Roma, 7 lug – “Cosa cambiare per incentivare il rientro e la mobilità dei ricercatori in Italia?” È questo il punto interrogativo dal quale ha preso il via un vivace dibattito tra i partecipanti al seminario “Cervelli in fuga” organizzato dal circolo PD di Londra. C’è consenso sulla diagnosi dei problemi, come ha illustrato l’on. Laura Garavini intervenendo nella discussione: “I mali propri dell’università italiana – baronie, nepotismi e clientelismi – li conosciamo fin troppo bene. Ci vuole ora una svolta radicale, altrimenti l’Italia corre il grave rischio di rimanere sempre più indietro nella ricerca rispetto alle altre nazioni importanti in Europa e nel mondo”.