Giovedì 3 Maggio 2007- Anno XII – Numero 19 – Direttore
notiziario viene inviato a tutti gli utenti indicati dalla DGIEPM del Ministero
degli Esteri,
informativo offerto ai media in lingua italiana operanti all’estero.
SOMMARIO
1 Attualità
6 Economia
9 Società
11 Sport
13 Europa
15 Regioni
23 Italiani nel Mondo
37 Speciale
Tfr
c’erano alternative a Emergency”
(
ROMA – Il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, nel corso della sua audizione
davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa del Senato, ha ribadito la
linea scelta dall’esecutivo nella vicenda del sequestro del reporter italiano
di “Repubblica”, Daniele Mastrogiacomo, sequestrato in Afghanistan.
“Non ci sono nuovi capitoli da illustrare – ha spiegato il leader della
Farnesina – desidero ribadire i punti essenziali relativi al modo in cui il
governo ha gestito il sequestro di Daniele Mastrogiacomo e alla sua
liberazione, sono convinto che sia sempre utile insitere allo scopo di fugare
malintesi e polemiche che sicuramente non sono utili all’interesse nazionale
del nostro paese”. “Onestamente – ha continuato D’Alema – non
esistevano alternative praticabili al criterio prescelto” cioè “dare
priorità alla salvezza della vita degli ostaggi”. Secondo il titolare
della Farnesina la scelta è stata quella di ricorrere a organizzazioni
umanitarie e a singole persone, vale a dire il giornalista
“freelance” ed “Emergency che era effettivamente in grado di
attivare dei contatti con l’altra parte e la cui collaborazione si è rivelata
preziosa e determinante”. “Tuttavia – ha spiegato D’Alema – non
soltanto l’intera vicenda è stata costantemente seguita e coordinata
dal’ambasciatore italiano” ma “il Sismi ha svolto costante opera di
affiancamento” con un’opera “preziosa”.
Il governo Prodi, nel corso delle trattative per la
liberazione del giornalista italiano “non ha mai minacciato l’esecutivo
afghano”, né annunciato il ritiro delle truppe italiane “come forma
di pressione, perché questa opzione non è mai stata presa in
considerazione”, ha proseguito Massimo D’Alema a Palazzo Madama. Il
ministro degli Esteri è poi entrato nella vicenda di Rahmatullah Hanefi, il
componente di Emergency che ha partecipato attivamente alla trattativa
Mastrogiacomo e che è tuttora detenuto dalle autorità di Kabul, vicenda che
“mette in evidenza come il funzionamento della giustizia in Afghanistan
sia ben lontano da standard accettabili”. D’Alema ha aggiunto che
“l’intera vicenda è oggetto di costante attenzione da parte del governo
italiano” che ha già “esercitato costanti pressioni” sulle autorità
di Kabul, la cui condotta “sarà un metro importante per la valutazione
circa la serietà di intenti per la costruzione di uno stato di diritto” da
parte delle stesse autorità afgane. Secondo il ministro degli Esteri, nella
vicenda Mastrogiacomo, “l’Italia ha mostrato meno coesione di altri Paesi
coinvolti in passato in simili crisi”. “La differenza – ha spiegato – è che in
altri Paesi ci sono state meno polemiche, ma questo fa parte dello spirito
creativo del nostro Paese” gli altri “sono Paesi invidiabili per il
grado di coesione che mostrano nei momenti difficili”. Il vicepresidente
del Consiglio ha ribadito che la priorità del governo è sempre stata
“salvezza dell’ostaggio, una scelta non rinunciabile”. Obiettivo, ha
aggiunto, “che non è stato possibile conseguire fino in fondo” per la
morte di altre due persone rapite con Mastrogiacomo.
Il ministro degli Esteri è poi entrato nel merito delle
operazioni militari verificatesi in Afghanistan nelle ultime ore. “Non
possiamo nascondere che le modalità dell’operazione a guida statunitense
condotta nella provincia di Herat – ha spiegato – costituiscono motivo di
preoccupazione per l’Italia e per gli altri Paesi impegnati in
Afghanistan”. Secondo D’Alema “le operazioni militari che colpiscono
la popolazione civile rischiano di alienare il consenso della popolazione
stessa”. Per quanto riguarda l’attentato al convoglio italiano, ieri a
Herat, secondo il parere del ministro, ha avuto “uno scopo prevalentemente
intimidatorio”. D’Alema ha tuttavia ribadito la sua “forte
preoccupazione” per la situazione della sicurezza nel Paese. Nell’analisi
del vicepremier, la missione Isaf in Afghanistan, di cui fanno parte i militari
italiani, ha dei limiti nelle regole di ingaggio. Il ministro ha spiegato poi
che che gli attacchi americani si sono svolti nell’ambito della missione
“Enduring Freedom”, estranea alla missione Isaf. Di fronte alle
modalità di questa azione, spiega D’Alema, “non possiamo nascondere che
rappresentano un motivo di preoccupazione per l’Italia nella misura che questo
comporti l’alienazione del determinante consenso della popolazione afghana,
determinante” per la ricostruzione del Paese.
Minacce a Bagnasco,
Napolitano: “Non lo lasceremo solo”
(
ROMA – Prima il Papa poi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Monsignor Bagnasco, presidente della Cei, vittima nelle ultime settimane di
insulti e atti intimidatori tra cui, da ultimo, una busta contenente un
proiettile e la sua fotografia affiancata da una svastica, ha ricevuto i messaggi
di solidarietà dalle più alte istituzioni della Chiesa e della Repubblica
italiana. La mattina del 30 aprile Benedetto XVI, ha reso noto il portavoce
vaticano padre Federico Lombardi, ha telefonato personalmente all’arcivescovo
di Genova per esprimere la propria solidarietà. Poco più tardi un messaggio è
stato inviato da Napolitano al cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato
vaticano: “Raccolgo – scrive il presidente – le parole da lei pronunciate in
relazione a recenti, gravi episodi di intolleranza nei confronti della Chiesa
cattolica. Desidero assicurarle che l’Italia non lascerà solo monsignor Angelo
Bagnasco di fronte alle inammissibili, vili minacce di oscura provenienza di
cui è stato fatto oggetto”. Secondo Napolitano “occorre garantire il più sereno
esercizio della missione pastorale del presidente della Conferenza episcopale
italiana e il più pacato, responsabile e costruttivo dialogo tra
politica e la società civile, in linea con gli ottimi rapporti che intercorrono
tra
e lo Stato italiano”. Anche il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha
chiesto uno “scatto etico e politico” per fermare “questo clima pericoloso”.
“La mia solidarietà e la mia condanna sono scontate – ha
detto Bertinotti – Il fatto è che a questo punto non bastano più”. Solidarietà
è stata espressa all’unanimità da tutto il mondo politico. Al messaggio di
Napolitano si associa il leader dei Democratici di sinistra Piero Fassino: “Le
parole del presidente – afferma in una nota il leader della Quercia –
interpretano bene i sentimenti di tutti gli italiani che rifiutano qualsiasi
forma di intimidazione e di violenza e vogliono vivere in un paese in cui ogni
opinione sia ascoltata e rispettata”. Tra gli esponenti di governo, il ministro
dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio si augura che torni presto il sereno.
“L’appello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – spiega il
leader verde – è un fatto importante: ora occorre riportare serenità nel
confronto e favorire un dialogo costruttivo”. “Il dibattito tra le parti –
aggiunge – pur se aspro non può mai tradursi in atti irrispettosi o
intimidatori. Le minacce – ha concluso il presidente dei Verdi – vanno bandite
da ogni contesto”. Il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni
invita a rinnovare l’impegno di governo e Parlamento “a garantire non solo la
libertà religiosa ma anche la libertà di poter parlare alle coscienze dei
cittadini”.
Vaccarella, scoppia il caso
fra
il Senato
(
ROMA – “E’ stato veramente strano e incomprensibile che le dimissioni di
Vaccarella siano avvenute dopo che avevo chiaramente espresso la posizione del
governo di assoluto rispetto dell’indipendenza della Corte e dopo che questo
era andato in tutte le agenzie e in tutti i media del Paese”. Così il
presidente del Consiglio Romano Prodi torna a commentare le dimissioni del
giudice della Corte costituzionale Romano Vaccarella, che il 30 aprile aveva
rimesso il proprio mandato lamentandosi per le affermazioni “in materia di
ammissibilità di referendum elettorali attribuite dagli organi di stampa” ad
alcuni ministri e a un sottosegretario “offensive della dignità e
dell’indipendenza della Corte” e a cui aveva fatto seguito “l’assenza di
smentite” e “il silenzio delle istituzioni”. “Il governo – ha ribadito oggi
Prodi – non fa e non farà alcuna influenza indebita nei confronti della Corte
costituzionale, l’autonomia della Corte è suprema”. Quanto alla richiesta di un
eventuale chiarimento in Parlamento, Prodi ha detto che “il governo ha già
fatto il suo dovere e con questo ha dato una risposta perché il governo
risponde con i fatti”. Non è così secondo l’opposizione. Dopo
capigruppo del che si è tenuta il 2 maggio a Palazzo Madama, nel corso della
quale i gruppi dell’opposizione hanno chiesto l’intervento del premier in aula,
il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani ha sottolineato la
necessità che sia Prodi a riferire perché “si tratta di una vicenda che vede
coinvolti alcuni ministri in dichiarazioni di contrarietà al referendum”.
Vaccarella ha voluto smentire “nel modo più categorico”
alcune “illazioni apparse su un quotidiano a larga diffusione” affermando di
non aver “mai espresso valutazioni di alcun genere sul merito della questione
dell’ammissibilità o inammissibilità del referendum ‘elettorale’ o di aver
parlato in proposito, con ‘amici’ o ‘nemici’, di ‘terreno fertile’ o di ‘clima’
interno alla Corte”. Secondo Nicola
Torre
tempesta in un bicchier d’acqua” e la smentita di Vaccarella dimostra che “non
c’è stata nessuna pressione sulla Corte e nessuna volontà di condizionamento
dell’autonomia della Consulta, che è sacra”. Mentre i capigruppo di
Rifondazione comunista, Giovanni Russo Spena, e Verdi-Comunisti italiani,
Manuela Palermi, sostengono che un dibattito in aula sull’azione della Corte
sarebbe “anomalo” e un’intromissione in un organismo supremo e indipendente,
alcuni esponenti della sinistra radicale scorgono qualcosa di strano nella
vicenda. Marco Rizzo, dei Comunisti italiani, si riferisce così al giudice: “O
dice che tipo di pressioni ha avuto, oppure è chiaro che il dubbio che la
politicizzazione venga proprio da gesti di questo tipo, diventa più che
legittimo”. Pino Sgobio, capogruppo Pdci alla Camera, aggiunge: “Più che il
governo, dovrebbe essere Vaccarella a spiegare cosa sta succedendo”.
Processo Sme: assolto Silvio
Berlusconi
(
MILANO – Assolto per non aver commesso il fatto. Silvio Berlusconi esce pulito
dal processo Sme che lo vedeva imputato per corruzione in atti giudiziari e per
il quale, il 26 marzo scorso, il sostituto procuratore generale di Milano Piero
De Petris aveva chiesto la condanna a cinque anni di reclusione. I giudici
della corte d’appello di Milano hanno fugato ogni ombra sui due capi di
imputazione a carico del presidente di Forza Italia “perché il fatto non
sussiste” e “per non aver commesso il fatto”. I giudici hanno infatti ritenuto
di dover assolvere l’ex premier per non aver commesso il fatto in relazione al
cosiddetto bonifico “orologio”, i 434 mila dollari che, secondo la procura,
sarebbero transitati da un conto riconducibile alla Fininvest, attraverso un
conto di Cesare Previti, al giudice romano Renato Squillante e perché il fatto
non sussiste in relazione al cosiddetto bonifico “barilla”, vale a dire i 100
milioni di lire che sarebbero transitati da un conto di Pietro Barilla,
attraverso Cesare Previti, a Renato Squillante. “Sono molto emozionato”, è
stato il primo commento di Berlusconi, riportato da uno dei suoi avvocati,
Gaetano Pecorella, dopo l’assoluzione. Felice anche un altro avvocato dell’ex
premier, Niccolò Ghedin che ha parlato di “un grande risultato che arriva dopo
11 anni di fatiche”. “Berlusconi è stato riconosciuto – ha sottolineato il suo
legale – completamente estraneo a ogni accusa”. Ghedini ricorda che “questo
processo ha inciso sulla vita politica italiana perché c’era una grande
pervicacia da parte dell’accusa nel portarlo avanti. In una situazione normale
– conclude il legale di Berlusconi – questo processo non sarebbe arrivato
neanche all’udienza preliminare”.
Paolo Bonaiuti, portavoce del Cavaliere, ha affermato in una
nota: “La sentenza di Milano, che per noi era scontata, ci rende felici ma non
esultanti perché ci induce soprattutto a riflettere sui motivi di tanti anni di
accuse ingiuste, di sofferenze e di fango nei confronti di Silvio Berlusconi”.
Anche il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani, sottolinea:
“E’ l’ennesima conferma che in questi anni vi è stato un disegno preventivo di
certa magistratura finalizzato a sbarrargli il percorso politico attraverso
l’arma giudiziaria. Ci auguriamo che ora questo ciclo possa considerarsi
definitivamente chiuso. Il Berlusconi uomo ha già pagato un prezzo senza pari
per il suo impegno al servizio del Paese. E credo che
riconoscerglielo”. Tutto il centrodestra si stringe al suo leader. Ignazio
deputati di An, esprime “grande soddisfazione” per la conclusione “di quello
che non a caso è stato definito dal presidente Berlusconi come un vero e
proprio accanimento giudiziario”. Gli fa eco Altero Matteoli, capogruppo di An
al Senato, secondo il quale l’assoluzione di Berlusconi “è una notizia bella e
rassicurante per la politica e per il Paese”. Anche l’Udc, attraverso il
segretario Lorenzo Cesa, manda il suo messaggio a Berlusconi: “Registro una
doppia soddisfazione: che come persona sia venuta fuori da questa lunga vicenda
giudiziaria e che in Italia bisogna avere sempre fiducia nella giustizia”.
Gianfranco Rotondi, senatore della Democrazia cristiana per le autonomie,
aggiunge: “La verità è rivoluzionaria ma qualche volta fa ritardo”.
Amministrative: il 27 maggio
in oltre 10 milioni alle urne
(
ROMA – Domenica 27 maggio, dalle ore 08.00 alle ore 22.00, e lunedì 28 maggio
2007, dalle ore 7.00 alle ore 15.00, si svolgeranno le operazioni di voto per
le elezioni dei presidenti e dei consigli di 7 province e dei sindaci e dei
consigli di 862 comuni (di cui 26 capoluoghi di provincia) di regioni a statuto
ordinario, del Friuli-Venezia Giulia, del Trentino-Alto Adige e della Sardegna.
Le operazioni di scrutinio avranno inizio lunedì 28 maggio, al termine delle
operazioni di voto e di riscontro del numero dei votanti. In caso di
effettuazione del turno di ballottaggio per l’elezione dei presidenti di
provincia e dei sindaci dei comuni, si voterà domenica 10 giugno, sempre dalle
ore 8.00 alle ore 22.00, e lunedì 11 giugno 2007, dalle ore 7.00 alle ore 15.00.
Nel comune di Garniga Terme, in provincia di Trento, unico comune del
Trentino-Alto Adige interessato alla tornata elettorale, si voterà nella sola
giornata di domenica 27 maggio, con eventuale ballottaggio domenica 10 giugno.
Le elezioni nelle 7 province interesseranno 3.379.108 elettori, di cui
1.618.819 maschi e 1.760.289 femmine; 4.086, le sezioni elettorali. Le elezioni
in 862 comuni interesseranno 7.995.100 elettori, di cui 3.848.515 maschi e
4.146.585 femmine; 9.646, le sezioni elettorali. Considerando una sola volta
gli enti interessati contemporaneamente a più elezioni amministrative, il
numero complessivo di elettori sarà di 10.306.672, di cui 4.946.985 maschi e
5.341.687 femmine; il numero complessivo di sezioni elettorali sarà di 12.446.
1° maggio, il presentatore
del concerto attacca
è polemica
(
ROMA – “Il Papa non crede nell’evoluzionismo. La chiesa non si è mai evoluta.
Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è
stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana”.
Le parole di Andrea Rivera, conduttore della sezione giovani del concertone del
primo maggio, hanno l’effetto dirompente di proiettili i cui sibili sono i
fischi dei convenuti all’indirizzo del Papa, in quella piazza San Giovanni da
sempre divisa tra le manifestazioni di fede e le proteste di piazza.
quello che chiama un “vile attacco”, i sindacati prendono le distanze da quelle
parole che definiscono “inopportune” (Guglielmo Epifani, Cgil) e “stupide”
(Luigi Angeletti, Uil), pronunciate da chi “se si è fatto qualche bicchiere in
più, farebbe bene a fare una doccia fredda” (Raffaele Bonanni, Cisl). A nulle
sono valse le semi-scuse del conduttore che già dietro le quinte aveva
precisato di non trovare giusto “che qualcuno mandi dei proiettili a Bagnasco”
ma di non poter comunque nascondere di non ritrovarsi in questo modo di fare
Chiesa, “l’unica Chiesa in cui mi riconosco – ha detto Andrea Rivera – è quella
di San Francesco”. Il contrattacco è affidato all’organo ufficiale della Santa
Sede che non ci va di fioretto sentenziando che quel che è stato detto suona
come un atto di “terrorismo”. “E’ terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa
– scrive l’Osservatore Romano – E’ terrorismo alimentare furori ciechi e
irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore, l’amore per la vita e
l’amore per l’uomo. E’ vile e terroristico lanciare sassi questa volta
addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di
una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la
solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur
facendo tutt’altro mestiere”.
E come spesso succede in questi casi, la vicenda non si ferma
alla polemica ma sconfina nella ricerca del “responsabile di turno”. Ok, Rivera
ha detto quel che ha detto ma – afferma L’Osservatore Romano – “da qualcuno è
stato scelto. E chi l’ha scelto non ha tenuto conto del momento che stiamo
vivendo”. Il quotidiano parla anche di “guerra strisciante” e “nuova
stagione della tensione, dalla quale trae ispirazione chi cerca motivi per
tornare ad impugnare le armi, per rivitalizzare organizzazioni che hanno perso
su tutti i fronti, primo fra tutti quello della storia. Anacronismi. Come
quella presenza sul palco a San Giovanni. Un residuato in mezzo a tanti
giovani”. Sulla stessa linea le parole del presidente dell’Udc Rocco
Buttiglione: “chi l’ha scelto quel conduttore? – si chiede – Chi l’ha
scelto si sente almeno un po’ responsabile delle cose che ha detto davanti a
mezzo milione di giovani? Si rende conto che ciò è esattamente il contrario di
quello che ha chiesto il presidente Napolitano quando ha dichiarato la sua
solidarietà a monsignor Bagnasco per gli attacchi vili dei quali è stato
oggetto?”. Parole forti che scatenano una serie di “prese di distanza”.
Rivera si dice dispiaciuto ma afferma che il monologo era stato concordato con
i responsabili della manifestazione. Ovviamente questi ultimi negano (più o
meno), affermando che si è lavorato su concetti più che su singole frasi il cui
peso specifico è responsabilità diretta di chi sul palco che è anche autore di
se stesso. Mette le mani avanti anche Raitre che si affretta a ribadire che,
per quanto riguarda il concerto del primo maggio, “l’unico compito dell’azienda
di viale Mazzini è quello di provvedere alla messa in onda televisiva
(attraverso Raitre) e alla programmazione radiofonica (attraverso Radiodue)”.
Insomma, tutti se ne lavano biblicamente le mani. Una parte delle politica,
però scende in campo e decide di difendere il “reo” conduttore. A parte un
“bravo” incassato da Marco Cappato, segretario associazione Coscioni, per “aver
ricordato il comportamento del Vaticano sui funerali di Welby”, Rivera porta a
casa anche una presa di posizione forte da parte del consigliere Rai Sandro
Curzi che non lesina critiche all’Osservatore Romano accusandolo di
provocazione.
“Quando si arriva a parlare di terrorismo per la battuta di
un giovane comico, peraltro opportunamente invitato a quella grande festa di
giovani e di libertà che è tradizionalmente il concerto del Primo maggio a San
Giovanni – dice Curzi – mi pare che si faccia, anche se involontariamente,
della pericolosa provocazione”. “A prendere le distanze e a chiarire
tempestivamente l’episodio di Andrea Rivera – aggiunge – sono intervenuti tutti
e tre i segretari confederali e il direttore di Rete Tre. Che si voleva di più?
Che bruciassimo in piazza Rivera? Che si dimettesse il governo? Che Marx
chiedesse scusa per essere venuto al mondo?”. In soccorso arrivano anche
la dichiarazione di Mauro Bulgarelli dei Verdi e Giovanni Russo Spena di
Rifondazione comunista. Il primo chiede al Vaticano di “abbassare i toni e
rinunciare ad avere un ruolo così invadente nella vita pubblica italiana e
soprattutto che si dimostri più rispettoso per la libertà di espressione
garantita dalla nostra costituzione” , il secondo stigmatizza il comportamento
del quotidiano della Santa Sede: “Se si arriva al punto di cercare di intimidire
i comici, gli uomini e le donne di spettacolo, che hanno riconosciuto
universalmente il diritto alla satira e alla presa in giro di chiunque, Papa
compreso – afferma – siamo veramente arrivati a un livello pericoloso di
intolleranza”. E non è finita. C’è anche chi si auto-denuncia: “Se la
libertà di pensiero e di critica anche nei confronti di istituzioni religiose è
da considerarsi terrorismo – è scritto in una nota – allora tutto il Circolo di
cultura omosessuale Mario Mieli, che della sua libertà di pensiero e di critica
è fieramente orgoglioso, si autoaccusa di terrorismo”.
