Roma, 4 dic – Il senatore Giuseppe Firrarello, nel suo intervento ai lavori del Cgie, non ha mai dichiarato, come esposto dal suo collega Claudio Micheloni, la frase “tanto vale che gli italiani all’estero votino per corrispondenza per i candidati italiani”. Lo afferma in una nota l’ufficio stampa di Firrarrello, presidente del Comitato per le questioni degli italiani all’estero. La nota, “ella certezza che Micheloni provvederà a rettificare la sua dichiarazione” ribadisce che Firrarello “è sempre stato dell’idea che il voto degli italiani all’estero, destinato ai candidati esteri, debba esprimersi nel segreto dell’urna, perché in tal modo sarà garantito il principio della segretezza e riservatezza del voto e non ci sarà più spazio per chi compila il contenuto delle buste destinate al voto per corrispondenza al posto degli italiani elettori all’estero”.