Roma, 10 apr – Un fisco di favore per i calciatori che vengono a giocare in Italia. E se vanno a giocare al Sud Italia, il trattamento diventa ancora più vantaggioso con una potenziale detassazione del reddito imponibile nel primo quinquennio successivo al trasferimento che dal 70 sale al 90%. “Lo schema di decreto crescita, approvato dal governo la scorsa settimana e ancora in attesa di essere pubblicato in G.U. – si legge su Italia Oggi -, interviene significativamente sul regime dei lavoratori impatriati (coloro che intendono trasferire la propria residenza fiscale in Italia) previsto dall’ art. 16 del dlgs 147/2015, ampliando la platea dei soggetti interessati al regime speciale. L’estensione ai lavoratori dipendenti anche sprovvisti di laurea o specializzazioni risulta particolarmente interessante nel caso degli sportivi professionisti e, in particolare, per i calciatori nelle rose delle società calcistiche”. Per effetto delle modifiche previste dall’ art. 4 dello schema di dl crescita, lo sportivo impatriato (la cui remunerazione costituisce generalmente reddito da lavoro dipendente, erogato dal club) ha diritto di detassare al 70% ai fini Irpef i redditi prodotti in Italia al ricorrere di tre condizioni: residenza fiscale all’estero per almeno i due anni precedenti al trasferimento in Italia; impegno a mantenere la residenza fiscale in Italia per almeno i due anni successivi al trasferimento; e svolgimento dell’attività lavorativa prevalentemente in Italia. La detassazione del reddito imponibile trova applicazione nell’ anno in cui la residenza fiscale è trasferita in Italia e nei successivi quattro anni. Decorso tale periodo, nei successivi cinque anni il reddito è detassato al 50% ove lo sportivo abbia almeno un figlio minorenne a carico ovvero abbia acquistato, in occasione del trasferimento, un’abitazione in Italia. La detassazione nei cinque anni successivi al trasferimento in Italia è incrementata al 90% ove lo sportivo abbia almeno tre figli minorenni a carico. Lo schema prevede significative agevolazioni ove il trasferimento della residenza sia effettuato dall’ estero in una regione del Sud Italia: la detassazione del reddito imponibile nel primo quinquennio successivo al trasferimento è elevata infatti al 90%. “In tale contesto, significativi effetti possono essere previsti nel caso di trasferimenti nelle rose di società situate in tali regioni, quantomeno per i redditi considerati come prodotti in Italia” commenta il quotidiano economico. (red)