Roma, 5 apr – È iniziato questa settimana in Commissione Finanze l’iter del decreto Brexit. Rispetto all’iniziale tabella di marcia c’è stato un leggero slittamento: il termine per la presentazione degli emendamenti è stato infatti prorogato da venerdì 5 a martedì 9. Questo perché si è deciso di procedere a un breve ciclo di audizioni, iniziato giovedì 4 con Ivass e Consob e che proseguirà martedì 9 con Bankitalia, Consap e Ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico. In ogni caso, come rivelato dal presidente Bagnai (Lega), le forze politiche hanno assicurato la loro disponibilità a presentare un numero contenuto di proposte di modifica. Sul provvedimento sono nel frattempo arrivati i pareri delle Commissioni Affari costituzionali e Sanità (favorevoli con osservazioni), Esteri, Difesa, Lavoro e Industria (tutti favorevoli, l’ultimo approvato all’unanimità). Disco verde anche della Lavori pubblici, dove però c’è da registrare la protesta delle opposizioni sul mancato coinvolgimento della Commissione nell’esame di merito. Nel testo è infatti presente una norma che obbliga gli operatori italiani a notificare alla Presidenza del Consiglio tutti i contratti con aziende extra-Ue aventi ad oggetto “l’acquisto di beni o servizi relativi alla progettazione, alla realizzazione, alla manutenzione e alla gestione delle reti di comunicazione elettronica basate sulla tecnologia 5G”. La notifica è propedeutica a un eventuale potere di veto del Governo sulla conclusione del contratto, nel caso in cui l’operazione possa ledere gli interessi della sicurezza nazionale. Verranno votati la prossima settimana invece i pareri delle Commissioni Giustizia, Bilancio e Politiche Ue. Quest’ultima ha deciso di non presentare conflitto di competenza per la riassegnazione del provvedimento in congiunta con la Finanze, per non rallentare troppo l’iter. (SEGUE)