Roma, 11 apr – Incremento del PIL e potenziamento del soft power. Questo è quello che l’Audiovisivo genera nel nostro paese. Emerge oggi dalla Presentazione del primo Rapporto “Cinema e Audiovisivo: l’impatto per l’occupazione e la crescita in Italia” introdotto da Francesco Rutelli Presidente di ANICA, con l’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Il lavoro condotto dal Centro Studi di Confindustria racconta in numeri l’industria dell’Audiovisivo nel suo complesso, il valore economico e i posti di lavoro generati direttamente e indirettamente, in numerose filiere connesse, da cui emerge come il Cinema, l’Audiovisivo, la Televisione siano un comparto integrato e una risorsa indispensabile per il Paese. La ricerca rappresenta la prima descrizione del settore attraverso indicatori che lo rendono comparabile con gli altri settori produttivi italiani e nel quadro della competizione internazionale. Indicatori che dimostrano quanto sia radicato sul territorio e come generi nuovo valore attivando ulteriore produzione in altre filiere. Ogni euro di domanda aggiuntiva di servizi e prodotti audiovisivi, infatti, attiva un effetto moltiplicatore pari a 1,98 euro, ripartito diffusamente a vantaggio di tutta l’economia nazionale.
Il moltiplicatore di valore del cinema e dell’audiovisivo è, dopo il settore delle costruzioni, il più alto fra tutte le attività economiche, grazie alle intense relazioni di filiera e alla bassa propensione all’importazione.
Il settore è fortemente integrato nel sistema Paese: composto da quasi 8500 imprese con una dimensione media di 4,5 addetti – pari alla media europea – evidenzia la differenza con gli altri settori dell’economia italiana (a partire dal manifatturiero) dove le imprese scontano una dimensione media significativamente più ridotta rispetto agli altri Paesi europei. (SEGUE)