Roma, 2 apr – Un altro settore che nell’ultimo decennio è stato letteralmente rivoluzionato dalla filosofia della smart city è stato quello del trasporto pubblico, che non a caso ha scalato le classifiche del rating internazionale. “Il sistema unificato di controllo e monitoraggio utilizza quasi 200mila punti di osservazione fissi e mobili in grado di tenere d’occhio 10mila veicoli e più di 300mila taxi. È stato inoltre estremamente fluidificato il traffico cittadino grazie all’attivazione del sistema ‘Adaptive’ che controlla i semafori regolarizzando il flusso veicolare in maniera ‘ponderata’, rilevando inoltre eventuali incidenti stradali con la possibilità di far scattare i soccorsi in tempo reale”. Alcuni numeri illustrano meglio di ogni altra cosa la validità del sistema: basti pensare che la velocità del flusso stradale della città è aumentata di 6 chilometri orari, il numero totale degli incidenti è diminuito del 46% facendo crollare il tasso di mortalità addirittura del 56%. Inoltre, il tempo medio di attesa dei servizi urbani è diminuito del 60%”. Di più: grazie a questo approccio tecnologico integrato, l’amministrazione moscovita è infatti riuscita a creare servizi innovativi in vari settori, dall’istruzione alla sanità, tanto che ormai “mezzo milione di persone all’anno fissano gli appuntamenti con il medico di base tramite una piattaforma pubblica on-line”. Ma se tutto questo è stato possibile nell’immensa capitale russa, è davvero ipotizzabile trasporlo in una realtà enormemente più ridotta come quella di Molfetta? Per gli esperti della società di consulenza e monitoraggio d’impresa Crasys, da quindici anni in prima linea sul fronte delle smart city italiane, non ci sono dubbi: “Parliamo di numeri che nemmeno si possono mettere a confronto, ma la validità e la modularità di questa piattaforma è proprio la garanzia che ci consente di costruire un sistema integrato. Al di là delle dimensioni, infatti, la smart city non è altro che l’insieme di tutti quei servizi che cercano di rendere le nostre città più vivibili: quindi servizi che migliorino i trasporti, che rendano più facile trovare un parcheggio o che riducano drasticamente il traffico, e quindi l’inquinamento. In una parola: tutte quelle tecnologie intelligenti capaci di migliorare la qualità della vita”. Secondo la Creasys e la Rostec però “la smart city non è soltanto la tecnologia, ovvero il software o le applicazioni che facilitano la vita tanto del singolo quanto della comunità. Costruire una smart city significa per prima cosa ascoltare le persone, perché le persone vivono nella città e hanno dei problemi concreti. Significa raccogliere quelle che sono le loro esigenze, ascoltando i suggerimenti che vengono dalla vita quotidiana e che grazie alla tecnologia possono molto spesso trovare soluzione”.
(gds)