– Roma, 12 lug – Nonostante la ripresa degli ultimi anni, il tasso di fecondità (1,35 per donna nel 2006) è ben lontano da quel 2,1 figlio per donna che assicurerebbe una condizione di equilibrio demografico. Il risultato è che l’Italia continua a invecchiare, ponendo grandi ipoteche sulla sostenibilità del sistema del Paese e del sistema di welfare in particolare. L’indice di vecchiaia – il rapporto percentuale tra over 64 e gli under 15 – che tra il 1961 ed il 2001 ha subito una vera e propria impennata (da 39,9 a 127,1) ha continuato a crescere nell’ultimo quinquennio, raggiungendo, nel 2006, quota 140,4. Ciò nonostante, secondo i dati dell’Eurispes, l’Italia continua a collocarsi agli ultimi posti della graduatoria in materia di spesa pubblica per la famiglia e l’infanzia, cui il nostro Paese dedica appena l’1,1% del Pil, contro una media della Ue a 15 pari al 2,4%. Le risorse destinate a questa voce rappresentano appena il 3,8% della spesa sociale complessiva, circa un quarto di quanto spendono il Lussemburgo (16,3%) e l’Irlanda (14,3%). Il dato colloca l’Italia al penultimo posto, seguita solo dalla Spagna. A ciò si aggiunga che in Italia la spesa per le politiche abitative non è nemmeno rappresentabile in termini di Pil, in quanto il valore è prossimo allo zero. Esse assorbono appena lo 0,06% della spesa sociale complessiva. Ben diversa la situazione in paesi come Regno Unito e Francia, dove le risorse dedicate a questa voce rappresentano rispettivamente l’1,5% e lo 0,8% del Pil. E’ proprio il Regno Unito ad investire in questo settore la quota maggiore della spesa sociale (il 5,5% del totale). Oltre il 3% del totale spendono Cipro e Irlanda, mentre al di sopra 2% si attestano Francia, Grecia, Ungheria e Danimarca. La Svezia è appena sotto il 2%. Superano di poco l’1% l’Olanda, Malta e la Finlandia, mentre tutti gli altri paesi destinano a tale settore meno dell’1% della spesa sociale. Nel nostro Paese, la spesa sociale per l’anzianità ammonta a circa il 50% della spesa totale, portando l’Italia al quarto posto dopo Lettonia, Polonia e Malta. Per diversi motivi (migratori o naturali) questi sono tre paesi dove la percentuale di popolazione sopra i 60 anni è molto alta e ciò spiega la forte incidenza di questo settore rispetto agli altri. All’opposto, l’Irlanda, essendo il paese con la popolazione più giovane, destina alla spesa per anzianità una fetta ridotta rispetto a tutti gli altri paesi europei (appena il 17,8% del totale). (SEGUE)