Roma, 27 mar – In Italia oltre un minore su 5 vive in povertà relativa. Umbria, Friuli e Liguria sono regioni con 27-28% di minori in povertà relativa, dove però alle famiglie con bambini sono offerti molti servizi. Poi ci sono Puglia, Campania e Sardegna con 1/3 di minori in povertà, e infine Calabria e Sicilia dove il 42% dei minori sono in povertà relativa. Emilia, all’opposto, sono le regioni dove il benessere è più diffuso e solo il 10-11% dei bambini vive in famiglie con livelli di spesa bassi rispetto alla media italiana, cioè è in povertà relativa. In Italia quasi 1/3 dei bambini e degli adolescenti sono a rischio di povertà ed esclusione sociale, con gravi divari regionali: in Sicilia sono il 56%, in Calabria sono il 49%, in Campania il 47%, in Puglia il 43%. All’opposto, Friuli ed Emilia Romagna (circa 1 bambino su 7) poi Veneto (17,5%) e Umbria (20%). Nel 2018 sono stati censiti nel sistema di accoglienza 12.457 minori stranieri non accompagnati (arrivati in Italia senza un adulto di riferimento), in netta diminuzione rispetto al 2017 (erano oltre 18 mila). Si stima poi che quasi 5 mila minori (4.981) siano arrivati in Italia e subito spariti (irreperibili). La distribuzione territoriale è molto sbilanciata, visto che oltre 5 mila (il 42%) sono presenti in Sicilia (anche la metà degli irreperibili erano segnalati in Sicilia). Le altre regioni che accolgono i MSNA sono la Lombardia (il 7,8% del totale), Emilia Romagna e Lazio (6,8%), Calabria e Friuli (6 e 5%). (red)