Roma, 26 mar – “La Corte di cassazione – ha continuato Fico – ha individuato una formula efficace per descrivere il fenomeno: si tratta di una vera e propria ‘borghesia mafiosa’, composta di personaggi insospettabili che, pur non essendo necessariamente inseriti nella struttura criminale, avvantaggiano con le loro specifiche competenze professionali la mafia e ne facilitano la penetrazione nella società civile e nel sistema economico. Questa ‘area grigia’ inquina così in modo spesso silenzioso – e quindi tanto più pericoloso – ampi settori della vita del nostro Paese. È dunque molto importante che questi fenomeni – pericolosi e complessi – siano oggetto di massima attenzione da parte del Parlamento”. “Per sradicare questa piaga occorre che la cultura della legalità sia posta al centro dell’azione, politica, amministrativa economica e sociale. Occorre eliminare alla radice i fattori che favoriscono o fanno tollerare la compromissione con le mafie” ha sottolineato Fico che ha ricordato che “Il Parlamento sta facendo la propria parte, come dimostrato dalla approvazione della legge n. 3 del 2019, il cosiddetto Spazzacorrotti, e della proposta di legge sul delitto di voto di scambio politico mafioso, attualmente all’esame del Senato in seconda lettura”. “Come ho detto in più occasioni, la mafia non si combatte solo attraverso la necessaria e preziosa azione investigativa e giudiziaria; occorrono anche e soprattutto politiche volte a eliminare il retroterra di degrado ed emarginazione in cui trova alimento la criminalità organizzata. Per questo occorre promuovere uno sviluppo durevole e sostenibile, contrastando le diseguaglianze sociali e lottando contro le pratiche collusive e le tante forme di corruzione e di illegalità diffusa. Dobbiamo tutti unire le nostre forze per costruire un futuro dove non vi sia più spazio per le dinamiche mafiose che umiliano i cittadini e per le logiche di sopraffazione, nemiche della democrazia. Sono certo che lo stesso mondo delle professioni – ha concluso Fico – saprà rafforzare gli anticorpi al proprio interno, respingendo senza esitazione ogni forma di corruzione e malaffare”. (Gil)