Brescia, 11 apr – Molti, troppi adolescenti con problemi psichici o comportamentali non sono più seguiti durante l’adolescenza, e quando ritrovano una possibilità assistenziale è troppo tardi. E’ un problema con cui i servizi di salute mentale devono fare i conti in tutti i paesi europei: otto Paesi hanno investito nel progetto europeo Milestone, in fase di conclusione, per colmare questo vuoto e sviluppare nuovi modelli assistenziali per i giovani pazienti che transitano dai servizi di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza (Uonpia) a quelli per l’età adulta (Dsm) e dal quale è emerso che tra l’1,5% ed il 3% della popolazione in età infantile ed adolescenziale è in contatto, nei 28 paesi europei, è in contatto con un servizio di psichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. Le conclusioni del progetto saranno discusse per la prima volta nel corso del convegno “Continuità delle cure dall’adolescenza all’età adulta nei servizi di salute mentale” che si tiene oggi e domani a Brescia, presso il Centro Paolo VI. L’evento è promosso dall’Irccs Fatebenefratelli di Brescia in collaborazione con la Regione Lombardia. Al progetto europeo partecipano, oltre all’Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Irlanda, Olanda, Regno Unito, che puntano a risolvere la discontinuità tra Uonpia e Dsm. Il cuore del progetto è rappresentato da uno studio sperimentale, appunto lo studio Milestone, coordinato in Italia da Giovanni de Girolamo (Irrcs Fatebenefratelli Brescia), che ha coinvolto circa mille giovani di 17 anni e mezzo circa, insieme ai loro genitori e clinici di riferimento, seguiti ad intervalli regolari per oltre due anni dal team di ricerca. Il centro italiano, coordinato dall’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, ha reclutato il maggior numero di partecipanti allo studio sperimentale: 223. (SEGUE)