– Roma, 12 lug – Così come nel caso della famiglia e dell’infanzia, anche nel sostegno alla disoccupazione l’Italia spende in questo settore meno del 2% del totale contro un valore medio della Ue 15 di oltre il 6%. Questo non significa che in Italia non esista il problema della disoccupazione, ma che, al contrario, le tutele sociali per chi ha difficoltà a trovare lavoro sono del tutto insufficienti. Il mancato sostegno alle famiglie sul fronte delle politiche abitative si è accompagnato, negli ultimi anni, all’introduzione di alcune disposizioni normative che consentono, in caso di somme dovute all’erario dal cittadino, di ipotecare il bene casa e, relativamente a importi superiori agli 8mila euro, di procedere direttamente alla vendita coatta della casa, indipendentemente dal suo valore. Denunciando il “totale dispregio dei princìpi di proporzionalità e di ragionevolezza” sanciti dall’articolo 3 della Costituzione, l’onorevole Rossi Gasparrini, ha presentato alla Camera una progetto di legge volto a stabilire il principio della non pignorabilità della prima casa ed ha altresì elaborato una proposta di legge per l’Istituzione del Fondo di Solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa. La proposta, presentata lo scorso marzo, mira a sostenere le famiglie che si trovino in situazione di insolvenza nel pagamento delle rate del mutuo. È prevista, a tal fine, l’assunzione, da parte del Fondo, del costo delle procedure bancarie e delle spese notarili dei mutuatari in difficoltà e la possibilità, per questi, di chiedere il posticipo delle rate, prolungando la scadenza del mutuo primario fino ad un massimo di 18 mesi. La creazione del Fondo che permetta alle famiglie che hanno contratto un mutuo e si trovino nella temporanea difficoltà di onorarlo, viene a colmare una sentita esigenza sociale, soprattutto nei confronti delle giovani coppie, che non sempre godono di redditi stabili e di contratti di lavoro a tempo indeterminato. Tale iniziativa viene incontro non solo ad un problema sociale, ma aiuta anche il sistema bancario, che, ove la legge venga approvata ed il Fondo istituito, vedrà ridursi il numero delle sofferenze. L’assenza di una adeguata rete di ammortizzatori sociali fa sì che nel nostro Paese – dove gli under 35 rappresentano oltre il 60% dei disoccupati – più che altrove avere una occupazione sia una condizione necessaria per quanto non sufficiente, alla uscita dalla famiglia di origine. (SEGUE)