Fisco on-line: mai così
facile pagare le tasse
(
ROMA – Il modello di versamento F24 diventa più semplice e più sicuro. La
possibilità di compensare debiti d’imposta con eventuali crediti viene estesa
all’Ici, arriva un software integrato per dichiarazioni e versamenti, diventa
possibile compilare direttamente su Web il modello, mentre per eventuali errori
scatta la segnalazione. E per il futuro arriva l’assistente digitale per
aiutare i contribuenti a operare in Rete. A illustrare ai rappresentanti degli
organi d’informazione le ultime novità del fisco telematico sono stati il
direttore dell’Agenzia delle Entrate, Massimo Romano e il presidente di Sogei,
Gilberto Ricci. Nel dettaglio, le novità e le ottimizzazioni riguardano la
disponibilità di un software integrato per la compilazione delle dichiarazioni
dei redditi e dei relativi modelli F24 da trasmettere telematicamente, lo
sviluppo di una procedura per la compilazione e la trasmissione dei modelli F24
direttamente sul Web, senza necessità di scaricare in locale il software di
supporto e la segnalazione ai contribuenti e agli intermediari abilitati di
versamenti potenzialmente duplicati prima dell’inoltro al sistema bancario e
postale delle richieste di addebito su conto corrente. “La strategia che
l’Agenzia delle Entrate – ha spiegato Romano – persegue è di passare da
un’Amministrazione passiva, che attende dichiarazioni e versamenti da
controllare in momenti successivi, a una pro-attiva che “propone” al
cittadino-contribuente soluzioni, tempi e adempimenti amministrativi
semplificati. Si rovescia così il tradizionale modello di rapporto
fisco-contribuente, per tendere a una relazione più serena. L’F24 Web è
gratuito e consente al cittadino anche di risparmiare sulle spese di versamento
(bancarie/postali)”.
“Il sistema F24 Web è un’ulteriore tappa – ha dichiarato
Ricci – del percorso di semplificazione e velocizzazione dei servizi ai
contribuenti cominciato nel ’98 attraverso il Fisco telematico. Betty,
l’assistente virtuale che Sogei sta sperimentando per l’F24 Web, parla
direttamente al contribuente e lo guiderà, in tempo reale, in tutte le fasi di
compilazione del modello. Betty – che ha un nome provvisorio e vi chiediamo
collaborazione a trovargliene uno appropriato – comincerà a lavorare a fianco
del contribuente, prevedibilmente, a partire dal prossimo autunno”. A partire
dallo scorso primo gennaio, è stato esteso a tutti i contribuenti titolari di
partita Iva l’obbligo di effettuare i versamenti con modello F24 esclusivamente
in via telematica, fatta eccezione per i casi particolari previsti dalla
circolare 30/E del 29 settembre 2006. Lo sviluppo delle procedure di pagamento
on-line va a tutto vantaggio dei contribuenti – che nel rapporto con il fisco
non sono più costretti a servirsi degli intermediari – ma anche
dell’Amministrazione finanziaria, poiché queste nuove modalità ottimizzano la
qualità e la tempestività delle informazioni, indispensabile per un efficiente
controllo dei pagamenti eseguiti.
Aumenta l’export italiano in
Portogallo, ma ancora pochi investimenti
(
ROMA – Le relazioni commerciali tra Italia e Portogallo sono di buona qualità,
ma c’è spazio affinché migliorino in quantità. Se infatti le nostre
esportazioni nel 2006 sono aumentate dell’8,3%, il 2007 non si è aperto nel
migliore dei modi con un calo nei primi due mesi dell’anno del 2,6% rispetto
allo stesso periodo dello scorso anno. Lo comunica Assocamerestero in occasione
della visita il 2 maggio del presidente Prodi in Portogallo, un Paese che
accoglie l’1,1% del nostro export. Nel 2006 il peso delle nostre merci è
passato dal 7,1% al 7,7% del totale portoghese e attualmente l’Italia è il
quarto Paese fornitore. Sul fronte delle nostre esportazioni, il primo posto
continua ad appartenere, come è tradizione, ai macchinari, apparecchi meccanici
ed elettrici, che rappresentano, congiuntamente, quasi il 44% del totale. Le
automobili, anch’esse tradizionalmente in seconda posizione, hanno registrato
un aumento del 31.5%, ma anche così non raggiungono neanche il 10% del totale.
Le esportazioni portoghesi continuano ad essere concentrate in alcuni settori
tradizionali di basso valore aggiunto, come il tabacco, il pesce, la carta, il
sughero, ad eccezione delle automobili e apparecchi elettrici che rappresentano
nell’insieme il 20% del totale.
Camera
“comunque che le relazioni commerciali migliorino”. Per il presidente Filippo
Montera “continua a non manifestarsi, da una parte e dall’altra, un
maggior interesse e si assiste, al contrario, ad un atteggiamento che oscilla
tra il disinteresse e l’indifferenza. Non vi è dubbio che la scarsa rilevanza
degli investimenti italiani non gioca a favore di un’intensificazione delle
relazioni tra i due Paesi: relazioni che in altri settori, istituzionale,
politico, culturale, sociale, turistico, continuano ad essere eccellenti”.
Panama: l’Italia in prima
linea per il raddoppio del Canale
(
ROMA – Il ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche Europee,
Emma Bonino, accompagnata dal sottosegretario Milos Budin ha ricevuto il primo vicepresidente
della Repubblica e ministro degli Esteri di Panama, Samuel Lewis Navarro e il ministro
del Commercio e Industria, Alejandro Ferrer nell’ambito della loro visita
istituzionale in Italia. L’incontro costituisce la prosecuzione del precedente
svoltosi presso il ministero del Commercio Internazionale il 14 novembre alla
presenza dell’ambasciatore Esquivel e di un gruppo di imprenditori e enti
italiani, in cui sono stati presentati il Progetto di raddoppio del Canale di
Panama e le opportunità di collaborazione tra i nostri operatori. Il ministro
Bonino durante l’incontro ha sottolineato “i buoni rapporti politici e
commerciali tra Italia e Panama” sottolineando che “anche la presenza delle
imprese italiane sia cresciuta negli ultimi mesi”. Tra i grandi gruppi,
infatti, ad essere presente nella Repubblica di Panama oltre all’Enel che
possiede una quota di partecipazione (49%) nella più grande centrale
idroelettrica del paese, si registrano la presenza di Generali, Costa
Containers, Luxottica. Il ministro Bonino ha tuttavia sottolineato che “gli
investimenti diretti italiani a Panama sono ancora molto limitati e concentrati
per ora nella produzione di energia elettrica e nel bunkeraggio di petrolio”.
“L’auspicio – ha evidenziato il ministro – è quello di operare un salto di
qualità soprattutto grazie a nuovi progetti in corso sul territorio e al
raddoppio del Canale a cui guardano con interesse le nostre aziende”.
Il progetto è stato illustrato durante la riunione dal vicepresidente,
Samuel Lewis Navarro e ammonta a 5,6 miliardi di dollari con un indotto ben
superiore. Per quanto riguarda i settori a cui punta il Made in Italy,
ci sono grandi opportunità nelle “costruzioni, telecomunicazioni, servizi
finanziari, industria estrattiva, turismo e commercio”. Soprattutto
quest’ultimo è particolarmente favorito sia per le tariffe doganali applicate
(le più basse dell’America Latina) sia per l’elevato grado di apertura
dell’economia del Paese, sia anche per la posizione strategica e la rete di
trattati di libero scambio sottoscritti da Panama con alcuni importanti partner.
Il nostro Paese nel 2006 si è posizionato al terzo posto come cliente di Panama
con una quota di acquisti pari al 5,8% (99 milioni di euro), ed al nono come
fornitore, con una quota sul totale delle importazioni panamensi pari all’1%
(196 milioni di euro). Globalmente il nostro interscambio con il Panama negli
ultimi cinque anni ha registrato un andamento positivo della bilancia
commerciale. Fortemente incoraggianti sono i primi dati di quest’anno che, per
il mese di gennaio, registrano un aumento del 139% relativamente all’export e
del 513% relativamente all’import. Esportiamo a Panama principalmente gioielli
e prodotti di oreficeria (40%), navi e imbarcazioni (26%), articoli di
abbigliamento ed accessori; mentre importiamo principalmente navi ed imbarcazioni
(70%), prodotti agricoli (14%), cuoio , pesce conservato trasformato.
Istat: l’inflazione ad
aprile scende all’1,5%
(
ROMA – Nel mese di aprile il tasso d’inflazione ha fatto registrare una
variazione del più 1,5 per cento rispetto a un anno fa, 0,2 punti in meno
rispetto al mese di marzo. Lo rende noto l’Istat che ha diffuso i dati sui
prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), relativi al mese di aprile
2007. In base alla stima provvisoria, l’indice armonizzato dei prezzi al
consumo (Ipca, calcolato considerando anche i prezzi che presentano riduzioni
temporanee) registra nel mese di aprile una variazione di più 0,5 per cento
rispetto al mese precedente e una variazione di più 1,7 per cento rispetto allo
stesso mese dell’anno precedente. Sulla base dei dati finora pervenuti gli
aumenti congiunturali più significativi dell’indice si sono verificati per i
capitoli servizi ricettivi e di ristorazione (più 1 per cento), prodotti
alimentari e bevande analcoliche (più 0,4 per cento), trasporti e comunicazioni
(più 0,3 per cento per entrambi); variazioni nulle si sono verificate nei
capitoli servizi sanitari e spese per la salute e istruzione; variazioni
negative si sono registrate nei capitoli ricreazione, spettacoli e cultura (meno
0,4 per cento) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,1 per
cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli
bevande alcoliche e tabacchi (più 4,4 per cento), prodotti alimentari e bevande
analcoliche e servizi ricettivi e di ristorazione (più 2,7 per cento per
entrambi) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 2,5 per cento).
Variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli comunicazioni
(meno 10 per cento) e servizi sanitari e spese per la salute che fanno segnare
meno 0,7 per cento.
I prodotti energetici hanno registrato una crescita dello
0,5 per cento su scala congiunturale, ma una diminuzione dello 0,1 per cento su
scala tendenziale, un dato che si spiega anche con il confronto con aprile 2006
quando invece si registrò una crescita del più 2,3 per cento. Più in dettaglio
la benzina verde è cresciuta del 2,6 per cento ad aprile rispetto a marzo
mentre è diminuita del 2,7 per cento su base tendenziale. Il gasolio ha
registrato un aumento dell’1,5 per cento congiunturale e una diminuzione del
4,2 per cento rispetto ad aprile 2006. Le tariffe di energia elettrica e gas
registrano un calo dell’1,5 per cento congiunturale e un aumento del 2,9 per
cento tendenziale. In particolare, il gas per uso domestico scende del 2 per
cento su marzo ed è in rialzo dello 0,9 per cento su aprile 2006. I
combustibili liquidi fanno registrare un aumento congiunturale dell’1,8 per
cento e un calo tendenziale del 4,1 per cento. La tendenza all’accelerazione
viene soprattutto dai beni non lavorati (più 3,9 per cento) mentre più
contenuta e la dinamica dei lavorati (più 1,9 per cento). Spiccano soprattutto
le voci ortaggi, con aumenti del 3,9 per cento su base annua, e la frutta (più
4,9 per cento). A rallentare l’inflazione contribuiscono invece i medicinali
(meno 5,8 per cento tendenziale) e inoltre le apparecchiature telefoniche (meno
16,7 per cento) e gli strumenti informatici (meno 11,1 per cento), due voci che
incidono sul meno 10 per cento tendenziale fatto registrare dal capitolo
comunicazioni. Nel settore dei trasporti contribuisce a rallentare l’inflazione
l’andamento delle tariffe dei trasporti aerei (meno 10,4 per cento tendenziale)
mentre le tariffe dei treni segnano un aumento del 6,9 per cento e quella del
trasporto marittimo dell’11,7 per cento.
Istat: nelle grandi imprese
aumentano retribuzione lorda e occupazione
(
ROMA – Aumenta la retribuzione lorda per ora lavorata nelle grandi imprese,
così come aumenta l’occupazione: lo dice l’Istat, secondo cui anche l’indice
delle retribuzioni orarie a marzo è aumentato del 2,6% rispetto allo stesso
mese del 2006, con una variazione congiunturale dello 0,3%. Nel primo trimestre
l’incremento è stato del 2,8% rispetto all’analogo periodo dell’anno
precedente. I dati del mese di marzo sono dovuti soprattutto agli aumenti
tabellari relativi al contratto della metalmeccanica, con più 16 euro lordi, un
settore che conta circa due milioni di lavoratori. La quota dei contratti in
vigore sale dal 40,3% di febbraio al 40,6%, mentre 6,9 milioni di lavoratori
risultano in attesa di rinnovo del contratto. Secondo l’Istituto di statistica,
se la situazione rinnovo contratti dovesse rimanere tale si avrebbe un
progressivo abbassamento dell’indice delle retribuzioni, che passerebbe a +1,9%
annua. Per quanto concerne gli scioperi, i dati relativi a gennaio 2007
registrano 93 mila ore non lavorate, un decimo rispetto al gennaio 2006. Stando
ai dati Istat, la retribuzione lorda è cresciuta a febbraio dello 0,5% sia
rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sia rispetto a gennaio. Nella
media del primo bimestre, la retribuzione lorda è invece diminuita rispetto
allo stesso periodo del 2006 dello 0,7%. Le variazioni tendenziali per
dipendente sono state dello 0,4%, mentre l’aumento nei primi due mesi è stato
dello 0,5%. Nelle grandi imprese dell’industria la crescita delle retribuzioni
lorde è stata dell’1,1% rispetto al primo mese del 2007 e sia rispetto a
febbraio 2006. Nel settore dei servizi l’aumento congiunturale è stato invece
dello 0,4%, quello tendenziale dello 0,1%.
Nel febbraio 2007, rispetto allo stesso mese dell’anno
precedente, l’occupazione nelle grandi imprese è aumentata, in termini
tendenziali, dello 0,5% al lordo della cassa integrazione guadagni e dello 0,7%
al netto della stessa. È emerso anche che nel primo bimestre 2007 la variazione
media rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è stata dello 0,6% al
lordo e dello 0,7% al netto della c.i.g. Nel settore dei servizi si è avuto un
aumento dello 0,1% sia al lordo che al netto rispetto al gennaio 2006, che in
termini tendenziali si traduce nel 1,3% e nell’1,4%. Diverso il caso
dell’industria, dove a febbraio si è registrato un calo congiunturale dello
0,1% al lordo e dello 0,2% al netto della c.i.g (0,7% e 0,4% in termini
tendenziali). Ancora in termini tendenziali, rispetto ai settori di attività
economica scende del 3,7% quello della produzione di energia elettrica, gas e
acqua e dello 0,4% quello manifatturiero (con picchi negativi nel caso ddel
tessile e dell’abbigliamento). In aumento del 17,1% l’occupazione nelle
industrie delle pelli e calzature e in quelle produttrici di mezzi di trasporto
(1,1%). Nulla la variazione dell’indice generale delle ore lavorate per
dipendente a febbraio, che in termini tendenziali cala dello 0,1%.
Istat: italiani “vecchietti”
contro la gioventù straniera
(
ROMA – La popolazione italiana continua a crescere. Lo rivela l’Istat in una
stima sulla struttura per sesso, età e stato civile della popolazione residente
e della popolazione straniera residente. A favorire è stato il saldo positivo
delle migrazioni con l’estero (+260.644), ma anche il saldo positivo tra
recuperi e regolarizzazioni post-censuari (+41.974). Al 1° gennaio 2006 la
crescita della popolazione italiana è stata dello 0,5% medio annuo, ammontando
nel complesso a 58.751.711. La popolazione risiede per il 26,5% nel Nord-ovest,
per il 18,9% nel Nord-est, per il 19,3% nel Centro, per il 24% nel Sud e per il
restante 11,4% nelle Isole, senza significative variazioni rispetto all’anno
precedente. La crescita è stata particolarmente forte nel Centro-nord del
Paese, con un incremento medio annuo dello 0,8% nel Nord-est e dello 0,7% nel
Nord-ovest e nel Centro. Nel Sud la crescita della popolazione è risultata pari
a zero, mentre nelle Isole è stata appena dello 0,1%. Anche se in crescita, la
popolazione italiana risulta essere la più anziana nel panorama internazionale.
Un residente su cinque, infatti, ha 65 anni o più, contro il 18,7% del 1°
gennaio 2002. Anche gli ultra – ottantenni sono in aumento, quasi un residente
su venti. Alla longevità della nostra popolazione, si contrappone la riduzione
dei giovani fino a 14 anni, scesa nel 2006 a rappresentare il 14,1% del totale.
Conseguentemente il rapporto tra anziani e giovani ha
mostrato anch’esso un costante aumento negli anni, dal 58% del 1980 al 140% del
2006. Sembra, inoltre, che tra gli italiani ci sia un aumento della popolazione
sia celibe/nubile (+0,4) sia divorziata (+0,3). Per gli uomini è più alta la
quota di coloro che non hanno ancora acquisito un legame coniugale (44,6%
contro 36,5%), mentre è più bassa la quota dei divorziati (1,2% contro 1,7%),
probabilmente per una maggiore propensione a contrarre seconde nozze. Sono più
gli uomini a rimandare il matrimonio: 68,7% dei maschi tra i 16-39 anni sono
celibi ed un 30,8% coniugati, contro un 55,3% di nubili ed un 43,5% di
coniugate. Nella classe d’età 40-64 anni i celibi rimangono ancora
percentualmente superiori alle nubili (13,6% e 10,3%) mentre i coniugati
superano le coniugate (82,5% e 80%). Anche se, le donne battono gli uomini sul
fronte divorzio: tre i 40 e i 64 anni sono divorziate il 3,5% delle donne,
contro il 2,6% dei maschi. Gli stranieri costituiscono il 4,5% della
popolazione residente complessiva al 1° gennaio 2006, mentre al 1° gennaio
2003, 2004 e 2005 essi costituivano, rispettivamente, il 2,7%, il 3,4% e il
4,1%. La popolazione straniera risulta piuttosto giovane (con una età media di
soli 30,8 anni) se confrontata con la popolazione residente nel complesso.
Oltre un cittadino residente straniero su due ha un età compresa tra i 18 ed i
39 anni (50,8%); oltre uno su cinque è minorenne (22%).
Per il resto si registra una significativa percentuale di
adulti di età compresa tra 40 e 64 anni (25,1%), mentre la percentuale di
65enni e più è relativamente modesta (2,1%). Come conseguenza del fenomeno
immigrazione è aumentata soprattutto la popolazione straniera in età da lavoro:
dal 2003 al 2006 gli adulti di età compresa tra i 18 e i 39 anni crescono del
68%; gli adulti di 40-64 anni del 93%. La popolazione straniera, mediamente più
giovane di quella italiana, è in maggioranza di genere maschile (50,6% uomini,
49,4% donne) mentre, in virtù di una maggiore longevità delle donne, la
popolazione residente nel complesso è in maggioranza di genere femminile.
Risulta, comunque, che gli stranieri siano in aumento su tutto il territorio,
in particolar modo, nel Nord-ovest e nel Sud dal 77% e dell’81%. Nel 2006 l’incremento
di stranieri risulta elevato anche nel Nord-est e nel Centro (+71% e +68%),
mentre è comunque positivo ma più contenuto nelle Isole (+48%). La popolazione
straniera residente nel Nord, in conseguenza della maggiore presenza di
bambini, è mediamente più giovane: si oscilla da un’età media di 29,9 anni nel
Nord-est e di 30,3 anni nel Nord-ovest a età medie significativamente più
elevate sia nel Centro, 31,7 anni, sia nel Sud e nelle Isole, dove i valori
medi raggiungono, rispettivamente, 33,0 e 32,6 anni.
Ponti di primavera,
Coldiretti: torna la tradizione di fave e pecorino
(
ROMA – “E’ il ritorno delle fave con il pecorino che si classificano come gli
ingredienti più gettonati della scampagnata del primo maggio festeggiato non
solo con manifestazioni, incontri e concerti di piazza, ma anche in compagnia
di parenti e amici con picnic al mare e in campagna”. E’ quanto afferma
sottolineare che si tratta di un rito tradizionale che ha coinvolto molti dei
tre milioni di italiani che hanno deciso di trascorrere il superponte di
primavera nelle campagne, nei parchi o nelle pinete. Braciolate sul posto, ma
anche frittate, pasta al forno preparata in casa, pollo e verdure crude e cotte
sono i piatti preferiti del menu all’aria aperta, dove in molte regioni è
irrinunciabile l’abbinamento fava e pecorino che – sottolinea
prodotti della tradizione agroalimentare nazionale conosciuti entrambi fin dal
tempo degli antichi romani. “L’Italia – precisa
oltre 50 milioni di chili di fave fresche, mentre sono ben 5 i pecorini
nazionali che hanno ottenuto la protezione comunitaria come denominazioni di
origine (Romano, Sardo, Siciliano, Toscano e per ultimo di Filiano) con un boom
nelle esportazioni all’estero che nel gennaio 2007 hanno fatto registrare un
incremento record del 56 per cento nonostante il freno dell’euro forte.
Se la festa dei lavoratori per molti è l’occasione per
organizzare una scampagnata fai da te con la preparazione casalinga, o
direttamente sul posto, dei pasti, sono numerosi anche coloro che – continua
rinunciano a qualche comodità e colgono l’opportunità di gustare cibi
tradizionali rivolgendosi a uno dei 15mila agriturismi italiani, anche in
considerazione del rischio pioggia e maltempo. Molte di queste aziende agricole
– precisa
– si sono attrezzate con l’offerta di alloggio, di pasti completi, di colazioni
al sacco o hanno messo a disposizione spazi per picnic, tende, roulotte e
camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama questo tipo di
vacanza. L’Italia – conclude
Coldiretti
coprono il 10 per cento del territorio nazionale, ma anche su ben 150 strade
del vino e dei sapori che si articolano lungo tutta la penisola e 11
associazioni che raggruppano città note per produzioni agroalimentari (dal pane
all’olio, dal miele alla nocciola, dal castagno al tartufo)”.
