Roma, 3 apr – “L’esportazione è il motore principale della crescita economica del Paese. Nel 2018 l’economia italiana non ha ancora interamente recuperato i livelli pre-crisi (2008). Tuttavia le esportazioni sono cresciute nello stesso periodo del 16,9% e l’avanzo commerciale, al netto dei prodotti energetici, è superiore a 81 miliardi di euro. Le esportazioni di beni e servizi costituiscono ormai il 31% del prodotto interno lordo. La matematica è facile: 3 punti percentuali di crescita dell’export corrispondono a un punto percentuale di crescita del Pil, a parità degli altri fattori. Sostenere l’export, premiando eccellenza, qualità e innovazione, è pertanto fondamentale per la crescita del Paese, lo sviluppo del territorio, l’occupazione e l’inclusione dei giovani nel mondo del lavoro”. Lo scrive Carlo Ferro, presidente della Agenzia Ice, in un intervento sul Sole 24 Ore, nel quale, sullo sfondo di un contesto geopolitico meno favorevole alle esportazioni, invita a “reagire con nuovi fattori competitivi”. Suggerendone quattro: “Innovazione, internazionalizzazione, giovani e digitale”. Ferro evidenzia che “l’innovazione richiede un maggiore impegno in R&S da parte delle imprese. L’Italia è la seconda economia manifatturiera in Europa, dietro la Germania. Ma il rapporto spese di ReS sul Pil in Italia è del 1,3%e in Germania de13 per cento. È per questo importante sostenere l’impegno di imprese a più elevata intensità di investimenti in R&S e nell’innovazione dei processi produttivi”. (SEGUE)