– Roma, 8 lug – Giorgio Napolitano, ministro dell’Interno: “Ci sarebbe molto da dire su come si è arrivati a questo, senza nulla togliere alla irresponsabilità del Prc. Mi limito a osservare che la discussione della Finanziaria in Consiglio dei ministri non è stata preparata. Ci sono state discussioni tra noi… Non so nulla dei contatti intercorsi con il Prc nella fase di preparazione della Finanziaria. Mi chiedo però: o abbiamo sottovalutato le minacce di rottura; o abbiamo messo nel conto la sfida e la risposta ‘elezioni subito’; oppure Prodi aveva considerato la possibilità di andare avanti con la Finanziaria, sfidando alla Camera il Prc e il Polo”.
Massimo D’Alema, segretario del Pds: “Non nasce da noi nè dal governo la situazione nella quale ci troviamo. Al di là della competizione a sinistra, abbiamo tentato di rafforzare il rapporto con il Prc. Nella Bicamerale il punto che stava più a cuore al Prc ci ha però visti isolati. Io penso che il governo abbia sbagliato nel rapporto con il Prc, mettendo in difficoltà il Pds. Siamo noi ad aver subìto la difficoltà del rapporto. Bertinotti ha detto che bisogna restituire all’Italia una sinistra antagonista. Ma quando ad un certo punto li abbiamo stretti, sospinti dalla paura delle elezioni hanno offerto un patto di sei mesi. L’intesa a termine, che ha avuto per noi un prezzo politico incalcolabile, è stata un’operazione tattica che ha lasciato inalterata la loro visione strategica. Questo è il punto vero: la separazione. Tanto che nel corso del mio colloquio con Bertinotti, lui era solo interessato alla sorte degli accordi per le Amministrative, dando per scontata la crisi. Quanto al Polo si ipotizzava la sua deflagrazione, che invece non c’è stata. C’è invece il movimento del centro. Un governo di unità nazionale durerebbe fino al 1999. Escludo l’ipotesi di andare avanti. Se si apre la crisi chiederò una verifica rapida”.