Sicurezza stradale, Aci: i
tunnel italiani fra i peggiori d’Europa
(
ROMA – Mancano gli estintori, gli idranti, i dispositivi automatici di
sicurezza, i telefoni, i semafori, i piani di gestione delle emergenze. Le
gallerie italiane sono ancora bocciate per qualità e sicurezza dal programma
EuroTAP (European Tunnel Assessment Programme, progetto della Commissione
Europea con 11 Automobile Club tra cui l’ACI) che ha presentato, durante
della Sicurezza Stradale, i risultati dei test condotti nel 2007 in 51 tunnel
europei, 6 dei quali italiani. I risultati sono mediamente negativi: le ultime
due gallerie nella graduatoria europea sono la “Serra Rotonda” e la
“Paci II”, dislocate sulla A3 Salerno-Reggio Calabria all’altezza di
Lagonegro (PZ) e Scilla (RC). Quest’ultima presenta addirittura i collegamenti
di sicurezza tra le due carreggiate ostruite da un guard-rail, appositamente
installato per impedire la discarica di rifiuti negli spazi. Bocciata anche la
galleria “Colle Capretto” sulla E45 Orte-Ravenna, all’altezza di San
Gemini. Promossi, invece, il tunnel di “Colle Giardino” sulla SS4
Salaria nei pressi di Rieti e quelli di frontiera del Frejus e del Gran San
Bernardo, di più moderna concezione e meglio attrezzati. Dei 51 tunnel testati
in Europa, 18 sono stati valutati “molto buoni”, 11 “buoni” e 12 “sufficienti”.
Dieci i respinti: 3 giudicati “insoddisfacenti” e 7 “scarsi”. L’Aci ricorda che
in galleria è comunque sempre necessario rispettare i limiti di velocità,
mantenere un’ampia distanza di sicurezza, non invertire mai la direzione di
marcia e non viaggiare mai in retromarcia. In caso d’incendio, il consiglio è
quello di spegnere il fuoco solo se è allo stadio iniziale. A uno stadio più
avanzato è meglio lasciar intervenire il personale di soccorso, allontanarsi
dall’incendio al più presto e abbandonare la galleria attraverso le uscite
d’emergenza indicate. “Ricordate – sottolinea l’Automobil Club – fiamme e fumo
possono essere mortali. Mettete in salvo la vita, non la macchina!”.
Champions League, ora
Ancelotti pensa alla “vendetta”
(
MILANO – Carlo Ancelotti si gode la partita migliore di una sua squadra da
quando fa l’allenatore e punta dritto verso Atene spiegando che “sarà un’altra
storia rispetto alla finale del 2005”. La partita del suo Milan contro il Manchester
United nella semifinale di ritorno, il 2 maggio, è stata “quasi inaspettata”
per la perfezione raggiunta dai suoi giocatori sia in attacco che in difesa e
quindi il tecnico rossonero non può che essere fiducioso per la finale. “Il
primo tempo – spiega – è stato sicuramente il migliore da quando alleno. Ho
visto un calcio perfetto sia in attacco sia in difesa e credo sia il sogno di
ogni allenatore vedere la propria squadra giocare così. Non ci aspettavamo
fosse così facile, eravamo comunque convinti di fare una grande partita e così
è stato”. Secondo Ancelotti, la chiave del successo è stata “la pressione
portata dai centrocampisti e aver spostato Pirlo fuori dal raggio d’azione di
Scholes” e poi il gol di Kakà “ha trasformato l’atteggiamento della squadra che
ha fatto un grande pressing”.
Un’altra chiave di lettura riguarda invece “la capacità
unica al mondo del Milan di preparare questa partita: sono gare molto
particolari – prosegue Ancelotti -, bisogna abituarsi a giocarle e al Milan si
crea sempre il giusto ambiente”.
Adesso quella che a novembre Ancelotti aveva definito
un’utopia è diventata realtà e il 23 maggio ad Atene sarà ancora
Milan-Liverpool come due anni fa a Istanbul: “Sarà tutta un’altra storia –
spiega Ancelotti – non avremo nessuna pressione e non credo che il Liverpool
abbia un vantaggio psicologico nell’aver vinto nel 2005. Sono una squadra molto
ben organizzata in difesa e di certo non ci permetteranno di attaccare con lo
spazio che ci ha concesso stasera il Manchester”.
Il tecnico degli inglesi, Sir Alex Ferguson, accetta con
tutta la cavalleria del suo titolo un verdetto che, in effetti, ha poche
attenuanti: “La prestazione del Milan è stata fantastica – ammette il tecnico
del Manchester – e si sono dimostrati più preparati di noi a giocare partite
del genere. Hanno giocato molto bene fin dall’inizio grazie anche all’atmosfera
fantastica del Meazza e hanno poi semplicemente giocato meglio di noi”. L’unica
attenuante per Ferguson è la scarsa possibilità di ruotare i suoi giocatori a
causa di molti infortuni: “Venivamo da una settimana molto dura e hanno giocato
quasi sempre gli stessi – spiega Ferguson – e quindi il Milan era più fresco di
noi. Ma è vero che abbiamo preso gol facili che non dovevamo prendere e Kakà è
stato bravissimo ma è chiaro che ci sono responsabilità anche in chi lo ha
marcato”.
Senza dimenticare poi “l’esperienza che il Milan ha e che il
Manchester invece deve ancora acquisire giocando partite di questo livello. Per
questo loro sono in finale, mentre noi dobbiamo ancora crescere”.
Sci: Cortina e Val di Fiemme
candidate per organizzare i Mondiali del 2013
(
TRENTO – Sono dieci le candidature presentate alla Federazione internazionale
dello sci (Fis) per i Campionati del Mondo 2013. Per l’Italia vi sono quelle di
Cortina d’Ampezzo (sci alpino) e della Val di Fiemme (sci nordico). La località
dolomitica del Veneto è praticamente all’esordio forte dei successi ottenuti
nell’organizzazione di Coppa del Mondo. La valle trentina si candida per la sesta
volta dopo aver organizzato i Mondiali 1991 e 2003. Alla scadenza dei termini
Fis sono state presentate quattro domande per i Mondiali di sci alpino e cinque
per lo sci nordico. Nel primo caso con Cortina figurano anche Schladming
(Austria), St. Moritz (Svizzera) e Vail/Beaver Creek (Usa). Nel secondo
confronto
di Fiemme troverà Falun (Svezia), Lahti (Finlandia), Oberstdorf (Germania) e
Zakopane (Polonia). Vi sono poi le candidature di Voss (Norvegia) per il
freestyle, di Harrachov (Rep.Ceka) e di Vikersund (Norvegia) per il Mondiale
grandi Voli 2012. Nessuna candidatura è stata avanzata per i Mondiali di
snowboard ed i termini sono stati spostati dalla Fis al prossimo 28 maggio. La
scelta delle località sede dei Mondiali 2013 verrà fatta nel maggio 2008 dal
congresso Fis in programma a Città del Capo (Sud Africa) Complessivamente le
dodici candidature rappresentano il numero più alto sinora registrato
dall’introduzione della tassa di registro non-rimborsabile introdotta dal
Congresso di Christchurch (Nuova Zelanda) nel 1996 ed entrata in vigore con gli
organizzazione dei Campionati del Mondo 2003 Fis scelti a Praga (Repubblica
Ceka) nel maggio 1998.
Calcio, Palermo: Zamparini a
caccia di un allenatore che abbia “fame”
(
PALERMO – “Cambio d’allenatore tardivo? Con il senno di poi è facile dirlo ma
cambiare allenatore è doloroso. Nel giorno in cui abbiamo deciso di esonerare
Guidolin avevo chiamato Foschi per dirgli di non farlo ma poi abbiamo deciso di
cambiare. Abbiamo avuto episodi contrari: in Palermo-Parma per esempio Di
Michele ha sbagliato a porta vuota un gol che era più facile da segnare che
sbagliare”. Parole di Maurizio Zamparini, presidente del Palermo, intervenuto
in diretta ai microfoni di “RadioRadio”. “L’identikit del nuovo allenatore? Ho
disistima totale nella categoria… – scherza il patron del club rosanero –
Eriksson? Secondo me ha vinto troppo, vorrei un allenatore che ha ‘fame’. Ho
letto le voci su due ottimi allenatori che hanno entusiasmo. Sicuramente lo
sceglierei italiano”. Zamparini e le voci di calciomercato.”Barzagli al Bayern
Monaco? Così come ha detto Foschi, è una pagliacciata. Nessuno ci ha
contattato, sono invenzioni dei giornali come quando ho sentito che
prendere i due centrali del Manchester United. Secondo me è un depistaggio per
pagare meno Barzagli. Se faccio un contratto ad un giocatore non ha bisogno di
conferme, è un calcio malato. I procuratori ogni anno cercano conferme. Non
possiamo dare lo stipendio a Barzagli che gli darebbe un grande club.
Altrimenti resterà a Palermo con il contratto che ha. Sono felice che rimanga,
deve essere felice anche lui. In questo momento il mercato è difficile.
Limitare il tetto del numero dei giocatori? Per tutti i ‘paletti’ sono
contrario, sono liberale. Credo nel mercato ma deve essere regolato da
potenzialità economiche. Cavani in un grande club giocherebbe tra 5 anni.
L’Atalanta, con il suo vivaio, ora gli portano via i giocatori a 17 anni. E’ un
calcio da far west dove è difficile far calcio”. La chiusura è sulla stagione
della classe arbitrale. “C’è l’impossibilità da parte loro di fare autocritica.
Dopo il ‘terremoto’ di calciopoli, questa corporazione dovrebbe fare
autocritica, pulizia dentro, e ripartire con uomini nuovi. Collina è un uomo
nuovo, mai condizionato: le regole sono quelle dell’onestà comune naturalmente
anche per gli arbitri. E’ giusto far carriera ma che venga determinata dal
valore dell’arbitro e non dai favori che faceva a chi faceva camminare il
‘carrozzone’. Queste cose devono cambiare, vedo gli arbitri inglesi che non
sono migliori ma hanno tranquillità di arbitrare, vengono rispattati dai
giocatori. E’ tutto un mondo che deve cambiare. Domani (il 3 maggio, ndr) dopo
un anno i tifosi rosanero assisteranno ad un’amichevole con il Ragusa alle 15
al campo di allenamento del Palermo. Mai autorizzato il Palermo a giocare a
porte chiuse, c’è stato qualche allenatore o qualcuno che che ha preso delle
decisioni sbagliate. Proibire ai tifosi di venire a seguire un allenamento è sbagliato”.
Ue: la disoccupazione
nell’area euro scende al 7,2%
(
BRUXELLES – Diminuisce, a marzo, la disoccupazione nell’area euro. Secondo
Eurostat, nei 13 paesi dell’euro la disoccupazione a marzo 2007 era al 7,2%
contro il 7,3% di febbraio 2007 e l’ 8,2% del Marzo 2007. Nell’Europa allargata
ai 27, il tasso di non occupazione vale 7,3% a marzo, stabile rispetto a
febbraio, contro l’8,2% del marzo 2006. I Paesi con più lavoro sono Danimarca e
Olanda, dove la disoccupazione è al 3,4%, seguiti dall’Irlanda al 3,9%.
Fanalino di coda per Polonia (11,4%) e Slovacchia (10,8%). Venti Stati membri
registrano una diminuzione della disoccupazione nell’ultimo anno e solo quattro
un aumento, tra cui Romania e Ungheria. I migliori risultati in Slovenia, dove
si è passati dal 6,4% al 4,6% di disoccupati, in Polonia (dal 15% all’11,4%) e
Slovacchia (dal 14,2% al 10,8%). La disoccupazione maschile in un anno è
passata dal 7% al 6% nell’area euro, mentre per le donne si va dal 9,6% del
marzo 2006 all’8,7% di oggi. Maggiore la disoccupazione tra i giovani. A marzo
2007 il tasso di disoccupazione tra gli under 25 era del 16,1% nell’area euro,
1,2 punti percentuali in meno rispetto al 2006. In Polonia, Grecia e Romania
sono disoccupati un ragazzo su quattro sotto i 25 anni. In termini assoluti,
Eurostat stima che 17 milioni di uomini e donne nei 27 paesi Ue siano
disoccupati, dei quali 10,8 milioni nell’area euro. Nel marzo 2006 erano 19
milioni, di cui 12,1 nell’area euro. A marzo 2007 la disoccupazione negli Usa
era al 4,4% e in Giappone al 4%.
Biocombustibili:
chiede un parere ai cittadini
(
BRUXELLES – Biocombustibili ed energia rinnovabile.
lanciato una consultazione pubblica on line su questi temi all’indirizzo
internet http://ec.europa.eu/energy/res/consultation/biofuels_en.htm . Per i
cittadini dell’Unione europea c’è tempo fino al 4 giugno 2007 per far sentire
la propria voce. La consultazione segue l’adozione del Piano energetico europeo,
con cui
si é impegnata a produrre il 20% del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili
entro il 2020 e a consumare il 10% dei combustibili per il trasporto da
biocarburanti. Le proposte raccolte dalla consultazione saranno prese in esame
dalla commissione. Il commissario Piebalgs ha detto: “I biocarburanti giocano
un ruolo importante nel miglioramento della sicurezza e nella riduzione
dell’emissione di gas serra nei trasporti, offrendo allo stesso tempo nuove
fonti di reddito e lavoro per il settore dell’agricoltura, in Europa come nei
paesi in via di sviluppo”.
On line “Radio Web Europe”
per i giovani europei
(
ROMA – Entra a regime il portale web del progetto “Radio Web Europe”
all’indirizzo www.radiowebeurope.eu che intende coinvolgere i giovani e la
società civile europea nel dibattito sul futuro dell’Europa attraverso metodi e
strumenti innovativi. L’iniziative, che rientra tra i progetti paneuropei
approvati dalla Commissione europea nell’ambito del “Piano D per la democrazia,
il dialogo e il dibattito”, vede coinvolti in qualità di partner 8
organizzazioni di 7 Stati membri: Cenasca Cisl (Italia), centro Nazionale
Associazionismo Sociale Cooperazione Autogestione, ente promosso dalla Cisl che
opera con lo scopo di promuovere il lavoro, coordinatore del progetto; Cesfor-
Centro Studi Formazione Orientamento di Bolzano (Italia); Caba (Pt); Cece (Es);
Mprc (Lt); Projectoffice (At); Townfield Training (Uk) e Uhm (Mt).
L’originalità del sito web sta nell’utilizzo di prodotti multimediali, quali
video ironici, giochi, interviste, cartoni e spot, per suscitare interesse su
argomenti che sono generalmente percepiti come distanti, dando a tutti la
possibilità di esprimere la propria opinione e far sentire la propria voce su
argomenti riguardanti il futuro dell’Unione europea. Il portale web ospiterà
infatti contenuti multimediali che verranno prodotti nei prossimi mesi
direttamente dai giovani, i quali saranno dunque i veri protagonisti, poiché
avranno l’opportunità di produrre ed inserire i propri contributi audio/video.
L’obiettivo perseguito non è solo informare i giovani cittadini rispetto alle
attività dell’Unione europea, ma soprattutto attivare un reale processo di
ascolto da parte delle istituzioni europee nei confronti dei loro bisogni. Gran
parte dei contenuti audio e video presenti nel portale sono disponibili in
podcasting.
Web: entro il 2007 le donne
supereranno gli uomini
(
ROMA – Le donne superano gli uomini su Internet. Il sorpasso è imminente, avverrà
entro quest’anno, secondo una proiezione dell’European Interactive Advertising
Association. Nei prossimi mesi le donne europee, afferma la ricerca,
navigheranno su Web più degli uomini. La lunga “rincorsa” che porterà al
sorpasso è in effetti iniziata tre anni fa. In questo lasso di tempo, gli
uomini hanno aumentato il tempo di navigazione on line fino a raggiungere il
54%, le donne si sono attestate intorno al 63 per cento. Gli ambienti più
frequentati dalle donne sono i blog, i siti di acquisti on line e l’“instant
messaging”. Lo studio fornisce anche l’identikit delle donne che navigano su
internet. Sono in maggioranza ragazze tra i 16 e i 24 anni, ma sono in aumento
del 116% le giovani professioniste, e le mamme. Tra queste ultime ci sono in
particolare le donne italiane con figli piccoli, che utilizzano il web con una
frequenza superiore del 14% rispetto alla media femminile europea per fare
operazioni pratiche: risolvere in modo più rapido ed efficace i problemi della
vita quotidiana, fare shopping e sbrigare questioni bancarie, sfogliare siti di
viaggi e di news. Se aumentano la loro presenza su Web, in compenso le donne
diminuiscono la lettura di riviste e giornali. Cresce solo del 12% il tempo
passato a vedere
Omofobia: il Parlamento
europeo dice basta agli incitamenti all’odio
(
STRASBURGO – In risposta al proliferare di discorsi di incitamento all’odio nei
confronti della comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender in numerosi
paesi europei, il Parlamento ha adottato con 325 voti favorevoli, 124 contrari
e 150 astensioni una risoluzione comune – sostenuta da Pse, Alde/Adle,
Verdi/Ale E Gue/Ngl – che condanna “i commenti discriminatori formulati da
dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali”, in quanto “alimentano
l’odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo”. Chiede inoltre
“alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli”. Nota, infatti,
che le dichiarazioni e le azioni dei dirigenti politici e religiosi “hanno un
impatto considerevole sull’opinione pubblica” e che quindi “essi hanno
l’importante responsabilità di contribuire in modo positivo a un clima di
tolleranza e parità”.
I deputati, infatti, si sono detti preoccupati per alcuni
fatti in particolare. Prima fra tutte quella della Polonia, dove è stato
imposto il divieto allo svolgimento dei Gay Pride con l’omissione da parte
della polizia di fornire protezione adeguata nei confronti di manifestazioni
violente di gruppi omofobi e gli episodi di bullismo verificatisi nelle scuole.
A questo proposito è anche citato il caso del sedicenne italiano di nome
Matteo, abitante a Torino, che “si è suicidato lasciando dietro di sé due
lettere in cui adduce a motivo del suo gesto il bullismo di cui è stato vittima
a causa del suo orientamento sessuale”. Ma è anche sottolineato il proliferare
dei casi di bullismo omofobico nelle scuole secondarie del Regno Unito. Il
Parlamento europeo ha quindi chiesto alla Commissione di garantire che la
discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale in tutti i settori “sia
vietata” completando il pacchetto legislativo contro la discriminazione e a
promuovere azioni giudiziarie contro gli Stati membri in caso di violazione
degli obblighi previsti dall’Ue. In merito alle leggi che gli stati membri sono
stati più volte invitati a promulgare per il superamento delle discriminazioni
sofferte da coppie dello stesso sesso e, il Parlamento chiede alla Commissione
di presentare proposte “per garantire che il principio del riconoscimento
reciproco sia applicato anche in questo settore al fine di garantire la libera
circolazione di tutte le persone nell’Ue senza discriminazioni”. I deputati,
d’altra parte, chiedono la depenalizzazione mondiale dell’omosessualità e
indicono il 17 maggio di ogni anno quale Giornata internazionale contro
l’omofobia.
Ue: il 1° giugno incontro delle Camere di Commercio
sugli aiuti di Stato
(
BRUXELLES – Si svolgerà venerdì 1 giugno a Roma, nella sede di Unioncamere,
l’incontro di aggiornamento sugli aiuti di Stato per il Sistema camerale, in
cui verranno presentate le più recenti novità normative introdotte a livello
comunitario e con cui le Camere di Commercio italiane saranno portate a
confrontarsi. All’incontro prenderanno parte qualificati rappresentanti della Commissione
Europea, nonché il professor Carlo Eugenio Baldi. Lanciata dalla Commissione
Europea alla fine del 2005 è tuttora in corso, infatti, un’ampia riforma della
politica degli aiuti di Stato a livello comunitario. Tale politica, elemento
cardine per la regolazione della concorrenza dell’Unione Europea, risponde alla
necessità di garantire condizioni di parità per tutte le imprese operanti nel
mercato unico europeo e la sua riforma gioca un ruolo importante nel dare un
nuovo impulso alla cosiddetta Strategia di Lisbona, che intende puntare su
crescita ed occupazione per fare dell’Europa “l’economia basata sulla
conoscenza più competitiva e dinamica del mondo”.
si è prefissata l’obiettivo di presentare un pacchetto di riforme ampio e
coerente, basato su un approccio economico più preciso, su Aiuti di Stato meno
numerosi ma più mirati, su procedure più efficaci, su una maggiore
prevedibilità ed un’accresciuta trasparenza. In questo contesto, l’anno 2006 ha
registrato alcuni interventi del legislatore comunitario in settori di
rilevanza strategica per il Sistema italiano delle Camere di Commercio, quali
Agricoltura, Capitale di rischio, Ricerca, sviluppo ed innovazione, senza
contare il nuovo Regolamento sugli aiuti di importanza minore.
Genova: a Slow Fish
battezzato il “vino della legalità”
(
GENOVA – Arriva Centopassi, linea di vini fortemente voluta da Don Ciotti e
prodotta dalla Cooperativa Placido Rizzotto – Libera Terra, creata per gestire
le terre siciliane confiscate alla mafia, e distribuita in esclusiva da Coop.
Il “battesimo del bicchiere” a Slow Fish (4/7 maggio, a Genova), in una
degustazione guidata dal giornalista Gigi Piumatti, curatore della Guida Vini
d’Italia Slow Food-Gambero Rosso, con la partecipazione di Don Luigi Ciotti.
Una linea di vini che, in ogni suo elemento, dal nome all’etichetta, passando
per i vigneti e la cantina in cui nasce, testimonia l’impegno civile di chi lo
ha prodotto, facendosi portabandiera della legalità. Si tratta della prima
linea di vini prodotta interamente da beni confiscati ai clan mafiosi, dai
vigneti reimpiantati dopo anni di abbandono. La linea Centopassi fa il suo
esordio con due vini, più una serie limitata, voluta da Don Ciotti, per
celebrare il lavoro dei ragazzi dell’Istituto di Arti Grafiche Bodoni di
Torino, che hanno elaborato il progetto grafico (l’etichetta vincitrice è stata
scelta fra i loro lavori, con un concorso popolare tra i soci Coop) e hanno
individuato il nome Centopassi (il titolo del film di Marco Tullio Giordana,
sceneggiato dal giornalista Claudio Fava, che racconta la tragica storia di
Peppino Impastato).
