Roma, 4 apr – “Coloro che costruiscono muri finiranno prigionieri dei muri che hanno costruito. Chi costruisce ponti, invece, andrà avanti”. E’ iniziato dalla frase pronunciata da Papa Francesco, di ritorno dal viaggio in Marocco, il discorso di don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes, intervenuto all’iniziativa interculturale “La scuola racconta le migrazioni” – quinto appuntamento dei seminari nazionali dei “Costruttori di Ponti” – tenutasi oggi a Roma presso il Polo didattico dell’Università degli Studi di Roma Tre. “Oggi – ha continuato De Robertis – si presenta il rapporto annuale del centro Astalli sui richiedenti asilo e rifugiati. Dal 2001 sono morte oltre 30mila persone nelle acque del Mediterraneo”. Nella conclusione del suo discorso, il sacerdote ha poi spronato i giovani a prestare attenzione al lessico utilizzato nel gergo comune sul tema dei migranti: “Si usa troppo spesso un linguaggio che sfigura i migranti nella loro umanità. Ci dobbiamo chiedere tutti che genere di narrazione si fa dell’emigrazione ed eventualmente correggere il tiro. È giusto che questa domanda si ponga nelle sedi di formazione, come questa. Qui infatti si formano le coscienze delle persone che animeranno il futuro della nostra società. Le nostre società occidentali sono ricche di beni ma povere di speranza. C’è necessità che i giovani incontrino adulti capaci di sognare delle società in cui le differenze siano considerate ricchezza”. L’incontro di oggi a Roma ha visto come protagoniste le scuole e le associazioni impegnate attivamente nella costruzione sociale. L’attenzione è stata rivolta agli studenti. (SEGUE)