Roma, 2 dic – Riguardano il Consiglio Generale per gli Italiani all’estero le modifiche più significative contenute nel disegno di legge sulla riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero depositato presso il Comitato ristretto della Commissione Affari esteri del Senato. Lo ha spiegato nella relazione di governo presentata alla plenaria del Cgie il sottosegretario Alfredo Mantica, assente all’assemblea per impegni istituzionali. Il Cgie “assume in primo luogo la denominazione di Consiglio degli Italiani all’Estero” e subisce profonde modifiche sia sotto il profilo della sua composizione, sia sotto il profilo della struttura interna: ne faranno parte di diritto i presidenti degli Intercomites, nonché i responsabili del settore emigrazione delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano. Oltre a questi “un numero variabile di membri eletti, attraverso i quali sarà garantita una maggiore rappresentatività a quei Paesi nei quali risiedono le collettività più numerose”. Per quanto riguarda l’organizzazione interna, invece, è prevista “l’elezione di un presidente – non più quindi il ministro degli Esteri – coadiuvato da un Ufficio di presidenza che va a sostituire il Comitato di presidenza. Le commissioni continentali sono mantenute ma riorganizzate in base alle ripartizioni della circoscrizione Estero e ad esse si va ad aggiungere la Commissione regionale”. Il sottosegretario ha sottolineato il ruolo del Comitato parlamentare appositamente costituito nella stesura della bozza, evidenziando che “non è dunque possibile ricondurre al contenuto del testo una esplicita volontà del Governo” e auspicato che l’iter del ddl sia sufficientemente rapido “da consentire la tenuta delle elezioni”di Comites e Cgie “entro il previsto termine del 31 dicembre 2010”.
(Sis)