I due vini sono intitolati a Placido Rizzotto (sindacalista
di Corleone ucciso dalla mafia): il bianco è un Catarratto in purezza; il rosso
è un blend paritario di Nero d’Avola e Syrah, e proprio quest’ultimo sarà
distribuito anche nella serie limitata con etichetta speciale. Nella nascita
della linea Centopassi è stato fondamentale anche l’aiuto tecnico fornito dagli
esperti di Slow Food, che hanno supervisionato l’intero processo produttivo,
dal lavoro nei vigneti fino all’imbottigliamento finale, insieme agli enologi
Salvatore Martinico e Giuseppe Caviola, e all’agronomo Federico Curtaz. Tutto
parte nel 1995 a Corleone quando Libera, l’associazione presieduta da Don Luigi
Ciotti, inizia una raccolta di firme per sollecitare l’approvazione di una
legge che preveda l’utilizzo sociale dei beni confiscati ai boss mafiosi.
L’iniziativa si estende a tutta l’Italia e le firme raccolte arrivano ad un
milione. Nel 1996 viene finalmente approvata
alcune centinaia di ettari di terreno confiscati alla criminalità organizzata
sono stati recuperati da uno stato di completo abbandono e assegnati a
cooperative sociali che li lavorano producendo pasta, vino, olio, passata di
pomodoro, farina, frutta, ortaggi e legumi.
Rizzotto – Libera Terra è stata costituita nel 2001 da un gruppo di giovani
siciliani e gestisce attualmente 42 ettari di vigneto (che arrivano anche ad
800 metri di altitudine) progressivamente reimpiantati e presto una moderna
cantina in fase di ultimazione. Un progetto che Don Ciotti ha esteso anche
nelle terre confiscate alle altre organizzazioni malavitose, che purtroppo
impediscono a molte aree del Sud Italia uno sviluppo ed una emancipazione. La
bontà di questo tipo di operazione è stata compresa benissimo anche dagli
stessi malavitosi che, è storia di questi giorni, hanno devastato la sede della
Cooperativa calabra Valle del Marro, situata nella piana di Gioia Tauro e
creata dall’associazione Libera di Don Ciotti nei terreni sequestrati alla
‘ndrangheta.
Cinema: a Trieste la prima
retrospettiva mondiale su Alida Valli
(
TRIESTE – Dal 3 all’8 maggio si tiene a Trieste “Alida Valli: una, nessuna,
centomila”, prima retrospettiva mondiale dedicata a una delle attrici italiane
(anche se era nata a Pola, in Istria), che meglio ha rappresentato il suo Paese
nel mondo. La manifestazione – oltre che a Trieste – farà tappa a Firenze, Pola
e Roma e presso alcuni istituti italiani di cultura, in Europa e negli Stati
Uniti. Quindi, nella città giuliana, la prima tappa di questo viaggio che
prevede la proiezione, presso il Cinema Ariston, di 15 pellicole: un ampio
excursus nella lunga carriera dell’artista, in un arco di tempo che dagli
esordi prosegue fino ai lavori più recenti. Si tratta dei film più
rappresentativi e meglio conservati tra quelli interpretati dall’attrice, da
“Mille lire al mese” (Italia, 1939) di Max Neufeld a “Piccolo Mondo
antico” (Italia, 1941) e “Eugenia Grandet” (Italia 1946) del
grande Mario Soldati, ai successi internazionali come “Il caso
Paradine” (Usa, 1947) di Alfred Hitchcock, “Il terzo uomo” (Gb,
Usa, 1949) di Carol Reed, a “I miracoli non si ripetono” (Francia,
Italia 1951) di Yves Allegret, fino al capolavoro “Senso” (Italia,
1954) di Luchino Visconti. Ma la rassegna non si limiterà a riproporre queste
preziose opere sul grande schermo, è stato infatti operato un delicato lavoro
di rigenerazione e ristampa di alcuni film che richiedevano un intervento di
restauro per poter essere proiettati (eseguito con il contributo
dell’assessorato alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia e di Telecom
– Progetto Italia). A Trieste saranno quindi presentate le nuove copie di
“La vita ricomincia” di Mario Mattoli (Italia, 1945) e “Noi
vivi-Addio Kira” (Italia, 1942) di Goffredo Alessandrini.
Già nel mese di gennaio al Trieste Film Festival, inoltre,
fu presentata come anteprima della rassegna la prima pellicola ristampata per
il progetto, che sarà riproposta al pubblico anche in questa occasione. Si
tratta de “Il grido” di Michelangelo Antonioni, un film del 1957 nel quale
Alida Valli gioca il ruolo della protagonista accanto a Steve Cochran. Il film
viene realizzato tre anni dopo “Senso” e quattro anni prima della grandissima
interpretazione dell’attrice ne “Une aussi longue absence” (L’inverno ti farà
tornare) di Henri Colpi (Francia, Italia 1961), Palma d’oro a Cannes e
ulteriore punta di diamante della rassegna triestina. Ad inaugurare la rassegna
a Trieste domani sarà presente, accanto ad Annamaria Mori (la scrittrice e
giornalista curatrice della rassegna in collaborazione con Alpe Adria Cinema di
Trieste e Laboratorio Immagine Donna di Firenze), il regista Giuseppe
Bertolucci, che insieme al fratello Bernardo aveva individuato in Alida Valli
una delle proprie “icone”, valorizzando l’attrice proprio sul finire della
carriera. Il prosieguo della rassegna prevede per i mesi estivi e per il
prossimo autunno la realizzazione di un video sull’attrice con momenti della
sua vita privata, a cominciare dall’infanzia in Istria, interviste, immagini
fuori scena, qualche momento della sua carriera teatrale e televisiva con i
materiali dell’Istituto Luce. Inoltre è prevista una mostra di foto di scena,
con ritratti e manifesti dei film e un incontro-convegno con registi ed attori
che hanno conosciuto l’attrice. Inoltre “
del Libro dell’Adriatico Orientale che si tiene da oggi a domenica a Trieste,
oggi dedicherà un omaggio all’attrice.
Turismo: a Reggio Emilia
aumentano arrivi e pernottamenti
(
REGGIO EMILIA – L’ufficio di statistica turistica della Provincia di Reggio
Emilia ha reso noti i dati sul rilevamento degli arrivi e delle presenze per
l’anno 2006 nel territorio provinciale. Gli arrivi di ospiti in alberghi,
affittacamere, campeggi, B&B e in tutte le altre strutture ricettive
assommano a 305.877 unità (265.336 dei quali negli alberghi). Le presenze
rilevate (cioè i pernottamenti) sono 969.292 (810.952 negli alberghi). I dati
relativi agli ospiti italiani sono, in totale, 233.769 arrivi e 749.777
presenze. Per gli stranieri rispettivamente 72.139 e 227.197. Secondo il
vicepresidente con delega al Turismo della Provincia di Reggio Emilia,
Pierluigi Saccardi, “il 2006 segna un netto progresso rispetto al 2005 sia
per gli arrivi, in aumento del 13%, sia per le presenze, cresciute del 17%: i
motivi di questa performance decisamente positiva sono diversi, dalla crescita
del settore extralberghiero – soprattutto di B&B e agriturismi –
all’apertura di nuovi alberghi, in particolare nel capoluogo, alcuni dei quali
lavorano veramente molto”. Per quello che riguarda il cosiddetto turismo
di affari ottimi i dati, oltre che per la città, per Campegine, Gattatico,
Bagnolo, Campagnola, Correggio, Fabbrico, Gualtieri, Luzzara, Montrecchio,
Reggiolo, Sant’Ilario e Scandiano. Bene anche la montagna con Castelnovo Monti
che, finalmente, dà segnali di ripresa dopo anni di stanca turistica. La buona
salute e la vivacità del settore era emersa anche in occasione della Conferenza
turistica provinciale, svoltasi in marzo, quando, per la prima volta, si è
anche cercato di quantificare il contributo del settore ricettivo al Pil
provinciale. Un 1,2 – 1,5 % che non è irrilevante, in un contesto che ha sempre
privilegiato altri settori.
Cinema: a New York con
“Peppone” trionfa la cucina reggiana
(
NEW YORK – Continua con successo la rassegna “Don Camillo and Peppone: An
Italian Epic” organizzata dalla casa Italiana Zerilli Marimo’ alla New York
University. Dopo l’apertura di venerdì 27 aprile, nelle serate successive hanno
trionfato anche i sapori della cucina reggiana. La proiezione del secondo film
“Il ritorno di Don Camillo”, infatti, è stata seguita dalla cena di gala al
ristorante ‘Colors’ di Lafayette Street a Manhattan a cui hanno preso parte
autorità, docenti universitari, tour operator, buyer, stampa specializzata. Il
menu a base dei prgiati piatti reggiami è stato preparato dagli chef della Cir
Massimo Iori e Fatima. Con la baronessa Mariuccia Zerilli Marimo’, fondatrice
dell’organizzazione, anche il console generale d’Italia, Antonio Bandini e la
moglie Consuelo, Augusto Marchini dell’Ice, il professore di Cinema italiano
alla NYU Antonio Monda, e le autorità emiliane. Il direttore della Casa
Italiana, professore Stefano Albertini, ha moderato la presentazione del libro
“Amicinemici” che ha visto la partecipazione degli autori Ezio Aldoni e Andrea
Setti. Le domande di Albertini hanno permesso alla platea di conoscere
retroscena gustosi sulle riprese dei film nel contesto di un’epoca storica che
vedeva sullo sfondo la guerra fredda e le feroci polemiche che inizialmente
investirono il film. Nel corso della cena il presidente della Pro loco Gabriele
Carpi ha consegnato una targa alla baronessa Zerilli Marimo’ e al professore
Stefano Albertini, ringraziandoli per l’opportunità concessa a Brescello.
Domani la rassegna si conclude con la proiezione de “Il compagno Don Camillo”.
Il Veneto alla Fiera di arte
contemporanea di Pechino
(
VENEZIA –
del Veneto e Fuoribiennale, associazione culturale vicentina che ha da poco
vinto il Premio Longhi per l’innovazione, partecipano alla China International
Gallery Exposition, la più importante fiera d’arte contemporanea dell’Asia, che
si tiene a Pechino, da oggi al 7 maggio, insieme alle più prestigiose gallerie
d’arte asiatiche e i maggiori musei internazionali. Fuoribiennale, unica
presenza italiana a Pechino, è stata selezionata per la sua capacità di
innovazione territoriale e di mettere in relazione i vari ambiti della
contemporaneità. Con il sostegno della Regione Veneto, parteciperà alla sezione
“Subliminals” insieme a straordinarie realtà internazionali come
o Ars Electronica di Linz. Il progetto installativo presentato dal Veneto è
opera di Nico Vascellari (nato a Vittorio Veneto nel 1976), artista che sarà
presente con una personale anche alla 52.ma Biennale d’Arte di Venezia che si
aprirà il 10 giugno. L’istallazione, realizzata in collaborazione con
di Roma, è “Untitled Song”, un video in un unico piano-sequenza in cui una
batteria rotola rovinosamente per un ripido bosco. Per girarlo l’artista ha
fissato con nastro adesivo una piccola telecamera Sony alla mano destra e ha
inseguito a lungo i pezzi dello strumento musicale che ha lasciato rotolare
giù. L´installazione di Vascellari si snoda lungo un percorso trasversale
tipico della poetica dell’artista, che interseca forme espressive differenti
quali il video, la fotografia, la performance, la moda, il design, la musica.
Torino si conferma capitale
dell’aerospaziale italiano
(
TORINO – Due eventi confermano Torino quale capitale del settore aerospaziale
italiano. Mentre la città si prepara ad accogliere nell’autunno 2008 un evento
internazionale dedicato al settore, si chiudono oggi, su
www.aerospace.to.camcom.it, le candidature per accedere a Torino Piemonte
Aerospace: progetto triennale di supporto e accompagnamento sui mercati esteri,
rivolto alla filiera aeronautica, spazio e difesa del Piemonte. Il capoluogo
piemontese si prepara quindi ad accogliere la prima convention internazionale
dedicata all’industria aeronautica, spazio e difesa in Italia: il 19 e 20 marzo
2008 il capoluogo subalpino ospiterà infatti Torino Aerospace Meetings: un
programma di conferenze, seminari tecnici, workshop, ma soprattutto di incontri
d’affari tra fornitori e committenti di tutto il mondo. Un’iniziativa promossa
dalla Camera di Commercio di Torino, organizzata da Bci – Business Conventions
International in collaborazione con Centro Estero per l’Internazionalizzazione.
Centodieci i fornitori previsti e 70 i potenziali committenti, provenienti da
Italia, Europa, Canada, da altri Paesi a vocazione aeronautica come Russia,
Stati Uniti, Estremo Oriente e India. Tanti i bacini aerospaziali che hanno
chiesto di partecipare: Napoli, Roma e Varese per l’Italia, Midlands, Aquitaine
e Quebec per l’estero. Inoltre, lo scorso novembre è stato formalizzato un
accordo aerospaziale Torino-Parigi-Stoccarda-Alava, un asse che sarà
protagonista di Torino Aerospace Meetings in termini di coinvolgimento di
imprese internazionali.
L’evento viene ospitato non a caso in una città dove
l’industria aerospaziale vanta una illustre tradizione e patrimoni tecnologici
e di conoscenze enormi. A Torino si è stabilita l´industria aeronautica e ha
visto le prime conquiste e riconoscimenti nazionali e internazionali, ma più in
generale l’intero Piemonte è culla dell´aeronautica italiana ed ha partecipato,
grazie al contributo di Professori Emeriti del Politecnico di Torino – come
Carlo Ferrari e Giuseppe Gabrielli – allo straordinario sviluppo delle Scienze
e delle Tecnologie aeronautiche e spaziali: sia nella difesa aerea, che nel
trasporto dei passeggeri che nella conquista e utilizzo dello spazio. Il
Piemonte sta lavorando intensamente per il futuro dell’industria aerospaziale
contribuendo allo sviluppo di progetti innovativi e Torino Aerospace Meetings sarà
l’occasione per avviare nuove relazioni commerciali con i più importanti player
internazionali dell’aerospaziale, settore caratterizzato da meccanismi di
filiera complessi e da una forte resistenza alla variazione della supply chain.
L’appuntamento non trascurerà il tema della ricerca e dell’innovazione
tecnologica: università, politecnici e centri di ricerca nazionali e
internazionali animeranno un piccolo villaggio dedicato allo scambio di
esperienze, ad approfondimenti tematici, a presentazioni tecniche, a conferenze
e sessioni di incontro. Il 2008 inoltre sarà l’anno di Torino capitale del
Design, quindi non mancherà un momento di riflessione su interior design e
allestimenti interni dei velivoli. In questo settore il Piemonte conta imprese
eccellenti, sulle quali i costruttori nazionali e internazionali hanno già
concentrato la propria attenzione, che durante la conferenza presenteranno le
proprie idee per affrontare le sfide internazionali.
Grana Padano: a Mantova un
corso per scoprirne i segreti
(
MANTOVA – Grande successo per il corso che, a Mantova, insegna l’arte per
“realizzare” forme di Grana Padano e Parmigiano Reggiano.
L’iniziativa, promossa da Ersaf (Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e
alle Foreste), è giunta quest’anno alla 64esima edizione ed è rivolta
prevalentemente a chi già opera nel settore, ma anche a coloro che vogliono
apprendere le tecniche di lavorazione attraverso solide basi teoriche e
pratiche. “Il Grana Padano – ricorda Viviana Beccalossi, vicepresidente e
assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia – è il formaggio a
Denominazione d’origine protetta più importante del mondo. A testimoniarlo è il
record assoluto di esportazioni (+9,2%) ottenuto nel 2006. La valorizzazione
del Grana Padano è al centro della nostra attenzione e iniziative come questa
sono l’esempio concreto di come l’azione regionale sia complessiva e
puntuale”. Il corso è iniziato il 2 maggio e terminerà l’8 giugno 2007, si
svolge presso la sede ERSAF di Mantova, articolandosi in 112 ore formative. Chi
avrà frequentato almeno l’80% del monte ore, accederà ad un esame per il
conseguimento dell’attestato. Numerosissime le domande di iscrizione
provenienti da tutta Italia e dall’estero, al punto che gli organizzatori sono
stati costretti a stilare già una “lista d’attesa” per il 2008.
“La necessità di mantenere un numero chiuso, che non superi i 16
partecipanti a sessione – ricorda il presidente dell’Ersaf, Francesco Mapelli –
è condizione fondamentale per garantire ai partecipanti di essere seguiti da
vicino e di poter svolgere adeguate prove pratiche di trasformazione e di
laboratorio”.
Il corso prevede attività di caseificio e didattiche, oltre
che esercitazioni presso i laboratori del centro. In programma anche
approfondimenti teorici con docenti specialisti in zootecnia, chimica e
microbiologia del latte, tecnologia casearia, prelevamento dei campioni,
analisi dei punti critici di controllo, igiene e sicurezza in caseificio.
“Regione Lombardia e Consorzio Grana Padano – aggiunge Viviana Beccalossi
– vogliono crescere insieme e guardano a nuovi mercati. In tal senso
contribuiremo attivamente all’ambizioso progetto di promozione nel grande
mercato cinese. Per questo saremo al Sial di Shanghai, una delle più importanti
rassegne del mercato mondiale agroalimentare, dal 10 al 12 maggio, con uno
spazio tutto dedicato al Grana Padano. Il traguardo finale di questo percorso è
quello di essere protagonisti alle Olimpiadi di Pechino 2008”. Per quanto
riguarda i “numeri”, Grana Padano si conferma uno dei marchi di maggior
successo nel mondo: nel 2006 sono state prodotte 4.356.881 forme, delle quali
1.094.000 esportate all’estero. Esportazioni che sono cresciute del 9,2%
rispetto all’anno precedente e che vedono Germania (180.475 forme), Stati Uniti
(113.422), Svizzera (99.931), Francia (82.193) e Regno Unito (78.258) tra i
Paesi maggiormente attratti da questo prodotto. Il Grana Padano viene
realizzato prevalentemente in Lombardia (70% del totale complessivo) ed in
particolare nelle province di Mantova (31 caseifici, 26,78% dell’intera
produzione nazionale), Brescia (31 caseifici, 22,12% della produzione) e
Cremona (11 caseifici, 16,07% della produzione). Realtà interessanti sono
presenti anche nelle zone di Lodi (5 caseifici, 2,05% della produzione),
Bergamo (4 caseifici, 1,17% della produzione) e Pavia (4 caseifici, 1,07% della
produzione). Altri caseifici hanno sede in Emilia Romagna (11,65% della
produzione), Veneto (14,32%), Trentino (3,20%) e Piemonte (1,58%).
In rete il catalogo di vini
e prodotti tipici della Romagna
(
RAVENNA – Il progetto europeo Wineplan, con la fine del mese di aprile, sta
concludendo le sue attività, numerose, variegate e molto utili allo sviluppo
del territorio collinare vitivinicolo romagnolo ed a rafforzare il suo “appeal”
come destinazione di flussi turistici della nuova domanda motivata, “golosa” ed
intelligente. Una delle ultime azioni, rientranti nello “Studio ed esperienze
pilota di commercializzazione locale interna ed esterna”, è quelle di realizzare
un catalogo on-line di “Vini e prodotti tipici della terra di Romagna”,
selezionato e predisposto dalle Strade dei Vini e dei Sapori dei colli di
Faenza e di Forlì-Cesena. Il catalogo si può trovare ora su Internet cliccando
sull’apposito banner (Consulta il catalogo dei vini e dei prodotti tipici della
terra di Romagna) presente sulle home-page dei siti delle due Strade
(www.stradadelsangiovese.it; www.stradavinisaporifc.it), oppure anche
direttamente all’indirizzo www.catalogo.stradadelsangiovese.it. Le aziende
censite sono oltre 40, situate nei territori pedemontani della Romagna
centrale, il faentino ed il forlivese-cesenate: i prodotti presentati,
corredati ognuno con le specifiche caratteristiche, foto e prezzo al pubblico,
risultano alfine ben 122: 62 etichette di vini, 16 di miele e confetture delle
tradizioni, 13 di varie tipi di formaggio, 1 di olio extravergine, 30 di
tipologie varie del prodotto tipico (saba, savor, scalogno, zafferano, crema di
marroni, dolci al cioccolato, biscotteria, ecc.).
Il navigatore può scegliere di accedere direttamente al
prodotto prescelto e quindi valutare le diverse tipologie di offerta, con il
relativo prezzo; oppure partire dal singolo produttore ed oltre al ventaglio
dei tre prodotti proposti, avere così anche una descrizione delle
caratteristiche dell’azienda e la ulteriore possibilità di visitarne il sito;
nonché, alfine, di avere segnalati i recapiti dell’impresa produttrice per
prendere eventuali accordi per gli acquisti. Questo impostato dal progetto Wineplan
è solo un primo catalogo promozionale dei vini e dei prodotti dei territori di
Faenza e di Forlì-Cesena; una vetrina on line diffusa e generalizzata di
prodotti tipici del territorio, che servirà da test per il lavoro da
perfezionare e proseguire con le Strade di Imola e di Rimini nel
processo-percorso di Romagna Terra del Sangiovese: distillare una presenza
selettiva e distinta delle eccellenze dei prodotti e dell’offerta
dell’enoturismo di Romagna.
