San Paolo, 6 nov – Prosegue la missione in Brasile della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Ieri la delegazione ha fatto tappa a Belo Horizonte per visitare la miniera d’oro di Mariana dove lavorarono nel 1894-96 molti emigrati romagnoli dopo la chiusura della miniera di zolfo di Formignano (Cesena). Dalla vicenda degli zolfatari di Cesena è nato un progetto, proposto dall’Associazione degli emiliano-romagnoli del Minas Gerais e ammesso a contributo regionale, intitolato “Da Formignano a Passagem de Mariana”. Grazie all’interessamento di Alberto Medioli, presidente dell’associazione di Belo Horizonte, e di Patrizia Collina Bastianetto, è stato possibile accedere all’archivio in cui sono conservati i libri di tutti i dipendenti delle miniere e dove è già iniziata la ricerca anagrafica delle famiglie emiliano-romagnole che hanno lavorato nella miniera.
La delegazione ha poi visitato le due cittadine coloniali di Mariana e Ouro Preto. In quest’ultima un burattinaio, in contatto con lo scrittore e sceneggiatore romagnolo Tonino Guerra, ha dato prova della sua arte che si rifà alle tradizioni della regione. La sera il gruppo Amarcord si è esibito nello spettacolo “Un’opera da due soldi” al Teatro Alterosa di Belo Horizonte con le più note arie operistiche e canzoni italiane. Oggi la delegazione è a San Paolo per la presentazione del libro di Artusi tradotto in portoghese “A ciência na cozinha e a arte de comer bien”, presso la Sala Corsi dell’Istituto Italiano di Cultura, mentre domani Silvia Bartolini presenterà la mostra sugli “Architetti e ingegneri emiliano-romagnoli nel mondo” realizzata dalla Consulta e inaugurata nell’ambito della VIII Biennale di Architettura di San Paolo, presso il padiglione del Parco Ibirapuera, in Avenida Pedro Alvares Cabral.