– Roma, 12 lug – “Non accetto nessun dikat da Di Pietro, poteva venire in commissione a fare le sue osservazioni, sbagliano gli uomini del ministro a non leggere in filigrana che il mio emendamento sta nella linea che abbiamo demarcato in commissione”. Così Roberto Manzione (Ulivo), conversando con i giornalisti poco dopo che l’Aula del Senato ha sospeto i lavori, si difende dalle accuse provenienti dai senatori della maggioranza, dopo che la seconda parte di un suo subemendamento è passata in aula con il voto dell’opposizione. E anzi, rilancia, “anche l’altro emendamento che ho presentato sulla presenza degli avvocati nei consigli giudiziari, è dentro questa linea di demarcazione. E far passare o meno quell’emendamento non dipende certo da me”. E il rischio è proprio questo, e cioè che la maggioranza possa andare ancora sotto in aula. E sia chiaro, aggiunge, “io non faccio un passo indietro dalla linea decisa in commissione”. Tornando al voto dell’aula Manzione puntualizza: “Il mio è un emendamento che viene dalla maggioranza e che non viene votato dalla maggioranza”. Dunque, “non sono io che voto contro la maggioranza è la maggioranza che vota contro se stessa”. Nell’ipotesi che il governo ponga la questione di fiducia, Manzione dice: “Io l’emendamento sugli avvocati non lo ritiro, come mi ha chiesto il sottosegretario Scotti. E’ chiaro che se governo mette fiducia io, anche se il governo sbaglia, la voto”.