Cooperazione, Toscana:
aperto a Sarajevo il Museo d’arte contemporanea
(
FIRENZE – Un museo d’arte contemporanea a Sarajevo, la città martire dei
Balcani, distrutta dalla guerra ma anche simbolo della volontà di ricostruzione
e della convivenza pacifica di etnie diverse. Il museo, il cui progetto porta
la firma di un architetto di fama mondiale come Renzo Piano, dal 27 aprile ha
preso ufficialmente vita. In attesa della costruzione della struttura firmata
dal grande architetto, per la quale è stato già localizzato il terreno, la sede
temporanea del museo, presso il centro di Skenderija a Sarajevo, è stata
inaugurata durante una cerimonia carica di significato alla quale hanno
partecipato l’assessore Massimo Toschi per
il viceministro Patrizia Sentinelli per il governo, l’assessore Luana Zanella
del Comune di Venezia, le autorità bosniache, il presidente della Fondazione
Ars Aevi, il direttore del centro Skenderija e rappresentanti dell’Unesco. “Si
tratta di una tappa importante – ha sottolineato l’assessore Massimo Toschi – non
solo perché la collezione di opere d’arte, di cui il museo già dispone, sarà
visibile in spazi ampi e luminosi, su una estensione di 1500 metri quadri, ma
per il valore di questa iniziativa. L’idea della creazione di un Centro
interculturale e Museo d’arte contemporanea mondiale a Sarajevo nacque infatti
grazie ad un gruppo di intellettuali bosniaci, proprio durante il primo assedio
di Sarajevo”.
“Era ed è – continua Toschi – un progetto per la pace, che
nasce in una città dove per secoli le differenze fra l’Oriente e l’Occidente si
sono incontrate, rispettate e amate. Oggi, dopo un lungo e tenace lavoro, al
quale
Toscana
fortemente voluto dal presidente Claudio Martini, insieme ad altre istituzioni nazionali
e internazionali (quali ad esempio i Comuni di Venezia, Roma, Firenze e Milano)
questa idea si traduce in uno spazio visitabile, mentre si riafferma la volontà
di collaborare per la costruzione e l’ultimazione dell’opera, con importanti
stanziamenti che saranno messi a disposizione, tra gli altri, dal ministero
degli Esteri italiano. Vi sono inoltre contatti con grandi gruppi bancari come
Intesa Sanpaolo”. Oltre all’impegno per il museo di arte contemporanea
l’assessore Toschi ha inoltre ribadito l’impegno della Toscana per la
cooperazione in Bosnia. Impegno che ha permesso nel corso degli anni numerosi
interventi, fra i quali il recupero e la valorizzazione di una delle piazze
centrali di Sarajevo, la piazza At Mejdan, a fini turistici e culturali. Toschi
ha inoltre colto l’occasione per fare il punto, durante un colloquio con il
viceministro Patrizia Sentinelli, su tutta l’attività di cooperazione della
Regione Toscana.
Campania: Napoli si gemella
con la cinese Zhengzhou
(
NAPOLI – Napoli e Zhengzhou (Cina) hanno da oggi rapporti ufficiali di amicizia
e cooperazione: è stato firmato stamani nella capitale della Regione di Henan,
il protocollo d’intesa per stabilire un gemellaggio tra le due città. Lo hanno
siglato Nicola Oddati, Assessore allo sviluppo del Comune di Napoli e Li Liu
Shen, Vice Sindaco della città cinese, stabilendo accordi soprattutto nei campi
del commercio, delle scienze e tecnologia, della cultura e del turismo. La
firma del protocollo d’intesa era l’obiettivo della delegazione, inviata in
Cina dal Comune di Napoli, guidata da Oddati e composta dal consigliere
comunale Claudio Renzullo di An, dal Presidente dell’Acen Ambrogio Prezioso,
dal Presidente del Polo High Tech Norberto Salza, dall’Amministratore delegato della
Società di Bioscienze Arterra Maria Gabriella Colucci e dalle docenti della
Facoltà Orientale Maurizia Sacchetti e Patrizia Carioti. Nel documento sono
state tracciate le linee guida che ispireranno da subito le collaborazioni tra
le due città, che reciprocamente si supporteranno negli scambi d’impresa e
nella promozione di eventi soprattutto in campo culturale. “Attraverso questo
protocollo- ha dichiarato l’assessore Oddati – intendiamo sviluppare la
conoscenza reciproca dei nostri popoli, delle nostre tradizioni storiche, ma
anche della nostra cultura e capacità di sviluppo. Il Vice Sindaco Li
–sottolinea Oddati- ci ha inoltre garantito il pieno sostegno alla candidatura
di Napoli a sede del Forum internazionale delle Culture, impegnandosi
personalmente ad organizzare una delegazione da inviare nella nostra città”.
Anche il consigliere di An Claudio Renzullo ha espresso soddisfazione per i
risultati ottenuti nella missione in Cina. Nel corso della giornata, la
delegazione napoletana è stata ospite d’onore della prestigiosa fiera Expo
China Central, l’importante evento espositivo organizzato dalla città di
Zhengzhou, che nei primi giorni ha già visto la presenza di circa un milione di
visitatori.
Imprese: Bologna stanzia
contributi per l’internazionalizzazione
(
BOLOGNA – Cercare nuovi clienti all’estero da oggi costa un po’ meno per le
imprese bolognesi. E’ infatti stato attivato un nuovo sostegno da parte della
Camera di Commercio di Bologna per affiancare le aziende interessate all’espansione
internazionale. Si tratta di fondi che vengono messi a disposizione da piazza
della Mercanzia a fondo perduto e sono destinati a coprire una serie di
esigenze che oggi sono sempre più pressanti. “L’obiettivo che ci siamo dati –
ha commentato in proposito Gian Carlo Sangalli, presidente della Camera di
Commercio – è stato quello di individuare le spese che l’internazionalizzazione
comporta per una piccola e media impresa. Fatta questa analisi abbiamo creato
una nuova linea di contributi che includesse concretamente tutti i costi più
frequenti e impegnativi”. La gamma delle spese ammissibili al finanziamento è
ampia ed innovativa. Come fare per ottenere questi contributi? E’ sufficiente
presentare domanda alla Camera di Commercio entro il 31 maggio 2007. Tutte le
informazioni sono disponibili su www.bo.camcom.it
A Bologna in vetrina la
“Research to Business” italiana
(
BOLOGNA – Le novità e i risultati del lavoro di 153 centri di ricerca, di 21
università e politecnici italiani, di 10 università internazionali, di 14
incubatori e parchi tecnologici, di un centinaio imprese con forte propensione
per la ricerca (tra cui oltre 40 nuove imprese formate da ricercatori) sono i
protagonisti di “R2b”, il Salone internazionale dedicato alla ricerca
industriale, nato tre anni fa per iniziativa di Bolognafiere e Regione
Emilia-Romagna per favorire l’incontro tra i più qualificati centri di ricerca
italiani e internazionali e le imprese. La manifestazione, a Bologna il 3 e 4
maggio – realizzata anche per questa edizione dalla collaborazione di
Bolognafiere, Regione Emilia-Romagna e Aster, ministero per il Commercio
internazionale, Ice e con la partecipazione dei ministeri per lo Sviluppo
economico e per l’Università e la ricerca, con il patrocinio della Commissione
europea -, è stata inaugurata dal presidente di Bolognafiere, Luca Cordero di
Montezemolo, dal ministro dello Sviluppo economico Pierluigi Bersani e dal
direttore generale dell’Ice Massimo Mamberti. La manifestazione – che presenta
12mila metri quadrati di idee, nuove soluzioni tecnologiche, prototipi e
servizi per l’innovazione e la ricerca industriale – raddoppia gli spazi
rispetto all’anno scorso e presenta oltre 350 innovazioni tecnologiche per applicazioni
industriali con 320 espositori. “R2b ospita alcuni delle aree più interessanti
della nuova industria specializzata made in Italy – ha sottolineato l’assessore
regionale alle Attività produttive Duccio Campagnoli, presente
all’inaugurazione -. Crediamo che con questa manifestazione si stia vincendo la
scommessa di fare di Bologna e dell’Emilia-Romagna il luogo di incontro,
nazionale e non solo, tra ricerca e impresa. Qui si raccolgono i risultati
delle reti, che stanno crescendo per la ricerca industriale. A questo obiettivo
la nostra Regione ha dedicato un forte impegno, quindi ci fa molto piacere che
R2b sia anche luogo d’appuntamento tra le migliori esperienze italiane,
europee, ma anche di Stati Uniti, India e Cina”.
Sei le aree tematiche presentate dalla fiera: Alta
Tecnologia Meccanica; Biotecnologie, in campo medico, nell’agroindustria, nei
processi industriali; Energie e Ambiente; Nuovi Materiali e Nanotecnologie; Ict
(information and communication technologies). Era presente per la prima volta a
R2b anche l’Associazione italiana dei dottori della ricerca (Adi), cioè i
giovani ricercatori italiani, dove i ricercatori hanno presentato le proprie
competenze e le proprie idee. Tante le novità in mostra: dalla nuova
multi-compressa che consente di somministrare con un’unica pillola farmaci
diversi rilasciati nell’organismo ad intervalli prestabiliti ai computer che
prevedono in anticipo la rottura di tubazioni degli acquedotti; dall’insulina
in polvere per dire addio alle iniezioni ai robot scuola per giovani chirurghi;
dalle soluzioni tecniche sostenibili per la lotta biologica in agricoltura e
nel verde urbano ai nuovi simulatori per il supporto alla progettazione di
autoveicoli; dai software per misurare il dolore dal pianto dei neonati ai
nuovi sistemi di autenticazione per garantire l’autenticità dei prodotti
tipici. A R2b saranno presenti tutti i grandi enti di ricerca italiani Cnr,
Enea e Infm; i ministeri per lo sviluppo economico e quello dell’università e
della ricerca; l’Ipi (l’Istituto per la promozione industriale, agenzia
governativa a supporto del ministero); l’Epo (ufficio brevetti europeo); i
laboratori industriali e i centri per l’innovazione della Rete Alta tecnologia
dell’Emilia-Romagna; le strutture per ricerca e trasferimento tecnologico delle
principali università italiane, tra cui Bologna, Modena e Reggio, Ferrara,
Parma, Piacenza, Milano, Roma, Brescia, Siena, Verona e Genova, i Politecnici
di Milano e Torino. Numerosa anche la presenza di centri di ricerca
internazionali come i prestigiosi centri tedeschi Fraunhofer Hans-Jorg
Bullinger e le università della regione Assia e Max Plance, il polo di ricerca
francese Minateci, l’istituto danese Mads Clausen, il presidente di Fraunhofer
Hans-Jorg Bullinger, ma anche realtà istituzionali e della ricerca come gli
istituti danese Mads Clausen, l’università finlandese di Lappeenranta e quella
Belga di Leuven, il Trinity College irlandese,
di Gerusalemme, e dall’India l’Anna University di Chennai. Inoltre gli Usa
hanno presentato con il console generale in Italia Nora Demsey l’iniziativa
“Partnership for Growth promossa dall’ambasciatore Usa in Italia per la
collaborazione con giovani ricercatori italiani.
Sempre dagli Usa ha partecipato a R2b il prestigioso centro
di ricerca in campo medico e di biotecnologie Nih. R2b propone inoltre diverse
iniziative speciali dedicate agli espositori e occasioni concrete di business,
il tutto grazie all’area espositiva, ai congressi, ai worshop e ai progetti
speciali di incontro tra domanda e offerta di ricerca. Il programma ha visto
convegni (con il patrocinio della Commissione europea) sulle nuove tecnologie
energetiche, sulla meccanica avanzata, sulle applicazioni Ict innovative per le
imprese e sulle tecnologie convergenti per la medicina rigenerativa. Tra i temi
centrali, anche il confronto tra modelli ed esperienze di innovazione
internazionali, la finanza per la ricerca e l’imprenditoria innovativa
femminile. Il convegno di apertura è stato dedicato al tema della costruzione
delle Reti di trasferimento tecnologico e al confronto con le esperienze
internazionali. La prima sessione del convegno “Paese e territori per la
ricerca” vedrà la partecipazione – accanto al presidente Montezemolo e al
ministro Bersani – del delegato del presidente della Regione Lombardia
Formigoni per l’alta formazione Adriano De Maio, dell’assessore piemontese per
la ricerca Andrea Bairati e del vice presidente per la ricerca e l’innovazione
di Confindustria Pasquale Pistorio. L’incontro è stata l’occasione per fare il
punto sull’impegno – che tra l’altro vede un accordo tra le Regioni
Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia – per produrre reti territoriali per la
ricerca industriale. A seguire la seconda sessione sarà dedicata alla
presentazione delle linee guida del settimo programma quadro per la ricerca e
lo sviluppo tecnologico da parte del presidente dell’Agenzia per la promozione
della ricerca europea Ezio Andreta, e di esperienze internazionali con gli
interventi della console generale degli Stati Uniti Nora Demsey, del presidente
di Fraunhofer Hans-Jorg Bullinger e dell’amministratore delegato del polo
tecnologico francese di Minalogic Nicolas Leterrier. Tra gli incontri di R2b da
segnalare anche il convegno di Cna Emilia-Romagna nel quale sono stati consegnati
i premi “Best Practice Awards” alle aziende artigiane emiliano-romagnole
selezionate tra le più innovative e l’incontro tutto al femminile dedicato alle
donne imprenditrici che hanno realizzato progetti innovativi.
Cgie: convocata l’assemblea
plenaria dall’8 al 10 maggio
(
ROMA – E’ stata convocata nei giorni 8-10 maggio in seduta ordinaria
l’assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero.
L’assemblea si svolgerà come di consueto a Roma, presso il ministero degli
Affari Esteri, nella Sala delle Conferenze internazionali. L’ordine del giorno
prevede per martedì 8 la relazione sulle attività del governo, la relazione del
Comitato di presidenza, con intervento del segretario generale, l’intervento dei
rappresentanti del Parlamento, la relazione dei presidenti di Commissione e a
chiudere il dibattito. Mercoledì mattina di discuterà di riforma del Cgie, con
la presentazione di documento di sintesi degli incontri svolti nelle comunità,
e quindi il dibattito e il voto. Nel pomeriggio invece spazio alla finestra
Stato-Regioni, con presentazione delle quattro tematiche dei seminari: a)
Riforma dello Stato; b) Internazionalizzazione; c) Lingua, cultura e formazione
professionale; d) Ambito sociale e tutela dei diritti. Poi la discussione
verterà sul regolamento, con la presentazione di integrazioni e modifiche a
quello attuale. Giovedì infine la sessione mattutina vedrà la presentazione del
documento di sintesi degli incontri svolti presso le collettività, quindi
dibattito e voto. Nel pomeriggio di discuterà della sentenza del Tar del Lazio,
dell’elezione delle cariche vacanti, quindi si terrà il question time e la
discussione di ordini del giorno e mozioni.
Farnesina: il viceministro
Danieli riceve delegazione brasiliana
(
ROMA – Il 2 maggio il viceministro agli Affari Esteri, senatore Franco Danieli,
ha ricevuto presso
Farnesina
Janeiro in visita in Italia dal 1 all’8 maggio. La delegazione era composta dal
deputato Adrovando Garani, dal presidente dell’Ospedale Italiano di Rio de
Janeiro, dal sindaco della città di Agra dos Reis, dal vicesindaco della città
di Petropolis, dall’assessore al Lavoro e allo Sviluppo del Comune Barra do
Pirai (gemellata con Paola), dal rappresentante del municipio di Nova Friburgo
e dal Presidente Unimed, cooperativa di professionisti e servizi preposta alla
stipula di polizze sulla salute. Durante l’incontro sono state illustrate al
viceministro le tappe più significative della visita della delegazione nelle
città italiane con cui sono attivi rapporti di collaborazione, tra queste, la
città di Paola, dove la delegazione si recherà domani per partecipare alle
celebrazione per i 500 anni della morte di San Francesco di Paola. Il
viceministro Danieli, che il 17 maggio si recherà in Brasile, ha in programma
la visita ad alcune delle città oggi rappresentate, dove la comunità italiana è
molto numerosa. Nel corso dell’incontro Danieli ha auspicato che dal viaggio
della delegazione brasiliana segua un intensificarsi degli scambi economici e
culturali con le città italiane visitate.
Pensioni all’estero: Danieli
incontra il direttore generale dell’Inps
(
ROMA – Il viceministro degli Esteri con delega per gli Italiani nel mondo,
senatore Franco Danieli, ha incontrato il 3 maggio il direttore generale
dell’Inps Vittorio Crecco, con il quale ha chiarito alcuni aspetti critici del
nuovo sistema di pagamento delle pensioni all’estero. Nel corso dell’incontro,
si apprende dalla Farnesina “innanzi tutto è stato evidenziato che la
diffusione tardiva delle informazioni relative alle nuove procedure – elemento
che ha certamente influito in maniera negativa sulla valutazione
dell’operazione da parte dei beneficiari – è stata determinata dalla pendenza ,
fino al 27 aprile scorso, del ricorso al Tar da parte di uno degli istituti
concorrenti e dal contemporaneo rifiuto a concedere proroghe da parte delle
banche che finora hanno assicurato la riscossione delle pensioni”. Si è quindi
reso necessario avviare il nuovo sistema in tempi estremamente ristretti. Il
viceministro ha voluto evidenziare che di tali aspetti la rete consolare e i
patronati sono stati messi al corrente soltanto in queste ultime settimane e,
di conseguenza, la corretta e capillare diffusione dell’informazione ai
beneficiari ha assunto carattere di urgenza. Per il futuro si è pertanto
concordata una più stretta collaborazione, attraverso la creazione di un tavolo
tecnico Mae–Inps nel cui ambito discutere le criticità e le possibili soluzioni
ai vari problemi connessi al pagamento delle pensioni all’estero. Il nuovo
sistema – è stato convenuto – consente effettivamente di gestire con criteri
manageriali molto più efficaci il miliardo e 300 mila euro di pensioni pagate
annualmente dall’Inps in 134 Stati. L’attuale sistema consentirà infatti un più
efficace controllo sull’esistenza in vita dei beneficiari ed una maggior
trasparenza nel sistema dei pagamenti. Nessun costo, ha tenuto infine a
sottolineare il Dg dell’Inps, deve essere sostenuto dal beneficiario né a
titolo di commissione per il pagamento in Euro piuttosto che in valuta, né per
la riscossione di assegni. E’ inoltre prevista, elemento questo certamente
innovativo, l’assistenza diretta al pensionato da parte della banca entro 24
ore dalla richiesta. Il viceministro Danieli ha considerato “particolarmente
produttivo” l’incontro odierno, che ha consentito di concordare una più stretta
collaborazione tra le amministrazioni coinvolte, nonché le modalità per fornire
ai pensionati italiani le opportune, ulteriori informazioni e rassicurazioni.
A Londra la festa del lavoro
italiano nel mondo
(
LONDRA – Anche gli italiani all’estero festeggiano il loro 1° maggio, seppure a
distanza di qualche giorno. Domenica 6 maggio, infatti, a Londra, si terrà la
“Festa del lavoro italiano nel mondo”, organizzata dalle Acli con la
loro Federazione internazionale (Fai) e il sostegno delle Acli britanniche.
Ospite d’onore sarà il presidente del Senato Franco Marini. Prevista la
partecipazione di oltre mille connazionali – tra dirigenti delle Acli,
operatori dei servizi e iscritti – provenienti dall’Italia, Belgio, Francia,
Germania, Lussemburgo, Svizzera, Olanda, Spagna, Argentina, Brasile, Cile,
Uruguay e Venezuela. L’iniziativa, che si ripete ogni anno per celebrare la
festa del 1° maggio, si svolgerà al Royal National Hotel di Londra, a partire
dalla mattina. Interverranno anche il presidente nazionale delle Acli, Andrea
Olivero. Porteranno i saluti Lorenzo Losi, presidente delle Acli britanniche,
Giancarlo Aragona, ambasciatore d’Italia in Gran Bretagna e Franco Narducci,
deputato al Parlamento Italiano.
Antonio Razzi (Idv)
protagonista di un film-documentario
(
ZURIGO – “Onorevole operaio”: questo il titolo del film-documentario di Ruben
Rossello, dedicato al deputato di Idv Antonio Razzi, che andrà in onda giovedì
3 maggio in prima serata su “Falò”, nota trasmissione della Televisione
Svizzera di Lingua italiana. L’opera, prodotta dalla televisione pubblica
elvetica è un vero e proprio atto di amore nei confronti dell’emigrazione
italiana. La storia dell’onorevole operaio ha commosso i circa 400 italiani che
il 27 aprile hanno partecipato all’anteprima tenutasi a Zurigo in una Casa
d’Italia gremita proprio di italiani che con Razzi hanno condiviso lunghi anni
di emigrazione. “Nella sua storia ci riconosciamo un po’ tutti”, “da oggi ci
sentiamo anche noi onorevoli”: questi i commenti dei molti connazionali
intervenuti all’anteprima. Il film/documentario sarà proiettato a Pescara l’11
maggio e successivamente anche a Roma.
Tokyo: al via
Giappone
(
TOKYO – Al via la serie di eventi culturali organizzati dalla Società Dante
Alighieri in collaborazione con il Centro Linguistico Culturale Italiano di
Tokyo-Nagoya in occasione della Primavera italiana in Giappone 2007 promossa
dall’Ambasciata d’Italia in Giappone. Dopo il successo ottenuto dal simposio di
urbanistica “La città e il suo ideale” del 21 aprile scorso, al quale hanno
partecipato come relatori Laura Nenzi, docente e ricercatrice del Dipartimento
di Storia della Florida International University, David Freedman, docente della
Keio University di Tokyo e Fabrizio Grasselli, docente di Studi Urbanistici
della Keio University e Presidente della Dante Alighieri di Nagoya, le
manifestazioni culturali riprenderanno il 19 maggio prossimo con
l’inaugurazione della mostra d’arte e di letteratura “La montagna di Enrico”,
ideata per presentare in lingua italiana il lavoro di David Shapiro, scrittore
americano autore di una favola senza tempo e senza luogo pubblicata in
Giappone, tradotta da “Il Centro” e illustrata dall’artista giapponese Hiroshi
Gen.
L’esposizione delle illustrazioni originali del libro si
concluderà il 2 giugno e sarà arricchita da una serata di letture in programma
il 26 maggio alla presenza dell’autore. Per la fine del mese di maggio è
previsto il primo esame di Certificazione PLIDA: il 29 e 30 si svolgeranno le
prove scritte, il 31 la prova orale. Con lo scopo di promuovere in Giappone una
maggiore diffusione dei libri italiani
Alighieri proporrà inoltre nei prossimi mesi di giugno e luglio la
manifestazione “Millelibri dall’Italia 2007”, con una mostra di volumi forniti
dalla Dante e la creazione, presso la sede de “Il Centro” di Tokyo, di uno
spazio con funzione di vera e propria sala di lettura aperta al pubblico.
