– Roma, 12 lug – “L’Ulivo – aggiungono i senatori della maggioranza – assumerà questa posizione non solo per convinzione, ma anche per onorare, così come ha sempre fatto, l’impegno preso con gli altri gruppi dell’Unione e con il governo”. “Il gruppo dell’Ulivo al Senato – sottolineano – ha un solo obiettivo: impedire che la cosiddetta riforma Castelli entri in vigore e garantire che venga approvato il disegno di legge del governo a tutela della qualità della giurisdizione e del lavoro e dell’indipendenza dei magistrati italiani”. La Cdl intanto gongola. Per il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli, c’è soddisfazione “per essere riusciti a battere ancora una volta il governo Prodi in Aula”. “E’ la riprova – aggiunge l’esponente di An, che questa maggioranza è politicamente e numericamente divisa e incapace di sostenere un governo inadeguato a guidare il Paese”. Anche il capogruppo forzista al Senato, Renato Schifani, non nasconde la felicità per questa nuova battuta d’arresto del governo al Senato. Lo stesso Schifani, infatti, aveva profetizzato che l’esecutivo avrebbe avuto una impasse proprio a palazzo Madama. “Il governo non ha la maggioranza in Senato tanto che il ministro Mastella ha dichiarato che non avrebbe più dato parere sugli emendamenti e si sarebbe rimesso all’aula, perché non ha più la maggioranza”. Ha spiegato Schifani: “Un emendamento del collega Manzione è stato votato contro il parere del governo con i voti dell’opposizione. La verità che ogni tanto un sussulto in aula di libertà e non schiacciamento su quello che chiede l’Associazione nazionale magistrati c’è”. (SEGUE)