– Roma, 11 lug – “Con queste norme sciagurate vince la politica di Berlusconi” l’accusa che Antonio Di Pietro lancia dalle colonne di Repubblica in merito alla riforma dell’ordinamento giudiziario contro la quale si è schierata l’Associazione nazionale magistrati, annunciando uno sciopero delle toghe per il 20 luglio. Il leader dell´Idv e ministro delle Infrastrutture definisce lo sciopero “l´ultimo, disperato appello alle istituzioni e all´opinione pubblica perché ci si renda conto che questa riforma conclude la politica della giustizia di Berlusconi e non apre quella dell´Unione. Con questo atto si rischia di chiudere un ciclo nel quale, minando e limitando l´indipendenza della magistratura, si è cercato di smantellare lo stato di diritto, unico e ultimo baluardo di legalità in un paese dove da anni si lavora per bloccare i magistrati”. Di Pietro si appella quindi a Prodi “perché eviti di imporre la fiducia”. Ma se venisse posta, la voterebbe: “Se ci sarà il ricatto della fiducia non faremo cadere Prodi. Voteremo tappandoci il naso. Ci sono tanti passi di questo governo che non condivido, dall´attendismo sulle pensioni, alla politica giudiziaria, allo stop and go sulle infrastrutture; ma ce ne sono tanti altri che mi vanno bene e di cui sono corresponsabile”. E sottolinea: “Invece di pretendere dall´Idv il sì al voto di fiducia, Mastella e tutto il governo farebbero bene a modificare almeno quella parte del testo che, più smaccatamente di altre, suona come una rottura delle garanzie costituzionale”.