– Roma, 11 lug – Parla il diretto interessato, l’autore del video diffuso ieri da Repubblica.it su possibili brogli elettorali che si sarebbero compiuti in Australia nel corso delle ultime elezioni politiche: Paolo Rajo, napoletano trasferito a Sidney, dove lavora in una radio diretta ai connazionali. Lui stesso si paragona a Pippo Baudo e, dalle pagine della Stampa, spiega che non si aspettava questo putiferio da quella competizione dove era candidato per l’Udeur: “Non ho ancora capito se si tratta di una tragedia politica o di una barzelletta”. Aveva provato a mettere su Youtube il video girato e, non essendoci riuscito ha provato ad inviarlo al quotidiano romano, dal quale è stato ricontattato. “Avrò scritto un centinaio di volte al partito per segnalare le irregolarità – afferma -. Ma non ho mai ottenuto risposta, una. Niente. Nulla. La voce di Mastella non l’ho mai sentita. Ho ritrovato le mie schede in una discarica, mezze bruciate ma non è interessato a nessuno”. Dei due parlamentari eletti che potrebbero aver trovato vantaggi dai brogli, Rajo dice: “Li conosco, sono delle ottime persone. La buona fede degli eletti è fuori discussione. Non sono certo loro ad aver organizzato i brogli”. E se sospetti ci sono, per Rajo sono da cercare tra “i soliti baroni. Baroni che hanno forti interessi economici in Australia e in Italia. I soliti personaggi che quando arrivano dall’Italia i politici corrono a prenderli all’aeroporto e ci raffigurano sempre con lo stereotipo dell’emigrante venuto con la valigia di cartone che si è fatto da solo”. Lui, Rajo, afferma di essersi candidato “per far ottenere a tutti gli italiani d’Australia la pensione, che non è, come pensano i politici un fatto economico, ma affettivo”. Una soluzione per eventuali brogli, secondo Rajo, c’è ed è “cambiare la legge”: “Il voto per corrispondenza è un disastro. Le schede possono essere stampate da tipografie private, i plichi sono consegnati senza alcuna garanzia. E’ un sistema assolutamente inadeguato”.