Zurigo, 8 mar – Tra i diversi quesiti referendari in Svizzera, “l’attenzione di tutti, anche delle comunità straniere prive del diritto di voto, era rivolta al risultato del referendum sull’abbassamento al 6,4% dell’aliquota di conversione in rendita dell’avere di vecchiaia della previdenza professionale maturato all’atto del pensionamento”. Questo il commento del coordinatore dell’Unione italiani nel mondo in Europa, Dino Nardi. Dagli elettori è arrivata “una valanga di ‘no’ (72,7%) al furto delle rendite del secondo pilastro. Un trionfo per il sindacato Unia che aveva lanciato questo referendum contro la decisione del Consiglio federale e del Parlamento elvetici che avevano voluto ridurre ulteriormente al 6,4%, dal 2016, l’aliquota di conversione dopo che già era stata abbassata gradualmente dal 7,2 al 6,8% nel 2014”, ha sottolineato Nardi.