive il decreto su quota cento e il reddito di cittadinanza” e “sono contento di come stanno andando le domande: abbiamo tutte le strutture e le coperture per fare fronte a tutte le richieste”.
(Sis)