Roma, 12 apr – Si è conclusa in Commissione Affari costituzionali la discussione generale del ddl sulla riduzione del numero dei parlamentari e delle connesse modifiche alla legge elettorale (per renderla applicabile a prescindere dalla quantità di seggi da assegnare). In entrambi i casi il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato a venerdì 12. Cruciale sarà la valutazione di ammissibilità delle proposte di modifica: l’opposizione insiste per estendere l’intervento ad altri aspetti, come la riduzione del numero dei delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica e l’uniformazione dell’età per eleggere deputati e senatori ed entrare nei due rami del Parlamento. Proposte che dovrebbero essere comunque bocciate, visto che la maggioranza vuole un intervento limitato sulla Costituzione. Ma già questa settimana non sono mancati momenti di tensione: il Pd teme infatti che questi emendamenti possano essere giudicati inammissibili dal presidente Brescia (M5S) perché non direttamente connessi al testo base approvato dal Senato. E ha minacciato, qualora questa decisione venisse presa, di presentare ricorso alla Corte Costituzionale. Prosegue nel frattempo la discussione generale del ddl sull’utilizzo della carta d’identità elettronica anche nei settori finanziario, delle tlc e per la timbratura della presenza da parte dei dipendenti pubblici ed è stata incardinata una legge di iniziativa di numerose associazioni che introduce alcuni strumenti di integrazione per i migranti (permessi di soggiorno per ricerca di lavoro e comprovata integrazione, diritto di elettorato attivo e passivo nelle elezioni comunali, abolizione delle quote d’ingresso e del reato di immigrazione clandestina e accesso ad assistenza sanitaria e prestazioni sociali). Al momento non c’è una chiusura netta da parte della maggioranza, anche se il sottosegretario all’Interno Sibilia ha segnalato problemi di copertura finanziaria della maggior parte delle norme contenute nel testo. (Pon)