– Roma, 12 lug – I dati, pubblicati da Unioncamere sulla base di Movimprese, riportano che nel secondo trimestre dell’anno il bilancio fra le imprese che hanno aperto (116.338) e quelle che hanno cessato l’attività (76.041) si chiude con un saldo attivo di 40.297 attività. Il tasso crescita complessivo del sistema dell’imprenditoria è pari allo 0,66%, uguale allo 0,67% registrato nel corrispondente trimestre dell’anno precedente, che porta il totale delle imprese italiane esistenti al 30 giugno a 6.133.429 unità. A caratterizzare il dato del trimestre sono stati da un lato il record di chiusure (1,25% il tasso di cessazione, il dato più pesante dal 2002 ad oggi); dall’altro il rallentamento delle regioni del Mezzogiorno, dopo diversi anni in cui la vitalità del Sud aveva dato linfa all’allargamento della base imprenditoriale nazionale (solo 0,45 il tasso di crescita dell’area nell’ultimo trimestre, corrispondente a circa 9mila imprese in più). Sebbene al meridione sia avvenuto il numero maggiore di iscrizioni del trimestre (oltre 35mila), nelle stesse regioni si registra oltre un terzo di tutte le cessazioni del periodo (27mila su 76mila circa). Solo la Puglia riesce ad eguagliare la crescita media nazionale. L’area-guida della crescita è il Centro (+0,83%), con il Lazio che ha registralo lo sviluppo più accelerato (+0,93% il tasso di crescita). Mentre al Nord, in Lombardia, è stato registrato quello numericamente più consistente: +8.346 imprese. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, tra aprile e giugno scorsi, le imprese manifatturiere hanno registrato una crescita della produzione pari al +1,1%. Il fatturato, invece, è aumentato soltanto dello 0,6%. Secondo Unioncamere questi dati sarebbero un segnale in base al quale si può pensare che molte imprese “limino” i margini pur di mantenere le quote di mercato. Secondo la ricerca questi risultati sono l’effetto di un andamento decisamente positivo delle imprese con oltre 50 dipendenti (+2,3% la produzione e +2,6% il fatturato), mentre rappresentano una situazione di stabilità o addirittura di decremento per le imprese con 1-49 dipendenti (+0,1% la produzione e –1,1% il fatturato). A livello territoriale emerge una forte spaccatura tra il Nord – che mette a segno risultati positivi sia per la produzione (+1,8% l’andamento del Nord-Ovest e +1,7% quello del Nord Est), sia del fatturato (+1,6% il Nord Ovest e +0,8% il Nord Est) – e il Mezzogiorno e il Centro che hanno rispettivamente un aumento della produzione dello 0,3% e del fatturato dello 0,2% e una perdita dell’1,1% nella produzione e del 2,2% nel fatturato. (SEGUE)