– Lisbona, 8 lug – Elette a furor di popolo nel vero senso della parola: il metodo della votazione, infatti, è stato un referendum “ virtuale” , con milioni di preferenze espresse con un solo clic, su un sito ad hoc o attraverso sms, pervenuti da tutti i continenti. Ma sulle modalità di voto l’Organizzazione mondiale della cultura ha qualche dubbio. “ La lista – precisa – è frutto di un’iniziativa privata che non potrà contribuire in maniera significativa alla conservazione dei siti prescelti. Non c’è alcun punto di paragone tra l’iniziativa mediatica e il lavoro scientifico ed educativo che porta all’iscrizione dei siti sulla lista del Patrimonio mondiale” . Fatto sta che da adesso in poi le nuove meraviglie saranno altre e tutte ancora possibili da ammirare. E le “ vecchie” ? Non certo da dimenticare. Il Faro di Alessandria, il Tempio di Artemide, la Statua di Zeus, il Colosso di Rodi, i Giardini di Babilonia e il Mausoleo di Alicarnasso, monumenti di cui possiamo godere solo nei libri di storia ma che, non per questo, devono essere dimenticate. Un’unica eccezione in questo elenco: la piramide di Cheope, a Giza che nei millenni ha perso solo una decina di centimetri di altezza. Dopo la vittoria, in diverse città del mondo è esplosa la gioia. (SEGUE)