Tornano “padre” e “madre” sulle carte d’identità dei minori, spariscono “genitore 1” e “genitore 2”, insorgono le associazioni Lgbt e anche alcuni sindaci del M5S. “A me pare una decisione di buon senso, ognuno nel privato fa quello che ritiene più opportuno, ma i bambini nascono da una mamma e da un papà”, sospira il senatore leghista Simone Pillon, noto alle cronache per il suo disegno di legge sull’affido condiviso e tra i partecipanti al congresso delle famiglie di Verona. Questa decisione è “la prima cambiale pagata da Salvini al popolo delle famiglie di Verona”, accusano le associazioni lgbt. “C’è solo una coincidenza cronologica – afferma Pillon in un’intervista alla Stampa – in realtà la procedura è stata attivata mesi fa dal ministro Salvini, lui stesso aveva risposto a una mia interrogazione in Senato annunciando che si sarebbe mosso in questa direzione. È la linea della Lega su questi temi, una delle promesse fatte già in campagna elettorale”. “I bambini nascono da un padre e da una madre: prendere atto di questa realtà e attenersi alla naturalità delle cose mi pare un preciso dovere del ministro, nessuno può sentirsi discriminato per questo”. “Le leggi italiane non prevedono adozioni per coppie dello stesso sesso e neppure quella sulle unioni civili consente la stepchild adoption, ovvero l’adozione del figlio del compagno o della compagna”. (5 APR / red)