L’iniziativa sarà ripetuta negli anni successivi fino a creare un fondo
librario di mille libri italiani e costituire una nuova biblioteca italiana a
Tokyo. Per maggiori informazioni: www.il-centro.net/dante, www.il-centro.net,
info@il-centro.net, grasselli@il-centro.net.
Missione della Dante
Alighieri in Giappone per
Primavera
(
TOKYO – Per proseguire l’impegno di diffondere la cultura e la lingua italiana
nel mondo,
Dante
missione, questa volta a Tokyo, dove, a partire dal 19 maggio fino a luglio,
tra mostre, convegni e corsi di lingua, adempirà alle direttive contenute nel
programma “Primavera italiana in Giappone 2007”, promossa dall’ambasciata
d’Italia. Dopo il simposio di urbanistica “La città e il suo ideale” del 21
aprile scorso, al quale ha partecipato, tra gli altri, Fabrizio Grasselli,
docente di Studi Urbanistici della Keio University e presidente della “Dante”
di Nagoya, il 19 maggio prossimo
Società
montagna di Enrico”, nata per presentare in lingua italiana il lavoro dello
scrittore David Shapiro, illustrato dall’artista giapponese Hiroshi Gen.
L’esposizione delle illustrazioni originali del libro si concluderà il 2 giugno
e sarà arricchita da una serata di lettura, in programma il 26 maggio, alla
presenza dell’autore. Un’altra tappa per perfezionare la diffusione della
lingua italiana in Giappone si svolgerà a fine maggio, quando la “Dante”
lancerà il primo esame di “Certificazione Plida”: il 29 e 30 si svolgeranno le
prove scritte, il 31 la prova orale. Il “Plida”, in Giappone, consente agli
studenti di italiano e a chi lavora presso aziende o enti italiani di
certificare le proprie conoscenze linguistiche. Inoltre, allo scopo di
promuovere i libri italiani in Giappone,
manifestazione “Millelibri dall’Italia 2007”, una mostra di volumi forniti
dalla stessa “Dante”, cui seguirà la creazione, presso la sede de “Il Centro”
di Tokyo, di una sala di lettura aperta al pubblico. L’iniziativa sarà ripetuta
negli anni a venire fino a creare un fondo librario di mille libri italiani e
costituire una nuova biblioteca italiana a Tokyo.
Dante Alighieri, Pollastri:
“Potenziare italiano come lingua di cultura”
(
ROMA – “Pensare di allontanare o estromettere l’italiano per favorire alcune
lingue considerate più efficaci dal punto di vista delle attività economiche
non è la strada giusta: occorre insistere sulla concezione dell’italiano come
lingua di base, lingua della cultura. La formazione completa di una persona si
costruisce su una base culturale e sicuramente la lingua italiana è la base
culturale umanistica più importante”. Così si apre l’intervista rilasciata dal
senatore Edoardo Pollastri alle “Pagine della Dante”, la rivista trimestrale
della Società Dante Alighieri che ha inaugurato una rubrica dedicata ai
parlamentari eletti all’estero, con l’obiettivo di far conoscere ai lettori il
loro impegno politico per gli italiani nel mondo. Nell’intervista esclusiva
Pollastri, oltre a sottolineare l’esigenza di una maggiore consapevolezza del prestigio
dell’italiano quale lingua di grande cultura, espone i propri progetti
nell’area di competenza, quel Sudamerica che per anni lo ha visto impegnato,
soprattutto in Brasile, con diversi incarichi di grande impegno. Per quanto
riguarda la possibile collaborazione con le sedi della Dante in America
meridionale, il senatore Pollastri ha messo in rilievo il ruolo importante che
può giocare
nel continente: “E’ un’istituzione di grande prestigio, riconosciuta, che
rappresenta un faro di italianità con la funzione imprescindibile di indicare
il cammino e di attrarre sempre di più interessi di ordine culturale; un lavoro
che – ha dichiarato – credo debba essere svolto insieme. Io mi predispongo a
dare un aiuto, per quello che posso fare nella parte istituzionale, per il
potenziamento della ‘Dante’ in tutta l’America latina. Siamo abituati a pensare
che le Istituzioni culturali siano in concorrenza l’una con l’altra, ma qui si
tratta di sommare il loro impegno in modo che ci sia uno sforzo congiunto perché
la finalità è unica”.
Lingua e cultura italiane: a
Siena e Arezzo il gala della Fondazione Ilica
(
ROMA – Si terranno il 28 e 29 giugno ad Arezzo e Siena le due giornate
celebrative del Gala Italiano 2007 “Il futuro disegnato in prospettiva. Arte,
Scienza, Lingua, Economia”, organizzato da Ilica, Italian language
inter-cultural alliance. L’Ilica è una fondazione no profit, che mira a
promuovere e valorizzare la lingua italiana nel sistema scolastico americano
K-16, dall’asilo all’università. L’edizione 2007 del Gala ruoterà intorno
all’emblematica personalità di Piero della Francesca, figura eminente del
Quattrocento Italiano. Pittore, matematico, letterato e simbolo della cultura
del tempo, del quale Arezzo ne celebra l’arte. Le giornate di studio e di
celebrazione troveranno la propria sede d’elezione nel cuore della Toscana,
nello splendido scenario delle città d’arte di Siena ed Arezzo, in coincidenza
con la mostra “Piero della Francesca e le Corti Italiane”. Il Gala 2007
costituirà un’occasione unica per ammirare le opere del grande maestro del
Rinascimento nelle terre della Toscana, nelle sedi di due delle sue più
rappresentative città d’arte: Siena ed Arezzo. Il 28 giugno all’Università per
Stranieri di Siena sono in programma due conferenze a carattere scientifico e
umanistico: “Il futuro della diffusione della lingua e cultura italiana nel
mondo: la prospettiva industriale”, moderata dal rettore Massimo Vedovelli, e
“Il linguaggio dei geni nell’insorgenza, nella progressione e nel controllo del
cancro”, moderata dal prof. Antonio Giordano. Il giorno seguente nella piazza
Grande di Arezzo Ilica sarà lieta di guidare tutti i partecipanti alla Mostra
“Piero della Francesca e le corti italiane”, per poi ritrovare gli invitati al
“Gala Dinner Rinascimentale”. Nella suggestiva cornice della piazza aretina
conferirà i premi “Donna dell’Anno” e “Uomo dell’Anno” a personaggi illustri
che si sono distinti nei campi dell’arte, della scienza, della lingua e
dell’economia ed hanno contribuito alla diffusione ed alla valorizzazione della
cultura italiana nel mondo. La premiazione avverrà alla presenza di cariche
istituzionali, rappresentanti del mondo della politica e giornalisti. Ospiti ed
invitati prenderanno parte al Gala Dinner. Nel corso del banchetto, allestito
sotto le Logge del Vasari nella magica piazza Grande, sarà servita un’armoniosa
alternanza di sapori, pietanze e portate quattrocentesche, create e riproposte
dai maestri cuochi di Eatalian Style, Antonio Petruzzi e Andrea Tiberi. Dal
gelato e dai dolci del maestro aretino, campione d’Italia, Palmiro Bruschi,
tutti coordinati dalla magia dei ristoranti e dei ristoratori delle Logge dei
fratelli Fazzuoli.
New York: la storia del
sindaco
al Centro Primo Levi
(
YORK – Continua a produrre eccellenti frutti la collaborazione con il Centro
Primo Levi, l’associazione nata a New York nel 2001 come filiale del Centro
Culturale Primo Levi di Genova per promuovere la ricerca e coltivare la
conoscenza della storia, la cultura e la tradizione degli ebrei italiani nella
città che conta la più antica ed ampia comunità ebraica del Nord America (quasi
un terzo degli oltre cinque milioni di ebrei degli Stati Uniti abita nella
Grande Mela). In passato gli eventi di maggiore rilievo organizzati
congiuntamente sono stati in ricordo dei Giusti italiani, in occasione della
Giornata della Memoria o durante la visita del sindaco Veltroni per promuovere
il Museo della Shoah a Roma. Lo scorso 24 aprile è stata la volta di
“Fiorello’s Sister; Gemma’s Brother”, una serata dedicata alla storia
della famiglia di Fiorello
Guardia
spettatori hanno seguito con grande interesse il simposio organizzato sotto gli
auspici del consolato generale e con la collaborazione del Wagner College,
della Columbus Citizens Foundation, della Comunità Ebraica di Trieste, della
National Organization of Italian American Women, della Fiorello H.
e del Remember the Women Institute. La storica Rochelle Saidel ha presentato il
libro di memorie della sorella del popolare primo cittadino, nato da padre
triestino e madre italiana di origine ebraica. Ed è stato proprio attraverso il
prisma della storia di una delle più fiorenti comunità ebraiche italiane che
New York ha riscoperto Trieste, una città poco nota al pubblico americano. Città
di tradizione cosmopolita, crocevia di lingue e culture tra impero
austroungarico e ottomano, Trieste è protagonista della storia familiare di
Fiorello
nel 1880, il compositore pugliese Achille
Luzzatto durante una tournee e la sposa. E da Trieste la coppia emigra verso
New York dove, in una casa del Greeenwich Village, nascono Fiorello, cosi
chiamato in onore della nonna triestina, Fiorina Luzzatto, e Gemma. Pochi anni
dopo, nel 1900, la famiglia torna a Trieste dove, in un’atmosfera
internazionale e ricca di nuovi ideali e sperimentazione intellettuale,
artistica e scientifica, Fiorello trascorre gli anni formativi lavorando come
addetto al Consolato americano e venendo in contatto con quei flussi migratori
che dall’Europa dell’Est mirano alla Palestina e alle Americhe. E’ li che nasce
il politico poliglotta, l’avvocato di lavoratori impotenti e sfruttati, il
maestro delle scuole dei poveri e il sindaco incorruttibile che, nel corso di
tre mandati, cambiò il volto di New York da un insieme di quartieri malamente
assemblati a metropoli coesa. Commovente la storia delle memorie di Gemma, deportata
da Budapest al campo di concentramento di Ravensbrck come ostaggio politico dei
nazisti a causa del celebre fratello.
Matilda Raffa Cuomo, consorte del tre volte Governatore dello Stato di New York
e autorevole figura della comunità italo-americana, ha parlato dei suoi legami
con l’ebraismo e dei suoi ricordi di Fiorello, mentre Catherine
Sindaco, ha evocato le proprie memorie familiari. I legami tra
ebraica saranno di nuovo esplorati con la prossima presentazione del progetto
Key Jewish Tours, patrocinato dal Consolato Generale e volto alla promozione di
itinerari turistici ebraici in Italia, e, in giugno, con una giornata di
teatro, musica e conversazioni sul primo Novecento tra Svevo e Joyce.
Svizzera: interventi di
Narducci a Zurigo e Basilea sul 25 aprile
(
ZURIGO – Franco Narducci, deputato dell’Ulivo, è intervenuto a Basilea e a
Zurigo in occasione delle celebrazioni indette per la festa nazionale della
Liberazione. Davanti all’affollatissima platea di connazionali presenti alla
Casa d’Italia di Zurigo, Narducci ha ripercorso i tragici eventi della seconda
guerra mondiale, che causarono la morte di 55 milioni di persone ed ha posto
l’attenzione sui protagonisti della Resistenza, caratterizzata dalla
partecipazione di gran parte del popolo, e a tal proposito cita Dossetti:
“tanta parte del popolo, al Sud come al Nord, aveva in concreto resistito
passivamente per anni nelle dure prove di una guerra sbagliata, che tutti
coinvolgeva”. La peculiarità del 25 aprile sta dunque nella diffusione su scala
mondiale del fenomeno di opposizione ad anni di sangue e di guerra, che non si
limita ai gruppi di ispirazione ideologica e politica, ma si manifesta in una
comune domanda di pace da parte del popolo. Lo spirito della Resistenza e la
generazione che ha vissuto gli eventi più tragici della storia di tutta
l’umanità, ci hanno lasciato in eredità
italiana, che è ancora un testo dalla voce viva, incarnata nella storia di
tutti i giorni con dei valori che esaltano la persona e la sua dignità.
Narducci ha ribadito che in queste celebrazioni è consuetudine che si parli di
pacificazione, “cosa giusta e possibile”, purché “non ci si dimentichi né sul
piano politico, né su quello storico dei responsabili del soffocamento della
libertà, dell’instaurarsi della dittatura fascista, del disastroso ingresso in
guerra trascinati dall’ideologismo”. “Pacificare è possibile – ha aggiunto il
parlamentare – ma solo attraverso un riconoscimento dei valori fondanti della
Costituzione”. Infine, Narducci ha puntualizzato che il 25 aprile “non è una
festa di parte, ma è la celebrazione di uno spirito antico e sempre vivo:
quello dell’amore per la pace e la democrazia”.
Lingua italiana, Fedi:
estendere protocolli anche a Paesi extra-Ue
(
ROMA – “E’ auspicabile che i protocolli d’intesa per lo scambio di assistenti
di lingua vengano estesi dall’Italia anche ai paesi extraeuropei e, in
particolare, sono in favore di un’iniziativa in tal senso con l’Australia”.
Questo il commento di Marco Fedi, deputato dell’Ulivo eletto all’estero, alla
risposta ricevuta dal ministero della Pubblica Istruzione riguardo a
un’interrogazione presentata lo scorso 8 febbraio allo stesso ministero e al
dicastero degli Affari Esteri, e riguardante le graduatorie per l’assegnazione
delle supplenze su posti di assistente di lingua italiana all’estero nelle
scuole di ogni ordine e grado, con esclusione dei Paesi extra Unione Europea. I
deputati Marco Fedi, Mariza Bafile, Franco Narducci e Gino Bucchino ritenevano
lesivo degli interessi nazionali, ai fini della diffusione di lingua e cultura
italiane in tutto il mondo, ed in particolare in quei paesi dove è forte la
presenza di comunità italiane, l’esclusione dei Paesi extra-Ue dalle
graduatorie. Nell’interrogazione si chiedeva quali misure si intendessero
adottare per un opportuno riconoscimento, in termini di punteggio ai fini della
graduatoria, del periodo passato all’estero come insegnante o supporto
all’insegnamento della lingua italiana, e quali riguardo all’estensione di tale
possibilità anche ai programmi e progetti in corso in Paesi extra-Ue. Nella sua
risposta il ministero della Pubblica Istruzione fa presente che il servizio di
assistente di lingua presso scuole di Paesi comunitari ed esteri “è valutabile
nelle graduatorie di reclutamento del personale docente costituito presso
ciascun istituto secondo la tabella di valutazione annessa al relativo
Regolamento”.
Riguardo allo scambio di assistenti di lingua, che, in base
agli attuali accordi bilaterali, avviene con sette Paesi della Ue, il ministero
specifica che “il numero di assistenti di lingua, annualmente ospitati in
Italia, è subordinato alla disponibilità finanziaria dell’apposito capitolo di
bilancio”, che Fedi si augura “possa ricevere un aumento della dotazione di
bilancio”. A causa di questo limite, infatti, il numero degli assistenti di
lingua che accedono agli scambi risulta essere “ampliamente inferiore alle
richieste che pervengono dalle scuole italiane”. Nonostante ciò il ministero
informa di essere “orientato ad ampliare il numero di Paesi con i quali
scambiare assistenti di lingua e, in particolare, con quelli di lingua inglese
e spagnola”. Al fine di realizzare questo obiettivo il dicastero guidato dal
ministro Fioroni ha già proposto al ministero degli Affari Esteri, “in
occasione del rinnovo di alcuni protocolli esecutivi con Paesi extraeuropei,
l’inserimento ex novo dello scambio di assistenti di lingua”. Fedi ha espresso
apprezzamento “per l’impegno che
ampliamento degli scambi e delle convenzioni”, aggiungendo che “continueremo a
seguire questa materia perché la riteniamo molto importante, un occasione da
cogliere sia per l’Italia che per i Paesi extraeuropei”.
Fisco, Fedi: “Tutelare gli
italiani all’estero contro la doppia imposizione”
(
ROMA – “E’ indispensabile armonizzare tutto il settore delle Convenzioni
bilaterali contro la doppia imposizione fiscale e rendere le Convenzioni stesse
rispondenti ai criteri Ocse”. Questo il parere di Marco Fedi, deputato
dell’Ulivo eletto all’estero, in seguito alla risposta del ministro del Lavoro
Cesare Damiano a un’interrogazione presentata al ministro del Lavoro e della
Previdenza sociale e al ministro dell’Economia e delle Finanze.
L’interrogazione, relativa al problema delle doppie imposizioni fiscali per i
pensionati italiani residenti all’estero, era stata presentata lo scorso 5
dicembre dai deputati dell’Ulivo eletti nelle circoscrizioni estere Marco Fedi,
Gino Bucchino, Gianni Farina e Franco Narducci. I deputati avevano chiesto che
i pensionati residenti all’estero fossero informati adeguatamente in merito ai
loro diritti e doveri fiscali e alle procedure previste dalla normativa
nazionale e/o dalle Convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali. In
particolare, i pensionati avrebbero dovuto essere informati circa
l’obbligatorietà, pena la doppia imposizione fiscale, di compilare gli
specifici formulari per la detassazione delle pensioni, per l’eventuale credito
di imposta da richiedere ad uno dei Paesi contraenti e/o per il rimborso di
tasse impropriamente pagate. Inoltre, nell’interrogazione si chiedeva che le
Convenzioni fossero applicate in maniera propria ed uniforme da parte degli Enti
previdenziali italiani, in modo da evitare imposizioni illegittime, da più
pensionati segnalate, sia sulle pensioni che, come spesso succede, sugli
arretrati di pensione, e che le previsioni di tali Convenzioni relative alla
tassazione delle pensioni vengano uniformate sulla base del modello Ocse, in
modo tale da omogeneizzare e facilitare l’applicazione delle stesse. Infine, si
aggiungeva la richiesta che i cittadini italiani residenti all’estero fossero
messi a parte in merito alle implicazioni fiscali che l’eliminazione della “no
tax area” ed il passaggio dalla deduzioni alla detrazioni d’imposta avrebbero
avuto sui loro rapporti fiscali con lo Stato italiano.
Il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha risposto spiegando
che l’Inps, agendo in qualità di sostituto di imposta, aveva inizialmente
disposto il blocco della “no tax area” a decorrere dal 1° gennaio 2006 –
secondo quanto previsto dalla legge n. 248 del 4 agosto 2006 – e da ritenersi
efficace a partire dall’inizio del 2006, in base alla circolare dell’Agenzia
delle Entrate n. 28/E del 4 agosto 2006. Successivamente l’Istituto, con la
rata di pagamento di dicembre 2006, ha ripristinato la “no tax area” e il
rimborso di quanto trattenuto a novembre. L’Inps ha quindi precisato che
verranno effettuate verifiche di competenza presso quelle sedi periferiche che
hanno tassato alla fonte le pensioni anche in presenza di richiesta di
detassazione. Riguardo alla chiarezza sulle procedure per evitare la doppia
imposizione fiscale, il ministro Damiano ha aggiunto che l’Inps si attiene alle
disposizioni impartite dall’Agenzia delle Entrate, alla quale è demandato il
compito relativo all’applicazione delle Convenzioni contro le doppie
imposizioni. Infine, nella risposta all’interrogazione viene ricordato che
l’Istituto ha avviato già nel 2002 una campagna informativa sul tema diretta a
consolati e patronati, pensionati, Cepa e ministero degli Affari Esteri.
L’onorevole Fedi, primo firmatario dell’interrogazione, rilancia l’iniziativa
sul tema: “Discuteremo con il ministro dell’Economia e delle Finanze
sull’opportunità di organizzare un momento di riflessione su tutti questi
importanti aspetti”. “Del resto le recenti polemiche sulle modalità dei sistemi
di pagamento delle pensioni Inps all’estero mostrano quanto sia importante
l’informazione. Pertanto, anche sulle Convenzioni bilaterali in materia fiscale
– conclude Fedi – occorre avviare un piano di informazione e comunicazione per
le comunità italiane all’estero”.
Memorie Migranti: ecco i
vincitori del concorso video
(
PERUGIA – “Gli americani non hanno storia, è il motivo per cui nella loro
cinematografia non c’è l’uomo, come invece accade nel cinema europeo: per
questo gli americani sono costretti a inventarsi nuovi mondi”. E’ il commento
tagliente del regista Roberto Faenza dal palco del Concorso “Memorie Migranti”
bandito dal Museo dell’ Emigrazione ‘Pietro Conti’ di Gualdo Tadino (Perugia),
aperto a video sull’emigrazione realizzati da giornalisti, amatori e studenti.
Faenza si è soffermato in questo senso sull’importanza della memoria: “Viviamo
in un mondo dominato dall’informazione, ma dall’informazione consumistica, che
dimentica dopo cinque minuti”. Faenza, insieme con il vicedirettore del Tg1
David Sassoli, è stato testimonial del concorso, vinto da Riccardo Russo,
ricercatore all’ Università
Sapienza
opale”. La giuria ha assegnato un premio in denaro di 5.000 euro. Il lavoro
realizzato nel villaggio di Andamooka, nel deserto meridionale dell’Australia,
dove un napoletano, Vincenzo Amore, vive praticamente isolato, insieme con la
sua compagna, ancora a scavare nella terra alla ricerca del prezioso minerale.
Insieme con il lavoro di Russo sono stati premiati altri sei filmati di diverse
categorie, realizzati da studenti e giornalisti. A Gualdo Tadino sono giunti da
tutta Italia circa 80 filmati, opportunamente selezionati e premiati da una
giuria presieduta dal giornalista Umberto Andalini. Tutti i video sono stati
raccolti in un dvd.
