Roma, 5 apr – Sopravvissuti, testimoni e studiosi si ritroveranno domenica, dalle 15.45, alla John Cabot University, a Roma, per commemorare il genocidio dei Tutsi del Ruanda, una delle più drammatiche pagine della storia recente, avvenuto esattamente 25 anni fa. “Ricordare, Unire, Rinnovare” il titolo della manifestazione, che vuole richiamare alla memoria quanto accadde dal 7 aprile al 4 luglio del 1994 nel piccolo Paese dell’Africa orientale, quando un milione di persone – tra cui donne e bambini, famiglie intere – furono massacrate a colpi di machete, mazze chiodate e armi da fuoco. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 7 aprile “Giornata internazionale di riflessione sul genocidio in Ruanda”. La manifestazione, a cura dell’Istituto Guarini per gli Affari Pubblici della JCU, vede la presenza di Emanuela Del Re, viceministra agli Affari esteri con delega per l’Africa; Béata Ntamanyoma, presidente della diaspora ruandese in Italia, Annalisa Manta di Unric Italia; Lyal S. Sunga, già special investigator per il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; Angélique Rutayisire, sopravvissuta. Un particolare ricordo arriverà dalla Famiglia Igihozo, gruppo di ex studenti scampati al genocidio. La celebrazione è organizzata da “Ibuka Italia – Memoria e Giustizia”, un’associazione composta da italiani e ruandesi residenti nel nostro Paese. “La prima missione della nostra associazione è quella di tenere viva la memoria del genocidio dei Tutsi: Ibuka in ruandese significa ‘ricorda’. Fra i nostri obiettivi c’è anche quello di contrastare ogni forma di negazionismo o di revisionismo. Chiediamo inoltre giustizia, perché ci sono tantissimi responsabili di quegli atti orribili che vivono ancora liberi in diverse nazioni del mondo”, ha spiegato Honorine Mujyambere, presidente di Ibuka Italia che chiuderà gli interventi che invece saranno aperti da Federigo Argentieri, direttore dell’Istituto Guarini per gli Affari pubblici della JCU. (PO / red)