– Roma, 12 lug –Alla positiva dinamica delle esportazioni (+3,2% a livello nazionale) nel secondo trimestre dell’anno rispetto al 2006 hanno contribuito tutte le dimensioni d’impresa (+3,7% quelle fino a 49 dipendenti e +2,8% quelle con 50 dipendenti e oltre). A livello territoriale, invece, emergono le ottime performance del Settentrione (+4,4% il Nord Ovest e +4,1% il Nord Est), contrapposta alla stazionarietà del Centro (+0,1%) e del Mezzogiorno (+0,3%). Le stesse differenziazioni di dimensione e di area territoriale emergono per quanto riguarda gli ordinativi, il cui valore medio (+0,9%) riflette l’andamento positivo delle imprese con oltre 50 dipendenti (+2,5%) e quello in flessione delle imprese con 1-49 dipendenti (-0,5%). Le stime elaborate dal Centro Studi Unioncamere in collaborazione con Prometeia vedono nel 2007 un anno di consolidamento dell’economia italiana, con una crescita del Pil che dovrebbe essere pari 2,0%. A sostenere questa dinamica contribuiscono in primo luogo gli andamenti delle esportazioni, il cui incremento, sebbene in rallentamento rispetto all’anno passato, si attesta attorno al 3,7%. Dal lato della domanda interna dovrebbe proseguire la fase espansiva degli investimenti totali per i quali nel 2007 si prevede un ritmo di crescita pari al 3,2%. I consumi delle famiglie nell’anno in corso dovrebbero evidenziare un ritmo di crescita analogo a quello del 2006 (1,6%) grazie al buon andamento del reddito disponibile. La crescita delle unità di lavoro dovrebbe invece essere pari all’1,0%. Nel 2007, la crescita del Pil dovrebbe essere trainata dal Nord-Ovest (2,3%) e dal Nord-Est (2,2%), mentre al Centro-Sud l’indicatore aumenta dell’1,7%. L’incremento delle esportazioni dovrebbe essere sostenuto soprattutto nel Nord-Est (4,9%) e nel Centro (4,2%), mentre il Nord-Ovest e il Mezzogiorno mostrano un andamento inferiore alla media nazionale (3,7%) e pari, rispettivamente, al 3,2% e al 2,2%. Nella spesa per consumi delle famiglie, il primato della crescita spetta al Nord-Est con il 2,4%, mentre al secondo posto si posiziona il Mezzogiorno con l’1,7%; Nord-Ovest (1,2%) e Centro (1,4%) mostrano, invece, incrementi di entità più modesta. Infine, per le unità di lavoro si stima una crescita dell’1,3% al Sud, dell’1,1% nel Centro, dell’1,0% nel Nord-Est e dello 0,7% nel Nord-Ovest. A livello regionale il primato della crescita spetta alla Lombardia (+2,5%). Seguono Val d’Aosta (2,4%), Emilia Romagna (2,3%), Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sicilia (tutte 2,2%). La crescita “frenata” coinvolgerebbe, invece, il Molise (1,1%), l’Abruzzo (1,3%), la Puglia, la Calabria e la Sardegna (tutte 1,4%).