– Roma, 12 lug – “Il disegno di legge sulla classificazione delle pellicole cinematografiche che, a quanto anticipato oggi da un articolo del Sole 24 Ore, il Governo dovrebbe presentare nei prossimi giorni al Consiglio dei Ministri, ha dei profili allarmanti per le conseguenze nefaste sull’effettiva tutela dei minori. L’idea che a giudicare sulla classificazione di un film, ed eventualmente a vietarlo ai minori di una certa età, possano essere gli stessi produttori è veramente inquietante: così facendo si creerebbe una inaccettabile coincidenza tra giudicato e giudicante”. A dirlo è Maria Rita Munizzi, presidente del Moige – Movimento Italiano Genitori. “Meno di un mese fa – dice la presidente – avevamo segnalato come già in Italia il funzionamento della Commissione di Censura Cinematografica avesse molte falle e permettesse ai bimbi la visione di film che in altri paesi europei erano loro vietati. Se la risposta del Governo a questo problema consiste nel dare potere di giudizio ai produttori cinematografici, che ovviamente agirebbero secondo criteri di mercato, invece che alla società civile e agli esperti della tutela dei minori, allora c’è proprio di che preoccuparsi”. “Ci auguriamo – conclude la Munizzi – che il Governo faccia un passo indietro su questa proposta di legge e che pensi, piuttosto, a fare delle leggi a reale tutela dei minori”.