Roma, 28 apr – Evitare i doppioni per tagliare gli sprechi e difendere meglio “cultura, lingua e italianità”. Il senatore dell’Italia dei Valori Stefano Pedica interviene alla plenaria del Cgie tornando a illustrare la propria proposta di legge di riforma della rappresentanza degli italiani all’estero, che rispetto a una bozza Tofani definita “dannosa perché non risolve il problema, anzi lo stoppa: continuano gli sprechi, continuano i doppioni”. Secondo Pedica “si sarebbe dovuto fare di più, e sopprimere un’istituzione, il Cgie, che per molti aspetti è obsoleta, superata dall’istituzione della circoscrizione estera che assorbe tutte le funzioni di consulenza verso il mondo dell’emigrazione. Le stesse esigenze locali possono essere portate avanti dai Comites, che sono più vicini alla popolazione perché composti da membri direttamente eletti all’estero e distribuiti sul territorio. Lo scopo della mia proposta è cancellare un doppione”. Pedica si dice “disponibile a discutere se vogliamo cambiare il panorama a 360°” ma mentre parla qualcuno dei consiglieri si alza ed esce, sulla scorta di quanto successo ieri in occasione dell’intervento del sottosegretario Mantica. Secondo il senatore dell’Idv bisogna “dare più importanza ai Comites e trasferirvi le poche e residue funzioni che appartengono al Cgie”. Le ultime parole Pedica le spende sul voto, e sulla proposta di introdurre il voto elettronico nell’elezione dei membri dei Comites, “come banco di prova per un meccanismo da usare poi per le elezioni dei parlamentari eletti all’estero”.
(Sis)