Ad inizio manifestazione è stato letto un messaggio del
presidente della Repubblica, che ha concesso l’Alto Patrocinio, in cui è
sottolineato “il valore educativo di questa iniziativa di ricerca e di
approfondimento sull’emigrazione italiana nel mondo”. Il presidente ha anche
auspicato che “l’analisi e la riflessione sulle dinamiche del fenomeno
migratorio contribuiscano a costruire un’autentica cultura dell’integrazione,
fondata sul dialogo e sul riconoscimento della pari dignità delle culture”. Un
messaggio è stato inviato anche dal viceministro degli Esteri, senatore Franco
Danieli, che ha espresso il suo “personale apprezzamento per questa come per le
altre iniziative” del Museo Pietro Conti la cui attività accresce “la coscienza
individuale e collettiva del fenomeno dell’emigrazione, con particolare
attenzione al mondo della didattica ed alle nuove generazioni”. Il direttore di
Rai Internazionale, Piero Badaloni, si è soffermato nel suo intervento proprio
sull’emigrazione, annunciando che nel prossimo mese di giugno partirà un
programma televisivo in tal senso, dal titolo “Italia chiama Italia” che
metterà in contatto le nostre comunità all’estero con le regioni da dove anni
fa partirono. Il museo dell’Emigrazione, attraverso il Concorso, potrà essere
un valido ponte di collegamento. Sul palco sono saliti anche il docente di
Storia italiana all’Università di Tokyo Akeo Kitamura, che ha fatto un
parallelo tra la storia degli ultimi 150 anni dell’Italia e quella del
Giappone, e la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti che ha
sottolineato come dal nostro Paese, che oggi accoglie tanti immigrati, siano
partiti in un centinaio di anni circa 27 milioni di emigranti.
sugli italiani in Gran Bretagna
(
LONDRA – Degli oltre tre milioni di cittadini italiani che risiedono
all’estero, 145 mila si sono insediati nel Regno Unito e rappresentano l’ottava
comunità del Paese per la sua consistenza. Questa presenza è importante non
solo dal punto di vista storico, ma anche per comprendere gli sviluppi futuri
della nostra emigrazione, sempre più caratterizzata dai flussi di persone
altamente qualificate. Di questo si è discusso nel convegno, organizzato dalla
Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana sul tema “Il punto
sugli italiani nel mondo a partire dalla Gran Bretagna” in collaborazione con
l’ambasciata e il consolato d’Italia e l’associazionismo, che si è svolto il 27
aprile presso l’Istituto italiano di cultura a Londra. Durante l’incontro è
stato presentato il Rapporto sugli italiani nel mondo 2006, una ricerca
promossa dalla Fondazione Migrantes in collaborazione con le Acli, il Patronato
Inas-Cisl e i missionari Scalabriniani, le strutture pubbliche e il terzo
settore. “La specificità dell’Italia rispetto agli altri Paesi industrializzati
evidenzia l’impatto esercitato nel passato dall’emigrazione sullo sviluppo e
quello che può ancora esercitare nell’attuale contesto di globalizzazione – ha
sottolineato presentando il convegno don Domenico Locatelli, direttore dell’Ufficio
pastorale dei Migranti della Fondazione Migrantes – E’ importante che i nostri
connazionali all’estero escano dall’anonimato. Essi, costituendo ormai una rete
consolidata e ricca di fermenti dinamici, possono incentivare una strategia di
interventi più efficaci”. Secondo i dati del Rapporto sugli italiani nel mondo
sono poco più di 3.106.251 gli emigrati originari della Penisola ed oltre 60
milioni sono gli oriundi. Oltre il 60% risiede in paesi europei (46% nei paesi
dell’Unione Europea e 12% in Svizzera), il 34% in America ed il 4% in Oceania.
Germania (533 mila presenze), Svizzera (459 mila), Argentina (404 mila),
Francia (325 mila), Belgio (215 mila), Stati Uniti (187 mila), Brasile (148
mila) e Gran Bretagna (145 mila) sono i maggiori paesi di insediamento delle
comunità italiane.
Gli espatri, seppure in misura ridotta rispetto al passato,
continuano ad interessare oltre 30 mila giovani e migliaia di figure ad elevata
professionalità (manager, ricercatori e operai specializzati), tutti alla ricerca
di migliori opportunità lavorative. Il Regno Unito è una delle mete preferite
di questi flussi. Nel periodo 1996-2002, secondo i dati dell’Istat, ogni anno
3.500 laureati italiani sono espatriati alla ricerca di migliori prospettive
professionali e retributive. Si stima che siano 6 mila i ricercatori
universitari italiani andati all’estero, in buon numero proprio in Gran
Bretagna, dove si recano anche 40 mila studenti italiani per studiare la
lingua, spesso fermandosi in maniera stabile. Questo Paese è anche la metà
preferita da un quarto dei manager italiani che prendono la via dell’estero,
come risulta da una indagine a campione della MCS – Management Consulting on
Selection. La maggior parte dei laureati che prendono le vie dell’esodo
proviene dal Nord (61,99%) e in particolare dal Nord Ovest (40,9%). Così come
si configurano le collettività tradizionali, anche questi nuovi flussi possono
diventare occasione di arricchimento per il nostro paese: a tal fine si
richiede una maggiore apertura agli aspetti di eccellenza riscontrabili
all’estero, la predisposizione a valorizzare la rete italiana nel mondo e i
programmi per valorizzare le esperienze di questo personale all’estero,
all’occorrenza favorendone il reinserimento e in maniera più generale stabilendo
dei collegamenti. Queste prospettive saranno al centro della discussione
dell’incontro dibattito, in cui sono intervenuti numerosi rappresentanti della
collettività italiana in Gran Bretagna (A. Alberelli, A. Bertali, L. Bugitti,
M. Cranchi, A. Fulco, L. Losi, S. Silvestri, G. Ziliotto) e delle
organizzazioni romane promotrici (D. Licata, D. Locatelli, G. Lodetti). Hanno
partecipato inoltre anche l’ambasciatore d’Italia Giancarlo Aragona, il console
generale a Londra David Morante e il presidente della Camera di Commercio di
Londra Leonardo Simonelli.
Pensioni all’estero, Nardi
(Ital-Uil): “Dall’Inps iniziativa in solitudine”
(
ZURIGO – Già da più di due settimane gli emigrati italiani, e comunque i
titolari di una pensione Inps residenti all’estero, stanno ricevendo
dall’Istituto assicuratore italiano una lettera in cui li si informa che “(..)
per migliorare il servizio e la sicurezza del pagamento abbiamo apportato
alcune innovazioni. I pagamenti sono eseguiti in euro, salvo diverse disposizioni
politico-valutarie del Paese estero dove risiede. Per le modalità di pagamento
le sarà possibile scegliere fra: accreditamento in conto corrente, in euro o in
moneta locale; bonifico bancario domiciliato a suo nome presso un Istituto di
credito; pagamento in contanti allo sportello; carta ricaricabile. I pagamenti
sono effettuati con cadenza mensile, nel primo giorno utile del mese. I
pagamenti sono sempre eseguiti senza alcuna commissione a carico del
beneficiario”. Nella stessa comunicazione l’Inps ricorda, inoltre, che per
motivi di sicurezza non è previsto il pagamento tramite emissione e spedizione
di assegno al domicilio e che, prima di procedere al pagamento è tenuto a
verificare, almeno annualmente, l’esistenza in vita, l’indirizzo e la residenza
del beneficiario. La lettera dell’Istituto termina invitando i destinatari a
compilare e restituire all’Istituto Centrale della Banche Popolari Italiane il
modulo allegato utile per il pagamento a partire dal mese di maggio 2007. Un
modulo che dovrà essere anche compilato, timbrato e firmato da un Istituto
bancario o da un ufficio postale a scelta del pensionato.
“Ovviamente – commenta Dino Nardi, presidente del patronato
Ital-Uil Svizzera e membro del Consiglio generale degli italiani all’estero – l’iniziativa
dell’Inps di migliorare e rendere più sicuro il pagamento delle pensioni per i
suoi beneficiari residenti all’estero non può che avere il plauso di tutti:
dagli stessi pensionati ai consolati e patronati che, poi, nel mondo sono le
uniche strutture italiane che devono sopportare le lamentele dei pensionati
Inps quando qualcosa va di traverso o non funziona nel percepimento della
pensione italiana e non solo. Quello che, invece, va denunciato specialmente da
parte di chi, come lo scrivente, è un operatore di patronato attivo all’estero,
è la fretta che ha avuto l’Inps in questa occasione nel far partire in perfetta
solitudine una simile iniziativa senza avervi, non dico coinvolto, ma neppure
preventivamente informato a tempo debito né il ministero degli Affari Esteri, e
quindi la rete consolare, né il Cgie e neppure i patronati. Cioè delle
strutture che, quantomeno, per la loro esperienza avrebbero potuto aiutare
l’Inps nella preparazione dell’iniziativa e nel divulgare con largo anticipo la
notizia delle nuove modalità di pagamento delle pensioni Inps tra le comunità
italiane nel mondo ed anche per predisporre la rete degli uffici a far fronte
ad una affluenza eccezionale di utenti”.
“Invece – continua Nardi – niente di tutto questo e così da
diversi giorni, in tutto il mondo, considerato che vi sono erogate oltre
400.000 pensioni di cui circa 23.000 nella sola Svizzera, negli uffici di
patronato vi è un affollamento di pensionati ai quali deve essere tradotto il
burocratese della lettera dell’Inps e spiegare di che cosa si tratta e quali
siano gli adempimenti richiesti. Con l’assurdità che, in caso di necessità e di
chiarimenti, il numero verde indicato nella comunicazione dell’Inps è stato
attivato solo il 27 aprile, cioè dopo ben due settimane dall’arrivo delle
lettere, e che per aver la linea libera o riuscire a parlare con un operatore
dell’Inps è più difficile che fare un terno al lotto, provare per credere!”
“Speriamo solo – conclude Nardi – che questa pur lodevole iniziativa dell’Inps
che, tuttavia, sta creando problemi ai pensionati e ai patronati, alla fine,
nonostante i buoni propositi, non risulti anche dannosa per molti pensionati
residenti all’estero in particolare per quelli la cui sopravvivenza è
condizionata da questo reddito”.
Pensioni all’estero: Abm
chiede sospensione recupero indebiti
(
BELLUNO – Il direttivo dell’Associazione bellunesi nel Mondo ha approvato lo
scorso 26 aprile all’unanimità un ordine del giorno in cui, prendendo spunto
dai cosiddetti “indebiti pensionistici” che l’Inps si appresta a farsi
restituire dai pensionati italiani all’estero (a seguito dell’accertato
incremento del reddito), rilevato che essi costituiscono spesso un
insopportabile onere soprattutto per chi possiede redditi bassi, in appoggio ad
una specifica proposta di legge invita l’Istituto stesso e il Parlamento,
ognuno per le sue competenze, a sospendere il provvedimento, sostituendolo con
una normativa che elimini – totalmente o parzialmente a seconda del reddito –
l’ingiusta situazione che si è creata per tanti nostri connazionali all’estero
senza alcuna loro responsabilità. L’ordine del giorno prosegue con un ulteriore
invito all’ Inps, a seguito di alcune disfunzioni nell’erogazioni delle
pensioni degli italiani all’estero, ad una maggiore trasparenza e informazione
soprattutto in occasione di modifica di procedure erogative.
1° maggio, Di Biagio:
“Sicurezza del lavoro anche per gli italiani all’estero”
(
ROMA – Ventimila persone sono arrivate a Bologna per partecipare alla
manifestazione nazionale promossa in occasione del 1° Maggio dall’Ugl, tra le
quali numerosi esponenti del patronato Enas. “Chi ama il lavoro lo mette al
sicuro”: con questo slogan l’Ugl ha dedicato il 1° Maggio alla sicurezza del
lavoro e sul lavoro. E’ quanto riportato in una nota del responsabile delle
sedi estere del patronato Enas, Aldo Di Biagio, presente alla manifestazione.
“Intenso e incisivo il discorso del segretario generale dell’Ugl, Renata
Polverini – ha affermato Di Biagio – che ha affrontato temi come, la sicurezza
sul lavoro, chiedendo l’attenzione delle istituzioni e della politica locale
sugli infortuni sul lavoro e sulla forte incidenza che questi hanno sui giovani
lavoratori, e il Family day del 12 maggio, al quale l’Unione generale del
Lavoro ha aderito sottoscrivendo il documento del Forum delle Associazioni
Familiari. “La famiglia – ha detto Polverini – svolge una importante funzione
sociale, e senza negare altre forme di tutela dei diritti individuali
condividiamo la difesa di un principio sancito dalla Costituzione che riconosce
l’interesse pubblico della famiglia: la promozione umana, sociale e materiale
della famiglia fondata sul matrimonio e la protezione giuridica degli elementi
che la compongono”. Non ultimo, anche il tema sul referendum elettorale, al
quale l’Ugl aderisce con convinzione. “Un referendum – ha sostenuto
propone di apportare alcune importanti modifiche, attraverso il metodo di
democrazia diretta, al sistema elettorale vigente invitando tutti i lavoratori
e i pensionati a sottoscrivere le proposte referendarie partecipando alla
raccolta di firme che è iniziata il 24 aprile 2007 a livello nazionale”.
“Trattandosi di un referendum abrogativo – spiega il
responsabile dell’Enas – non è stato possibile includere un quesito sulla legge
che regolamenta il voto all’estero, in quanto rispetto al voto in Italia, il
voto all’estero è uninominale con preferenza, quindi diverso da quello
esercitato sul territorio nazionale”. “Nessuna riforma del voto all’estero, o
comunque non tramite questo referendum – conclude Di Biagio – ma i connazionali
nel mondo potranno tuttavia esercitare il diritto di partecipare alla raccolta
firme, affinché la politica ritorni ai cittadini, per garantire maggiore
stabilità ai governi e l’effettivo esercizio del diritto di voto a tutti i
cittadini italiani, sia in Italia che all’estero. E’ per questo che l’Enas si
propone di sostenere la raccolta delle firme”.
Zurigo: Giovanna Meyer
presenta video sugli italiani in Svizzera
(
ZURIGO – La giornalista e sociologa delle migrazioni, Giovanna Meyer, sarà in
Svizzera, dal 4 all’11 maggio, per presentare il suo ultimo lavoro: il video
intitolato “Gli Italiani in Svizzera tra Ottocento e Novecento: la storia, le
lotte, la vita in emigrazione”. Il progetto è stato ideato e promosso dai
Circoli Culturali Realtà Nuova di Zurigo, Uster e Montreux e vede la
collaborazione di diversi partner: Colonie Libere Italiane di Zurigo e Uster,
Comitato Cittadino Italiano di Winterthur, l’Associazione Pugliese di Uster e
quella Molisana di Zurigo,
Scuola
Montreux, i Comites di Zurigo e dei Consolati Generali d’Italia di Zurigo e
Losanna. All’evento, oltre all’autrice, parteciperanno importanti figure legate
all’emigrazione italiana in Svizzera, tra i quali: lo scrittore Leonardo
Zanier, che interverrà a Zurigo e a Uster; lo scrittore Tindaro Gatani, che
sarà a Winterthur; il professore Jean-Jacques Marchand a Montreux; l’onorevole
Gianni Farina a Uster e il senatore Claudio Micheloni a Montreux. Obiettivo
dell’iniziativa è quello di stimolare le giovani generazioni alla riflessione
circa le lunga avventura che gli italiani emigranti vissero in Svizzera, già a
partire dal Medioevo, come mercanti di moneta, commercianti di stoffe,
artigiani, perseguitati religiosi ed esuli politici. Il filmato spazia dalla
seconda metà dell’Ottocento alla fine del Novecento, ripercorrendo le varie
fasi della presenza italiana nella Confederazione svizzera: dall’emarginazione
allo slancio associativo, dall’integrazione economica e sociale alle prime
forme di partecipazione politica.
Oltre al filmato della Meyer, già collaboratrice per
ha curato diverse rubriche d’informazione come “Vicini in Europa” o “Un’Ora per
Voi”, ci sarà l’occasione per presentare il libro “Gli italiani in Svizzera. Un
secolo di emigrazione” di Ernst Hatler (edizione Casagrande), il quale, alla
fine del libro, sintetizza:”Tra la fine dell’Ottocento e la fine del Novecento
cinque milioni di italiane e italiani si sono trasferiti in Svizzera
contribuendo allo sviluppo economico, sociale, politico e culturale del Paese,
lasciando tracce profonde e diventandone parte integrante, come mai
nessun’altro popolo di immigrati”.
Lucchesi nel mondo:
delegazione in visita a San Francisco
(
SAN FRANCISCO – E’ stata calorosamente accolta dai conterranei residenti nella
Bay Area la delegazione lucchese che si è recata la scorsa settimana a San
Francisco in occasione dei festeggiamenti per il 35° anniversario di fondazione
della locale Associazione Lucchesi nel Mondo, il primo circolo estero fondato
poco dopo la costituzione a Lucca dell’associazione centrale. Appuntamento
principale è stato la cena di gala svoltasi il 14 aprile presso il South San
Francisco Convention Center, dove si sono ritrovati oltre 300 lucchesi. La sala
era stata decorata con alcune gigantografie che riproducevano le più belle
vedute della nostra città messe a disposizione per l’evento dall’Apt di Lucca,
accompagnate da alcuni versi di una toccante poesia di Ivo Cardelli, lucchese
residente a San Francisco. Nello stesso luogo è stata allestita
la ‘Merica” realizzata dalla Fondazione P. Cresci ed allestita a San Francisco
con il patrocinio dell’associazione Lucchesi nel Mondo.
Il presidente uscente del Circolo di San Francisco,
Gianfranco Andreazzi, “chairman” della serata, ha rivolto il suo saluto alle
autorità intervenute ed a tutti i presenti. Numerosi gli ospiti d’onore che
hanno portato il loro saluto il console generale d’Italia, Roberto Falaschi, il
sindaco di South San Francisco Richard Garbarino, il presidente della sede
centrale di Lucca, Alessandro Pesi, e la segretaria Ilaria Del Bianco,
l’assessore alla Cultura del Comune di Altopascio Nicola Fantozzi, che guidava
una folta delegazione di altopascesi, la presidente del Comites Romana Bracco,
il coordinatore delle Associazioni lucchesi e toscane del Nord America Renzo
Orsi, la professoressa Caterina Rapetti, in rappresentanza del Consiglio dei
Toscani all’Estero. Nei vari interventi, soprattutto in quello di Pesi, è stato
sottolineato lo stretto attaccamento della nostra comunità di San Francisco
alla terra di origine ed a quei valori, in una parola alla “lucchesità”, che
contraddistinguono lo stile lucchese, nonché il prezioso contributo offerto
allo sviluppo locale dall’intraprendenza e dalla capacità dei nostri
conterranei. Molto apprezzato ed ascoltato con piacere il saluto del sindaco di
Capannori, Giorgio Del Ghingaro, letto durante la cerimonia. Nell’occasione del
soggiorno a San Francisco i rappresentati dell’associazione Lucchesi nel Mondo
sede centrale hanno avuto modo di incontrare i tantissimi concittadini
residenti colà facendo loro visita presso le diverse attività che gestiscono
con successo in quella città.
Brasile: veneti a S.
Caterina in festa per i 130 anni di emigrazione
(
ROMA – Sono state presentate a Roma, presso
da Pietro Fanton, presidente dell’Associazione Veneti nel Mondo di Villaverla,
le iniziative riguardanti il 130esimo anniversario dell’emigrazione veneta
nello Stato di Santa Caterina (Brasile), che prenderanno il via dal 12 giugno
prossimo. “Per ricordare questo anniversario, – ha riferito Fanton –
l’associazione ha organizzato una serie di manifestazioni, che vedranno
coinvolti i pronipoti di quei veneti che, oltre un secolo fa, lasciarono la
loro terra d’origine per cercare fortuna, creando in Brasile occasioni di
lavoro e quindi ricchezza, ma anche tanta solidarietà e amicizia con le
popolazioni locali”. L’evento sarà seguito anche da una folta delegazione
istituzionale che, il 12 giugno da Milano, raggiungerà il Brasile, per
ripercorrere i luoghi della prima ondata di emigrazione dal Veneto e visitare
le città dove vivono tante famiglie di corregionali di quarta generazione. In
particolare, sono previste manifestazioni e raduni a Nuova Venezia,
Florianopolis, Criciuma, Urusanga, Azambuja, città fondate dagli emigranti
veneti nei primi anni del secolo scorso. “E’ una occasione per rivivere insieme
ai nostri emigranti – ha aggiunto Fanton – tutte quelle tradizioni che ancora
in questi luoghi esistono, ma che, nella nostra Regione, in parte sono state
dimenticate”. La visita della delegazione sarà raccontata poi in un
documentario che, per volere dell’Associazione Veneti nel Mondo, sarà messo a
disposizione delle scuole regionali.
Romagnoli ospite al Festival
della canzone italiana in Belgio
(
LIEGI – Massimo Romagnoli, deputato di Forza Italia eletto nella circoscrizione
Estero, ha partecipato come ospite al “Festival della Canzone Italiana in
Belgio” di Liegi, manifestazione organizzata da Giuseppe Romeo. Il parlamentare
ha premiato la vincitrice Alessia con un omaggio della Camera dei deputati, e
nel suo messaggio di saluto si è soffermato sulle straordinarie qualità canore
dei partecipanti e sull’importanza della musica italiana nel mondo, evidenziando
il rilevante dato economico che ne scaturisce per le case discografiche.
Concludendo, Romagnoli ha esaltato i talenti italiani all’estero del mondo
della musica “che continuano a far grande il nostro Paese”, i quali “vanno
incoraggiati e supportati con fantastiche iniziative come queste”. Plaudendo
all’iniziativa che da 29 anni miete successi in tutto il Belgio, Romagnoli è
ripartito alla volta di Sofia, dove ha partecipato ad un incontro elettorale
insieme al sindaco Boiko Borisov del partito bulgaro di centrodestra Gerb.
