“Matteo Salvini è un uomo coraggioso che sta avendo grande successo nel suo Paese per il bene degli italiani e dell’Europa e sono molto contento d’incontrarlo lunedì a Milano”. Parole pronunciate alla Stampa di Jörg Meuthen, il co-presidente del partito euroscettico di estrema destra dell’Alternative für Deutschland (AfD), la formazione tedesca invitata dal leader della Lega alla sua Convention dei partiti populisti europei l’8 aprile al Hotel Gallia di Milano. Meuthen (58 anni) è entusiasta dell’iniziativa lanciata dal suo “alleato naturale” a Sud delle Alpi e guiderà la piccola delegazione tedesca dell’AfD. “Non posso e non voglio anticipare quanto verrà annunciato lunedì nella conferenza stampa in occasione del congresso dei partiti sovranisti europei, ma per me una collaborazione fra i nostri partiti all’interno del Parlamento europeo è una cosa necessaria e più che logica. Condividiamo gli stessi obiettivi, gli stessi ideali e valori e siamo alleati naturali. Non possiamo lasciare il destino dell’Europarlamento nelle mani degli attuali gruppi – quello socialista e quello dei partiti popolari uniti nel Ppe. C’è bisogno di qualcosa di nuovo”. Quali sarebbero gli obbiettivi di una simile alleanza in vista delle europee di maggio? “Innanzitutto quello della soluzione del problema migratorio, che è una questione esistenziale sia per l’AfD sia per la Lega. Germania e Italia sanno quali sono le conseguenze di un’immigrazione in massa incontrollata di centinaia di migliaia di cosiddetti profughi e il nostro obiettivo comune è bloccare il più possibile gli ingressi, controllare le frontiere esterne dell’Unione e ribadire il primato degli interessi nazionali su quello dell’accoglienza. Ma i punti sui quali incentreremo le nostre campagne elettorali sono tanti e non si limitano al solo tema dell’immigrazione. Si tratta di contrastare a tutti i costi il dominio franco-tedesco, Macron-Merkel sull’Europa. Alla loro visione degli Stati Uniti d’Europa, che dà sempre più poteri all’Ue a scapito della sovranità dei nostri popoli, contrapponiamo la nostra idea di un’Europa delle nazioni, di Paesi sovrani che si impossessano di nuovo delle competenze scippate loro negli ultimi decenni dall’Ue”. (5 apr / red)
