Roma, 15 apr – E’ sempre più critica la situazione in Libia, e l’Italia osserva con attenzione sviluppi che potrebbero riguardarla molto da vicino. Sarebbero almeno 160 i morti contati dall’inizio delle ostilità, ormai più di dieci giorni fa, tra le forze cirenaiche del generale Haftar e quelle leali al presidente Al Serraj, che presiede il governo di Tripoli riconosciuto dall’Onu e dall’Italia. E oggi lo stesso Serraj, ricevendo alcuni giornalisti tra cui l’inviato del Corriere della Sera, ha avvisato che l’attuale situazione potrebbe portare a un vero e proprio boom di migranti: “almeno 800 mila persone potrebbero partire dalle coste libiche nelle prossime settimane”. E’ anche per questo motivo che il premier Giuseppe Conte, dopo aver incontrato il vicepremier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al Thani (il Qatar, nel panorama della penisola arabica, è il Paese che parteggia per Serraj) ha detto che “vogliamo il cessate il fuoco immediato e auspichiamo il ritiro delle forze dell’esercito di liberazione nazionale” e che “il confronto politico è l’unica soluzione plausibile”.
(SEGUE)