Usa:
omaggio a Menotti
(
WASHINGTON – Con voto unanime,
Camera
mercoledì la legislazione proposta dal deputato Henry E. Brown, Jr. per rendere
omaggio alla vita e all’attività di Gian Carlo Menotti, fondatore dello Spoleto
Festival Usa, morto pochi mesi fa. Nel 1958, Gian Carlo Menotti ha fondato il
Festival dei Due Mondi a Spoleto, in Italia, come un forum di giovani artisti
in Europa. Nel 1977, Menotti decise di progettare un festival americano affine
e scelse Charleston, nella Carolina del Sud, come controparte perfetta della
città umbra. Nel corso degli anni gli ospiti che hanno partecipato al festival
a Charleston sono aumentati e con essi la sua notorietà. Dopo il voto unanime
della Camera, il membro del Congresso Henry E. Brown, Jr. ha dichiarato: “Sono
contento che questa risoluzione, che onora una competizione delle arti negli
Stati Uniti e in Italia, sia passata all’unanimità prima che cominciamo il
primo festival di Spoleto a Charleston dalla morte di Gian Carlo Menotti. “Il
festival di Spoleto a Charleston – ha proseguito Brown – attrae ogni anno oltre
75 mila membri e mostra tutte le grandi cose che Charleston può offrire e per
questo siamo tutti riconoscenti per gli sforzi di Gian Carlo Menotti”.
L’Avana: a fine maggio
seminario di lingua, letteratura e cultura italiana
(
L’AVANA – Si svolgerà sotto gli auspici dell’ambasciata italiana a Cuba,
l’Università dell’Avana e l’Università di Tor Vergata e di Roma Tre, tra le
altre istituzioni, la nona edizione del Seminario di lingua, letteratura e
cultura italiana a Cuba. La manifestazione, che si svolgerà presso Biblioteca
Rubén Martínez Villena dell’Avana dal 29 al 31 maggio, verrà inaugurata dal
saluto dell’ambasciatore italiano a Cuba Domenico Vecchioni e prevede la
partecipazione di specialisti, docenti e studenti esperti del settore culturale
italiano, tra cui Maurizio Dardano, Gianluca Colella e Fabio Caon. Il Seminario
di lingua, letteratura e cultura italiana a Cuba segna una tappa importante
nell’evoluzione dell’italianistica cubana, che, ormai matura, si prepara a
tracciare un bilancio delle proprie esperienze e delle proprie conquiste, per
aprirsi verso nuovi obiettivi. Rimane in primo piano, nell’incontro con docenti
ed esperti italiani, il profilo didattico dell’impianto seminariale, volto ad
approfondire e aggiornare le conoscenze linguistiche e della metodologia
d’insegnamento, oggetto in Italia di un lavoro di ricerca particolarmente
intenso negli ultimi anni.
Argentina: patronato Enas si
attiva per il pagamento delle pensioni
(
BUENOS AIRES – Lo scorso 25 aprile, in seguito alla convocazione diramata dal
consigliere per l’Emigrazione dell’ambasciata d’Italia in Argentina Fabrizio
Marcelli e alla presenza del console generale di Buenos Aires Giancarlo Curcio,
i responsabili dei diversi patronati hanno incontrato un rappresentante del
Banco Itau Buen Ayre, ente che dal mese di maggio pagherà le pensioni erogate
dall’Inps ai beneficiari residenti nelle grandi città della Repubblica
Argentina. A sua volta, laddove non sia presente il Banco Itau Buen Ayre, il
servizio sarà offerto dal Banco Patagonia, secondo accordo realizzato tra le
due banche argentine. I pagamenti sono stati anticipati da vari giorni e
pertanto a partire dal 2 maggio, dalle ore 8 alle 15, i pensionati dovranno
recarsi alla filiale a tale scopo designata, secondo la lettera che in questi
giorni giungerà a ogni beneficiario. Per maggiori informazioni i pensionati
potranno rivolgersi agli enti di patronato presenti sul territorio o al numero
di telefono gratuito: 0800-999-4828. Curcio ha inoltre reso noto che la sede di
via Reconquista 572 del consolato sarà aperta domani, dalle ore 8 alle 12, per
il rilascio delle procure di coloro che non sono in grado di pagare spese
notarili private. “Il patronato Enas Argentina – si legge in una nota diramata
dalla coordinatrice nazionale Norma Negro – ringrazia l’interessamento e la
disponibilità dimostrata dalle autorità dell’ambasciata e del consolato
generale di Buenos Aires per dare urgente risoluzione alla problematica
inerente ai pensionati italiani residente nella Repubblica Argentina, a cui si
sentono così vicini, ed è convinto che il Banco Itau Buen Ayre si impegnerà per
dare ai connazionali il servizio che meritano”.
Toscana: gonfalone d’argento
per 11 corregionali all’estero
(
FIRENZE – La più alta onoreficenza della Regione a undici toscani che
all’estero hanno contribuito ad accrescere l’internazionalizzazione della
nostra regione. L’assessore regionale al bilancio, Giuseppe Bertolucci, ha
infatti insignito del Gonfalone d’argento cinque toscani che svolgono la loro
attività in Brasile e sei che operano in Argentina. Il prestigioso
riconoscimento è stato consegnato a Deanna Albano, Mari de Nasaré Baiocchi,
Zelìa Gattai, André Puccinelli e Julio César Huerta durante una cerimonia che
si è svolta presso il Consolato generale di San Paolo. Con una analoga
cerimonia presso il Consolato generale di Buenos Aires il Gonfalone d’argento è
stato consegnato a Leopolda Barsottini, Floriano Cordovani, Luigi Ciampi Panno,
Alberto José Spadoni, Fulvia Lisi e Mario Rossi. Dopo aver riconosciuto come
gli undici toscani premiati contribuiscano a accrescere l’immagine della
Toscana fuori dai suoi confini geografici, quale centro di irradiazione della
cultura e del sapere scientifico, delle tradizioni, dell’artigianato, dello
spirito imprenditoriale e dei valori toscani, l’assessore Bertolucci si è
rivolto ai giovani.
“Il mondo di oggi – ha detto – questo villaggio globale,
come lo chiamava padre Ernesto Balducci, ha bisogno dei giovani, di tutto il
loro impegno, di tutto il loro spirito critico, di tutta la loro capacità
creativa, della passione e della solidarietà che loro sanno esprimere per
superare le ingiustizie e per affermare la cooperazione, lo sviluppo equo e
solidale, la libertà e la pace tra tutti i paesi del mondo”. Tra gli
appuntamenti di particolare rilievo per i Toscani all’estero, c’è infatti
Mondiale dei giovani toscani nel mondo in programma dal 13 al 15 luglio nella
tenuta di San Rossore dove circa duecento ragazze e ragazzi provenienti da
tutto il pianeta (cento dalla Toscana) si incontreranno, parleranno si
confronteranno stringendo rapporti e consolidando un dialogo ormai aperto da
anni. L’altro importante appuntamento sarà l’8 e 9 settembre per
dei Toscani all’Estero, che quest’anno si svolge in Valtiberina, dove saranno
impegnati soprattutto i Comuni di Anghiari e San Sepolcro.
Argentina: Buenos Aires
regala un terreno alla comunità italiana
(
BUENOS AIRES – Un sabato importante il prossimo 5 maggio per la comunità
italiana di Buenos Aires, il governo della città infatti ha deciso di
consegnare un “predio” in favore dei giovani discendenti di italiani. Nei
locali della Faca (Federazione dei Calabresi in Argentina), il governatore
della città autonoma di Buenos Aires, Jorge Telerman, presenzierà all’atto di
consegna ufficiale di un terreno di ben 2 ettari ai membri della Comunità.
Un’area sulla quale verranno realizzati campi di calcio e tennis per i giovani
e meno giovani. Il terreno, oggi completamente abbandonato, si trova in una
zona destinata ad attività sportive come il Club di rugby ed altri Club
sportivi. Tra pochi mesi in questa stessa zona verrà inaugurato il polo
farmaceutico più importante si tutto il Sud America nel quale le aziende leader
del settore a livello mondiale, effettueranno ricerche e prepareranno i
farmaci. Alla festa per la consegna del terreno parteciperanno i rappresentanti
delle Associazioni italiane che operano per poter svolgere un servizio a favore
dei giovani discendenti di italiani.
Lingua: il Piemonte investe
sulla formazione degli insegnanti
(
TORINO –
di Scienze della Formazione dell’Università di Torino, sta realizzando due
Master universitari biennali di I livello in Argentina (“Cultura e patrimonio
storico linguistico del Piemonte per la formazione degli insegnanti”, con sede
presso
di Lingue dell’Università Nazionale di Cordoba) e in Brasile (“Esperto di
cultura regionale (Piemonte) per la formazione degli insegnanti”, presso
l’Università Federale dello Spirito Santo a Vitòria. I due Master, finanziati
dalla Regione Piemonte, sono nati all’interno del progetto regionale
“Valorizzazione dell’Identità del Piemonte” con lo scopo di diffondere la
cultura piemontese nei luoghi maggiormente interessati dal fenomeno migratorio
che riguardò la nostra regione alla fine dell’ottocento e durante la prima metà
del Novecento. Coordinatrice responsabile del Master sarà la professoressa Alda
Rossebastiano che, in visita al Museo dell’Emigrazione di Frossasco, ha
consultato il materiale storico con riguardo alla corrispondenza originale fra
gli emigrati piemontesi e i loro parenti in Italia.
Che cos’è
(
ROMA – Sempre più spesso nell’ultimo decennio nelle società occidentali si è
sentito parlare di necessità di affrontare una riforma del sistema
pensionistico. Ciò a causa delle modificarsi delle condizioni economiche e
lavorative delle società ma anche per il modificarsi della composizione delle
società stesse.
L’obiettivo di apportare alcune modifiche ai sistemi pensionistici
attuali è quello di garantire anche alle future generazioni la copertura
economica nella fase della loro terza età.
Ogni governo fa i conti con questa esigenza e chi più
velocemente chi con più cautela tutti i governi dei Paesi sviluppati stanno
affrontando questo tema.
A vegliare sulle modalità e i criteri in base ai quali si
faranno le modifiche dei diversi sistemi pensionistici ci sono, oltre ai
lavorati, i politici dei diversi schieramenti e le organizzazioni sindacali e
di categoria.
In questi primi mesi dell’anno in Italia, in particolare i
lavoratori si sono trovati a dover compiere una scelta sulla destinazione di
una parte del ‘tesoro’ accumulato nel corso degli anni di lavoro retribuito
destinato per legge alla liquidazione nel momento in cui il lavoro finisce.
Dall’inizio degli anni Novanta il sistema pensionistico
italiano è stato oggetto di un articolato processo di riforma volto a contenere
la spesa pensionistica in modo da garantirne la sostenibilità finanziaria.
Tale riforma rappresenta un’importante evoluzione nella
storia della previdenza italiana. Essa è infatti incentrata sullo sviluppo di
un sistema pensionistico basato su due “pilastri”: il primo è rappresentato
dalla previdenza obbligatoria (erogata da Inps, Inpdap, Casse professionali
ecc.) che assicura la pensione di base; il secondo è rappresentato dalla
previdenza complementare che è finalizzata a erogare una pensione aggiuntiva a
quella di base.
Le prestazioni pensionistiche che saranno pagate in
particolare ai lavoratori entrati nel mondo del lavoro dopo il 1° gennaio 1996
o con pochi anni di servizio a quella data, saranno inferiori di quelle pagate
nel passato.
Per garantire a tutti i lavoratori la possibilità di
mantenere un adeguato tenore di vita anche dopo il pensionamento, la riforma ha
previsto la possibilità di aderire alle forme pensionistiche complementari.
L’adesione alla previdenza complementare, pur non essendo
obbligatoria, è quindi un’interessante opportunità per garantire ai pensionati
di domani un reddito di importo adeguato.
Una delle novità più importanti della Riforma riguarda il
Trattamento di Fine Rapporto (TFR) che può essere utilizzato come fonte di
finanziamento delle forme pensionistiche complementari.
Che cosa è la liquidazione o
Tfr?
(
ROMA – La “liquidazione”, ribattezzata negli ultimi anni “Trattamento di Fine
Rapporto”, è la somma di denaro che viene corrisposta dal datore di lavoro al
lavoratore, nel momento in cui cessa il rapporto di lavoro dipendente.
Il Trattamento di Fine Rapporto si determina accantonando
per ciascun anno di lavoro una quota pari al 6,91 % della retribuzione lorda.
La retribuzione utile per il calcolo del Trattamento di Fine Rapporto comprende
tutte le voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro,
salvo diversa previsione dei contratti collettivi. Gli importi accantonati sono
rivalutati, al 31 dicembre di ogni anno, con l’applicazione di un tasso
costituito dall’1,5% in misura fissa e dal 75% dell’aumento dell’indice dei
prezzi al consumo Istat.
Al momento della
liquidazione, il Trattamento di Fine Rapporto è tassato, in linea generale, con
l’applicazione dell’aliquota dell’L’imposta sul reddito delle persone fisiche,
abbreviata con l’acronimo (IRPEF,) media del lavoratore nell’anno in cui è
percepito.
Per la parte di Trattamento di Fine Rapporto che si
riferisce agli anni di lavoro decorrenti dal 1° gennaio 2001, l’amministrazione
finanziaria provvede poi a riliquidare l’imposta, applicando l’aliquota media
di tassazione del lavoratore degli ultimi 5 anni.
Chi sono i lavoratori
interessati alla riforma del Tfr?
(
ROMA – Alla riforma della previdenza complementare attuata con il d. lgs.
n.252/2005 ed entrata in vigore dal 1° gennaio 2007 sono interessati tutti i lavoratori
autonomi e i lavoratori dipendenti, ad esclusione dei dipendenti delle
pubbliche amministrazioni sotto elencate. In base alla disciplina del d. lgs.
n. 252/2005 o del d. lgs. n.124/1993, possono aderire alle forme pensionistiche
complementari le seguenti tipologie di lavoratori:
1. i lavoratori
dipendenti sia del settore privato che del settore pubblico;
2. i lavoratori
assunti in base alle tipologie contrattuali previste dal d. lgs. n.276/03
(legge Biagi): soggetti con contratto di lavoro in somministrazione, con
contratto di lavoro intermittente, con contratto di lavoro ripartito, con
contratto di lavoro a tempo parziale, con contratto di apprendistato, con
contratto di inserimento, con contratto di lavoro a progetto, con contratto di
lavoro occasionale;
3. i lavoratori
autonomi;
4. i liberi
professionisti;
5. i soci
lavoratori di cooperative;
6. i soggetti
che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità
familiari nonché i soggetti che svolgono, senza vincolo di subordinazione,
lavori non retribuiti in relazione a responsabilità familiari e che non
prestano attività lavorativa autonoma o alle dipendenze di terzi e non sono
titolari di pensione diretta.
Naturalmente, la specifica disciplina sul conferimento del
Trattamento di fine rapporto (TFR) alle forme pensionistiche complementari
trova applicazione solo con riferimento ai lavoratori dipendenti.
Alle forme pensionistiche complementari di carattere
individuale (fondi aperti e PIP) possono aderire anche soggetti diversi da
quelli sopra elencati, come ad esempio i soggetti che non hanno reddito da
lavoro.
Possono inoltre iscriversi alle forme pensionistiche
complementari anche i c.d. “soggetti fiscalmente a carico” cioè quei soggetti
rispetto ai quali il percettore del reddito fruisce delle deduzioni o delle
detrazioni prevista dalla normativa fiscale vigente.
Affinché i soggetti fiscalmente a carico possano
effettivamente iscriversi ad un fondo pensione di natura negoziale è necessario
che tale facoltà sia espressamente prevista dallo statuto del fondo pensione.
Le forme pensionistiche
complementari
Introduzione
Per “forme pensionistiche complementari” si intendono quelle
forme di previdenza finalizzate a erogare una pensione aggiuntiva a quella già
erogata dagli Istituti di previdenza obbligatoria. Tali forme sono autorizzate
e sottoposte alla vigilanza di una Autorità pubblica,
vigilanza sui fondi pensione (Covip). Sono forme pensionistiche complementari:
i fondi pensione negoziali, i fondi pensione aperti, i piani individuali
pensionistici e i fondi pensione preesistenti, istituiti anteriormente al
novembre 1992. Le forme pensionistiche complementari si distinguono in
collettive e individuali, in base alle modalità istitutive. Nelle forme collettive
l’adesione viene contrattata a livello collettivo e riguarda un gruppo di
lavoratori individuati in base all’appartenenza ad una determinata azienda,
gruppo di aziende, comparto o settore produttivo; nelle forme individuali
invece l’adesione avviene su base rigorosamente individuale a prescindere dal
tipo di attività prestata e dall’esercizio o meno di attività lavorativa.
Le forme collettive sono attuate mediante:
1. I fondi
pensione di natura negoziale istituiti per effetto di un contratto o accordo collettivo
di lavoro anche aziendale
2. I fondi
istituiti o promossi dalle regioni
3. I fondi
aperti che ricevono adesioni collettive
4. I fondi
istituiti dalle casse professionali privatizzate
5. I fondi
preesistenti
Le forme individuali
Questo tipo di forme pensionistiche commplementari sono
attuate mediante adesione individuale a fondi pensione aperti o mediante piani
pensionistici individuali.
Fondi pensione aperti
(
ROMA – I fondi pensione cosiddetti “aperti” sono istituiti direttamente da
banche, società di intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione e
società di gestione del risparmio. Nell’ambito del patrimonio della società che
li istituisce, i fondi pensione aperti costituiscono un patrimonio separato ed
autonomo finalizzato esclusivamente all’erogazione delle prestazioni
previdenziali. L’adesione ai fondi aperti può avvenire in forma collettiva o
individuale. Si ha adesione in forma collettiva a un fondo pensione aperto
quando la fonte istitutiva della forma pensionistica complementare, invece di
decidere di istituire uno specifico fondo pensione negoziale, sceglie uno o più
fondi aperti come strumento per la realizzazione dell’obiettivo previdenziale.
La gestione finanziaria del fondo aperto è svolta generalmente dalla stessa
società che lo ha istituito. La banca depositaria, come per i fondi negoziali,
deve essere un soggetto esterno. Il responsabile del fondo aperto svolge la
propria attività in modo autonomo rispetto alla società che ha istituito il
fondo aperto e ha il compito di verificare che la gestione avvenga
nell’esclusivo interesse degli aderenti e nel rispetto di norme, regolamenti e
contratti. L’interesse degli aderenti è tutelato anche dall’organismo di
sorveglianza. Tale organismo ha il compito di controllare che l’amministrazione
e la gestione del fondo avvengano in modo regolare e funzionale alle esigenze
degli aderenti. La composizione dell’organismo di sorveglianza varia in
funzione della tipologia di fondo pensione aperto. Possono farne parte rappresentanti
dei lavoratori e dei datori di lavoro quando le adesioni al fondo avvengono su
base collettiva.
Fondi pensione chiusi o
negoziali
(
ROMA – I fondi pensione definiti “negoziali” nascono da contratti o accordi
collettivi anche aziendali che individuano l’area dei destinatari cioè i
soggetti ai quali il fondo si rivolge sulla base dell’appartenenza ad un
determinato comparto, impresa o gruppo di imprese o ad un determinato
territorio (es. regione o provincia autonoma).
L’attività del fondo pensione negoziale consiste
essenzialmente nella raccolta delle adesioni e dei contributi,
nell’individuazione della politica di investimento delle risorse la cui
attuazione viene affidata a soggetti esterni specializzati nella gestione
finanziaria e nella erogazione delle prestazioni. Il fondo pensione negoziale è
un soggetto giuridico autonomo dotato di organi propri: l’assemblea, gli organi
di amministrazione e controllo e il responsabile del fondo che, in genere,
coincide con il direttore generale. L’assemblea è formata da rappresentanti
degli iscritti (più raramente, e solo nei fondi preesistenti, da tutti gli
associati). Gli organi di amministrazione e controllo sono costituiti per metà
dai rappresentanti dei lavoratori iscritti e per l’altra metà dai
rappresentanti dei datori di lavoro. I componenti degli organi di
amministrazione e controllo e il responsabile del fondo devono essere in
possesso di specifici requisiti di professionalità e onorabilità. Per lo
svolgimento di alcune attività, il fondo pensione negoziale si avvale di
soggetti esterni alla sua struttura. Così, ad esempio, la gestione delle
risorse finanziarie è affidata a soggetti specializzati (banche, società di
intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione, società di gestione del
risparmio); le risorse del fondo sono depositate presso la banca depositaria;
le pensioni sono generalmente erogate da una compagnia di assicurazione.
Piani individuali
pensionistici
(
ROMA – I piani individuali sono forme
pensionistiche individuali realizzate attraverso la sottoscrizione di contratti
di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale. Le regole che
disciplinano il rapporto con l’iscritto sono contenute, oltre che nella polizza
assicurativa, in un apposito regolamento, redatto in base alle direttive della
COVIP e dalla stessa autorizzato al fine di garantire all’aderente gli stessi
diritti e prerogative delle altre forme pensionistiche complementari. Così come
stabilito per le altre forme pensionistiche, le risorse finanziarie accumulate
mediante tali contratti costituiscono patrimonio autonomo e separato.
Analogamente ai fondi pensione aperti, inoltre, è prevista la figura del
responsabile della forma pensionistica che ha il compito di verificare che la
gestione avvenga nell’esclusivo interesse degli aderenti e nel rispetto di
norme, regolamenti e contratti.
Fondi pensione
preesistenti
(
ROMA –
I fondi pensione preesistenti sono forme pensionistiche complementari
già istituite alla data del 15 novembre 1992 che presentano caratteristiche
peculiari rispetto ai fondi istituiti successivamente (come ad esempio la
possibilità di gestire direttamente le risorse senza ricorrere a intermediari
specializzati). Il D.lgs. n.252/2005 stabilisce che l’adeguamento di tali forme
alle norme dello stesso decreto avvenga secondo criteri, modalità e tempi
stabiliti dal Ministero dell’economia di concerto con quello del lavoro sentita
a questa tipologia di fondo avviene su base collettiva e l’ambito dei
destinatari è individuato dagli accordi o contratti aziendali o interaziendali.