Bologna, 9 ott – “Le mie origini emiliane romagnole sono dovute a mio nonno che è nato a Forlì ed è poi emigrato nel 1889 in Brasile con suo babbo, che morì due anni dopo”. A raccontare la sua storia è Amauri Chaves Arfelli, che ha preso parte in questi giorni a Bologna ai lavori dell’assemblea delle associazioni emiliano-romagnole nel mondo. Amauri ha riscoperto le sue radici italiane solo di recente, ma “da questa mia esperienza familiare – spiega – è nata nel 2005 l’idea di fare un’associazione”, l’Associação emiliano romagnola bandeirante. Tra le attività passate e future il viaggio in Emilia Romagna per gli associati e la traduzione del libro di Pellegrino Artusi. “In questi giorni ho portato questa mia esperienza all’attenzione della presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, Silvia Bartolini, che, a sua volta, ha proposto all’assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna l’idea di formare degli accompagnatori che conoscono bene i luoghi della regione”.
(Les/Cle)