– Roma, 11 lug – L’Unità, come del resto gran parte della stampa nazionale, si occupa del video diffuso da Repubblica.it sui presunti brogli elettorali avvenuti in Australia in occasione delle passate elezioni politiche. Il quotidiano della Quercia mostra comunque un certo scetticismo: “Scoop o bufala?” si chiede la giornalista Natalia Lombardo: “A scoppio ritardato di un anno e passa, ieri Repubblica.it ha trasmesso un video che denuncia una presunta manipolazione di schede elettorali che sarebbe avvenuta nell’aprile 2006 in un garage di Sidney, quindi sul voto degli italiani residenti in Australia. Il video era già circolato nel settembre scorso e proposto, a pagamento, ad alcune testate italiane che non l’hanno accettato. L’unica cosa certa, comunque, è il pessimo risultato del meccanismo di voto degli italiani all’estero stabilito dalla legge Tremaglia”. Più critico il Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi. “Dopo il video di Repubblica – scrive Luca Telese – molti hanno aperto gli occhi, e scoprono che il nostro Parlamento è appeso ai voti dei Pallaro e delle Helga Thaler sulla base di un voto sostanzialmente irregolare: quello degli italiani all’estero”. Già dal 2006, si legge sul quotidiano, “scoprimmo che in tutta la procedura c’erano infinite magagne, e che i nostri italiani all’estero erano una sorta di tribù separata, ‘elettori di un Dio minore’. Che ci fossero molti dubbi, su quel voto – aggiunge Telese – non è un mistero. Il primo a denunciarli, a onor del vero, fu l’ex ministro Mirko Tremaglia, sole ventiquattr’ore dopo lo spoglio. Ma Tremaglia era testimone ‘di parte’, dissero, reduce da una sconfitta personale con la sua lista, il suo dossier non arrivò sui giornali (a parte il nostro). Certo, era una ‘prima volta’ e molto pesò l’esordio di un meccanismo mai rodato. Ma le testimonianze indicavano molto più di generiche disfunzioni organizzative”.