Taormina, 29 mar – Gente che va. Ieri, oggi. Anche se sono cambiati i mezzi e i modi. Oggi gli italiani emigrano con i trolley e in aerei low cost. C’ è un’ andata e tanti ritorni, toccata e fuga. Ieri c’ era un’ andata, spesso senza ritorno. Un viaggio sofferto, inevitabile, struggente. Ne parla l’Avvenire, che propone: “Una storia sporca e pulita, come tutte le storie degli uomini” che Gios Bernardi racconta con immagini piene di umanità in un servizio realizzato fra gli anni Cinquanta e Sessanta – nel Sud e nel Nord dell’ Italia, nelle terre di emigrazione ma anche nelle terre di approdo, come Svizzera e Germania – per l’ Unaie, l’ Unione nazionale associazione di immigrati ed emigrati, poi pubblicato dall’ Editoriale Grafica in un volume intitolato Gente che va con i testi del poeta trentino don Mario Bebber. Nato a Bolzano nel 1923, Bernardi non è un fotografo professionista. È un medico radiologo con la passione per la fotografia, che ha sempre cercato di arrivare “al cuore dell’ uomo”. Le fotografie di Gente che va, – si legge – accompagnate dalle semplici ma toccanti parole di Bebber, sono ora esposte a Taormina in una bella mostra intitolata appunto “Gente che va” promossa dal Comune siciliano, nell’ ex chiesa del Carmine, aperta fino all’ 8 aprile e curata da Paola Bernardi con l’ allestimento di Manuela Baldracchi. (Kgn)