– Roma, 10 lug – “Io dico che non si chiude”. Questa la previsione pessimistica espressa da Luigi Angeletti, segretario generale Uil, che, in un’intervista al Messaggero, parla dell’accordo sulla riforma previdenziale. “Diciamo che ci sono 40 possibilità su 100 che si chiuda e 60 che non si chiuda. Nel caso di un esito negativo, lo show down ci sarebbe a settembre, a ridosso della Finanziaria. Comunque lo sapremo la prossima settimana perché, il tavolo, non potremo riaprirlo prima”. Angeletti vede l’accordo lontano “perché il governo ha impostato il confronto sul presupposto sbagliato che il sistema previdenziale abbia bisogno di ulteriori risorse”. Ma per Angeletti questo assunto dell’esecutivo non corrisponde alla realtà: “Quando il governo dice ‘non abbiamo i soldi per pagare le pensioni’, dice una cosa che non sta in piedi. I conti dell’Inps, infatti, sono in attivo e le entrate da contributi sono più che sufficienti per pagare la previdenza. Dunque, ancora si può andare in pensione a 57 anni. Il nostro sistema previdenziale è in equilibrio e lo sarà anche nei prossimi anni. Almeno fino a quando i soldi dei contributi serviranno a pagare le pensioni. E’, invece, inaccettabile dire, come fa l’esecutivo, che se ci fossero risorse aggiuntive dovrebbero essere spese in altre direzioni”.
