– Roma, 12 lug – Il Messaggero intervista l’ex Guardasigilli Roberto Castelli, che commenta la difficile giornata di ieri al Senato durante la quale si è votato il primo articolo della riforma sulla giustizia varata da Clemente Mastella: “Ieri c’è stata una farsa, un’operazione di facciata – dice l’esponente leghista -. Così la toga che sceglie un altro ruolo non dovrà trasferirsi fuori distretto ma solamente cambiare provincia. Mastella è stato battuto da Di Pietro, che ha fatto proprio l’emendamento presentato da Brutti e ha messo all’angolo il ministro della Giustizia, ottenendo un unico risultato: che le leggi sull’ordinamento giudiziario, in Italia, non le fa il Parlamento ma la magistratura. E’ una loro vittoria e l’Idv, con Di Pietro in testa, l’ha sostenuta facendosi portavoce delle richieste dell’Associazione nazionale magistrati. Chi ha vinto è solo l’Anm, ma a perdere sono i cittadini”. Per l’esponente leghista il blocco indetto dall’Associazione nazionale magistrati “era una finzione”: “Vorrei sapere quali armi di pressione hanno i magistrati sul centrosinistra”. Castelli dichiara che “ieri in aula si è scritta una bruttissima pagina”, “dobbiamo chiederci se questa Camera rappresenta concretamente il voto popolare oppure se è illegittima, visto anche quello che emerge sui brogli delle circoscrizioni estere”.