– Roma, 10 lug – Si è concluso questo pomeriggio, a Roma, il convegno nazionale “Il lavoro si forma” di Fondartigianato, fondo interprofessionale per la formazione continua dei lavoratori nelle medie e micro-imprese artigianali. L’ultima sessione, al termine di due giornate dedicate all’analisi di dati, prospettive, strategie mirate alla creazione di una classe di professionisti artigianali preparati e aggiornati, si è allargata a una visione panoramica dell’artigianato in Italia, ed ha visto l’intervento di esperti di settori limitrofi. Tanto per cominciare, la psicologa aziendale Matilde Cesaro ha illustrato i risultati di un’indagine condotta su un campione di 60 progetti formativi nazionali di Fondartigianato avviati nell’anno 2005. I questionari a cui sono stati sottoposti i responsabili di alcuni enti di formazione hanno rivelato interessanti dati: le regioni con più alta percentuale di progetti avviati sono la Lombardia, con il 34 per cento del totale, l’Emilia Romagna con il 26 per cento, e il Veneto, che si attesta sul 25,7 per cento. Le stesse regioni, non a caso, hanno anche la più elevata quota di adesioni a Fondartigianato. I risultati delle interviste rivelano inoltre che i settori maggiormente interessati dagli interventi del fondo sono il manifatturiero (51,7 per cento) e quello dei servizi (31,3 per cento), e che, all’interno delle macrocategorie, le voci di maggior rilievo sono quelle del settore metalmeccanico, dei servizi alle imprese e della lavorazione del metallo. Una larghissima maggioranza degli intervistati ha dichiarato inoltre di avere un’impressione generale “positiva”dei progetti di Fondartigianato, ma lo studio di Cesaro ha mostrato anche alcuni aspetti in cui l’attività del fondo può migliorare: nei progetti di Fondartigianato, infatti, l’88 per cento delle ore di formazione è stato destinato alla formazione tradizionale, e solo l’1,5 per cento ha previsto modalità di formazione a distanza. Risultano inoltre poco utilizzati modelli di formazione che prevedano l’utilizzo di tecnologie multimediali e innovative. (SEGUE)
