– Roma, 10 lug – Per i Ds è sufficiente il Copaco mentre l’Udeur e Prc hanno presentato ieri due proposte di legge per istituire una commissione parlamentare di inchiesta. Ma intanto, sullo scottante caso dei dossier Sismi, sia maggioranza che opposizione, come sottolinea il Corriere della Sera, cercano di abbassare i toni e perde consistenza l’ipotesi della commissione, “forse proprio per effetto della sortita del generale apparsa a molti come un avvertimento non soltanto per i toni usati, ma anche per la scelta di non apparire personalmente e di affidarsi al presidente della Commissione Difesa del Senato Sergio De Gregorio”. Il quotidiano anticipa che la convocazione per Nicolò Pollari davanti al comitato di controllo sui servizi segreti “potrebbe arrivare nei prossimi giorni ed essere fissata dopo le audizioni dell’attuale direttore del Sismi Bruno Branciforte e del pubblico ministero Pietro Saviotti, titolare delle indagini sull’ufficio di via Nazionale gestito da Pio Pompa. In quella sede l’ex capo dell’intelligence militare sarà vincolato al segreto di Stato, ma potrà comunque rispondere alle domande che riguardano i dossier confezionati dal suo collaboratore di fiducia. Su quelle carte non esiste alcuna limitazione. Pollari ha già sostenuto che si tratta di documenti provenienti da ‘fonti aperte’. Le verifiche svolte sinora hanno però delineato un quadro diverso, un’attività di spionaggio vera e propria della quale il direttore veniva informato, almeno in alcuni casi. A dimostrarlo ci sono i colloqui intercettati e depositati nell’ambito dell’inchiesta sul sequestro dell’ex imam Abu Omar nel corso dei quali Pompa lo aggiornava riguardo alle verifiche disposte sul conto dei pubblici ministeri che si occupavano di quella vicenda. Dopo le dichiarazioni di Pollari rese pubbliche due giorni fa, il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero ha chiesto al governo di rinunciare al conflitto di attribuzione con i magistrati milanesi sollevato davanti alla Corte costituzionale. Lui ha già comunicato al premier che ritirerà la firma dal provvedimento che affida all’avvocatura dello Stato l’incarico di promuovere il ricorso che accusa i magistrati milanesi di aver violato la legge e di aver messo in difficoltà il Sismi svelando l’identità degli 007 e l’esistenza di alcune sedi, ma soprattutto intercettando i loro telefoni. Il consiglio dei ministri affronterà il problema nel corso della prossima riunione”.
